Pensioni invalidità: cosa cambia nel 2021

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Si fa tantissima confusione ogni giorno, in tema di pensione: civile, di invalidità, di accompagnamento.
In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sul tema pensioni invalidità, cercando di capire cosa cambierà nel 2021.

 

Pensioni invalidità quante e quali sono?

Le prestazioni economiche erogate dall’ INPS, sono davvero tantissime e confondersi è molto semplice.
Ma per quanto riguarda il tema delle pensioni invalidità, è bene fare chiarezza a cosa ci si riferisce con questo termine.
Innanzitutto si deve chiarire che non si ci riferisce a una singola prestazione, bensì ad un insieme di prestazioni.
Infatti, la pensione di invalidità non riguarda soltanto l’assegno ordinario di invalidità, ma si può includere anche:

la pensione di invalidità civile (per chi ha una invalidità tra il 74% e il 99%);
• l’indennità di frequenza (per i minorenni che hanno difficoltà nell’inserimento quotidiano sociale e scolastico);• la pensione di inabilità (per agli invalidi civili totali);
l’indennità di accompagnamento (per chi non è autosufficiente in quanto affetto da gravi minorazioni).

 

Pensione invalidità: a chi è rivolta?

L’assegno ordinario di invalidità spetta a tutti i lavoratori  a cui è riconosciuta un’invalidità psico-fisica che influisce con una riduzione delle abilità lavorative pari o superiore ai 2/3.

Tale compenso, però, non è da confondere con l’assegno di invalidità civile.
Quest’ultimo consiste, in una prestazione assistenziale rivolta a tutti coloro che oltre ad essere invalidi, rientrano in determinati requisiti reddituali.

Per usufruire dell’assegno ordinario, non ci sono limiti di età.

E’ necessario però avere certificate capacità lavorative ridotte dei 2/3 a causa della loro invalidità.
Si può vantare anche di 5 anni di contributi, di cui, almeno 3, erogati nell’ultimo quinquennio.

 

Chi può richiedere la pensione invalidità?

• lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata INPS;
• dipendenti iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti;
• lavoratori parasubordinati.
L’assegno ordinario di invalidità, invece, non è previsto per tutti i lavoratori del pubblico impiego.

 

Come richiedere la pensione

La pensione di invalidità può essere richiesta:
• online, sul sito dell’INPS,
• enti di patronato e intermediari dell’INPS

Al momento della richiesta, però, è necessario presentare tutta la documentazione medica necessaria.
Solo con la certificazione medica che attesta la riduzione della capacità lavorativa superiore al 67%, si può accedere al passaggio successivo, il colloquio, prima di confermare l’invalidità.

 

Pensioni invalidità importi 2021

Per quanto riguarda le prestazioni a favore delle persone con invalidità riconosciuta, invalidi civili totali, mutilati, ciechi e sordomuti, i limiti di reddito, rispetto al 2020, non sono cambiati.

Quindi il limite di reddito annuale resta pari a pari a 16.982,49 euro.
Per quanto riguarda gli assegni riconosciuti agli invalidi parziali, il limite reddituale è 4.931,29 euro, ossia quello stabilito per la pensione sociale.

Anche da un punto di vista degli importi non ci sono cambiamenti rispetto al 2020.

287,09 euro – per gli invalidi parziali e totali e i sordi;
213,08 euro – per i ciechi parziali;
310,48 euro – per i ciechi assoluti.

Unica maggiorazione prevista è quella relativa all’assegno di accompagnamento che, dal 1° gennaio 2021 sale da 520,29 a 522,10 euro .

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