Il sistema previdenziale Italiano oltre alle varie forme di prepensionamento, tra cui quota 100, opzione donna e lavori usuranti, prevede al suo interno un ulteriore forma di prepensionamento denominata appunto isopensione.

L’obiettivo della prestazione è quello di creare un ricambio generazionale tra lavoratori in entrata e lavoratori in uscita che si concretizza in un esodo volontario da parte dei lavoratori, concordato tra organizzazioni sindacali e l’azienda presso la quale si svolge l’attività lavorativa.

Isopensione: Che cos’è

Con la riforma Fornero L. n. 92/2012 oltre alle varie forme di prepensionamento, che consentono ai lavoratori mediante determinate agevolazioni di accedere al pensionamento anticipato tra cui quota 100 e opzione donna, vi è un uteriore strumento meno conosciuto denominato isopensione.

Con l’isopensione l’azienda datrice di lavoro e il lavoratore possono decidere di comune accordo di terminare anticipatamente il rapporto lavorativo.

Vi è da puntualizzare, che affinché la prestazione possa trovare riscontro concreto vi deve essere un accordo di esodo tra azienda Inps e sindacati, e la stessa deve avere un numero di lavoratori a carico pari o superiore a 15 unità.

Isopensione: A chi spetta

Essendo l’isopensione, una prestazione che anticipa il pensionamento ordinario e considerando che l’età per andare in pensione di vecchiaia è di 67 anni, la norma prevede che il pensionamento può essere anticipato fino ad un massimo di 7 anni, quindi potranno accedere alla prestazione tutti quei lavoratori con età pari o superiore a 60 anni.

Isopensione: Come funziona

Il meccanismo di esodo che prevede il funzionamento dell’isopensione grava per intero sul datore di lavoro, il quale deve farsi carico degli oneri necessari alla liquidazione della pensione inclusi i contributi figurativi.

Negli anni la prestazione non ha avuto un riscontro massivo, a causa appunto della sproporzione in termini finanziari alla quale l’azienda datrice di lavoro è obbligata a sacrificarsi.

Isopensione: Accordi di esodo

Gli accordi di esodo riguardanti l’isopensione hanno inizio con degli incontri tra le organizzazioni sindacali e l’azienda, all’interno dei quali si individueranno tutti quei lavoratori destinatari al prepensionamento, una volta individuati i lavoratori e raggiunto l’accordo con le organizzazioni sindacali l’atto verrà sottoposto a verifica da parte dell’Inps, che avrà il compito di validare l’accordo di esodo.

Durante la verifica, l’Inps avrà l’ulteriore compito di verificare che l’organico aziendale superi i 15 dipendenti.

Una volta verificati requisiti summenzionati, l’Inps provvederà ad emettere un provvedimento, mediante pec inviata al datore di lavoro, all’interno del quale verranno descritte le informazioni relative al costo complessivo dell’esodo annuale al quale l’azienda dovrà farsi carico.

Isopensione: A quanto ammonta l’assegno

Prima di andare a capire come viene calcolato l’assegno, occorre ricordare che l’isopensione è una forma di prepensionamento che non prevede: il diritto agli assegni al nucleo familiare, la prerequazione automatica da parte dell’Inps, l’accredito dei contributi figurativi che il datore di lavoro si impegna a versare per tutto il periodo di esodo, non possono essere effettuate trattenute per il pagamento di oneri e la prestazione non è reversibile agli eredi.

La norma prevede che l’importo dell’assegno è pari all’importo del trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore al momento di cessazione del rapporto di lavoro, esclusi i contributi figurativi che il datore di lavoro si impegnerà a pagare fino al conseguimento della pensione di vecchiaia.