Pensioni di invalidità Aumento 2020

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Qual è la situazione delle pensioni di invalidità alla fine di un anno critico come il 2020? In questo articolo facciamo il punto sull’argomento a partire dall’a b c.

Prima di tutto vedremo cosa sono le pensioni di invalidità, a chi spettano e chi ha diritto all’assegno di invalidità. Nella seconda parte dell’articolo parleremo dell’aumento della pensione di invalidità civile, sancita da una recentissima sentenza della Corte Costituzionale con tutte le relative controversie e i possibili scenari futuri.

Buona lettura!

 

Cosa sono le pensioni di invalidità civile?

Le pensioni di invalidità civile sono prestazioni economico-assistenziali erogate dall’INPS alle persone cui sia stata attribuita da una commissione medica la percentuale di invalidità pari al 100%.

Quali sono i requisiti per beneficiare delle pensioni di invalidità?

  1. Avere un’invalidità riconosciuta al 100% dalla commissione medica incaricata
  2. Essere cittadini italiani residenti sul suolo nazionale oppure cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno
  3. Avere un’età compresa tra 18 e 67 anni
  4. Non superare il limite di reddito di 16.982,49 euro l’anno: rientrano nel calcolo i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef mentre non sono conteggiate le prestazioni di invalidità, le pensioni di guerra, le rendite Inail e i redditi assoggettabili ad imposta sostitutiva dell’Irpef

Fino a poco tempo fa l’importo della pensione di invalidità era pari a 290 euro al mese. A luglio 2020 la Corte Costituzionale ne ha predisposto l’aumento a 651,51 euro, cioè circa 290 euro in più al mese. Ma lo vedremo meglio più avanti.

Quando aumentano le pensioni di invalidità civile? L’INPS ha già iniziato a pagare l’integrazione da novembre 2020.

 

Assegno di invalidità

Ai soggetti con una percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 99% spetta un altro tipo di prestazione economica-assistenziale che anche in questo caso viene erogata dall’INPS: l’assegno mensile di invalidità civile. L’assegno di invalidità è attribuito conseguentemente alla ridotta capacità lavorativa degli individui gravemente invalidi che, a causa della loro condizione di inabilità, non possono trovare un lavoro per vivere in una situazione economica dignitosa. L’importo di questa prestazione ammonta a 290 euro al mese, proprio come la pensione di invalidità prima del recente aumento.

Quali sono in questo caso i parametri da rispettare?

  1. Avere un’invalidità compresa tra il 74% e il 99% secondo la decisione di una commissione medica
  2. Essere cittadini italiani o extracomunitari con permesso di soggiorno da almeno un anno
  3. Risiedere stabilmente in Italia
  4. Avere un’età anagrafica tra 18 anni e 65 anni e 7 mesi
  5. Non svolgere attività lavorativa di alcun tipo
  6. Rispettare i limiti reddituali fissati per legge

 

Aumento pensioni di invalidità per invalidi 100%

Dopo anni di battaglie combattute dalle associazioni di settore, finalmente la sentenza della Corte Costituzionale n°152 pubblicata il 20 luglio 2020 ha confermato l’aumento della pensione di invalidità per gli invalidi civili totali, i ciechi totali e i  sordi che abbiano un’età compresa fra 18 e 59 anni.

Un ottimo risultato se si considera che la pensione è ora salita a 651.51 al mese da 290 euro e che l’aumento è previsto per tutti gli invalidi al 100%, quindi non solo per chi ha più di 60 anni.

Tuttavia restano delle zone d’ombra su cui proveremo a fare luce.

Innanzitutto l’aumento della pensione di invalidità civile interessa i soli invalidi al 100%, cioè quelle persone la cui disabilità è totale con conseguente inabilità assoluta a lavorare, ma soprattutto a svolgere semplici mansioni quotidiane. La sentenza, però, esclude tutti i disabili gravi con una percentuale di invalidità compresa tra il 74 e il 99%. Quanto è ragionevole?

Viene poi spontaneo chiedersi se i 651.51 euro mensili erogati a favore dei disabili totali siano sufficienti a coprire tutte le spese che i beneficiari devono affrontare per pagare visite mediche e farmaci. E anche per retribuire le figure addette alla loro assistenza medica e domiciliare.

 

Lotta per estendere le pensioni di invalidità a tutti gli invalidi gravi

I nostri stessi dubbi sono stati sollevati da Nazaro Pagano, presidente dell’ANMIC, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili che dal 1956 rappresenta e tutela i diritti dei disabili a livello normativo e legislativo nei confronti degli organi dello stato italiano.

Pagano affronta la questione dell’aumento pensioni di invalidità in una puntata di ANMIC informa, programma dell’Ente trasmesso sul canale Anmic 24. Nell’intervento, che è stato trascritto per intero da pensionipertutti.it, il presidente afferma di essere soddisfatto della sentenza della Corte Costituzionale soltanto a metà.

La sentenza della Corte Costituzionale, importantissima soprattutto perché ha riconosciuto l’inadeguatezza della pensione di 290 euro, dovrebbe far riflettere il mondo politico e quello delle istituzioni sulla necessità di mettere mano all’intero sistema pensionistico, e mi riferisco in particolare agli invalidi civili parziali. (…) Se era inadeguata la pensione di 290 euro per un invalido tra i 18 e i 60 anni, mi pare inadeguato che 290 euro al mese possano essere considerati dignitosi per un invalido parziale con una percentuale del 90, del 85, anche perché dal 74% in su si ha diritto alla prestazione assistenziale.

Pagano lamenta la mancanza di inclusione nel mondo del lavoro delle persone con invalidità parziale – parliamo di circa 494 mila individui in Italia. Si rivolge poi alle istituzioni, facendo presente che gli invalidi gravi non vivono in condizioni economiche e di salute migliori rispetto agli invalidi totali. Per questo motivo l’aumento della prestazione assistenziale, quindi l’estensione delle pensioni di invalidità ai disabili dal 74% al 99%, dovrebbe essere predisposto prima possibile.

Noi vogliamo presentare al Presidente del Consiglio al Governo e a tutte le istituzioni ed al Parlamento in primis, un riadeguamento delle pensioni per queste persone per gli invalidi parziali.

Conclude così l’intervento il presidente dell’ANMIC.

 

Conclusioni

La sentenza n°152 della Corte Costituzionale è una grande conquista per le persone che da tanto, forse troppo tempo richiedevano un trattamento assistenziale sicuramente più adeguato alle loro necessità. L’integrazione delle pensioni di invalidità è stata quasi immediata, tanto che l’INPS ha iniziato a erogare i pagamenti già a partire da novembre 2020.

Molte persone però sono rimaste con l’amaro in bocca. Tutti i disabili gravi che non hanno la percentuale di invalidità massima al 100%, infatti, continueranno a fare affidamento sul solo assegno mensile di 290 euro, senza nessun aumento come se fossero disabili di serie B.

Noi, nella speranza che l’appello dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili sia presto accolto dal Governo, vogliamo continuare a credere che le conquiste si possano fare poco a poco.

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