Gratuito Patrocinio

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l’indennità di accompagnamento non rientra nella nozione di reddito.
L’ammissione all’istituto del gratuito patrocinio a spese dello Stato è condizionata dalla titolarità del richiedente di un reddito imponibile, ai fini dell’imposta personale sul reddito, non superiore ad euro 11.493,82. Se il richiedente convive con il coniuge o altri familiari si cumulano i redditi di ciascun componente il nucleo familiare, ma nel processo penale i limiti di reddito sono elevati di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi. Tale soglia reddituale viene periodicamente aggiornata con decreto ministeriale (art. 76 D.P.R. n°115/2002) al fine di essere adeguata al costo della vita. Ma se il richiedente, il coniuge o un familiare è titolare dell’indennità di accompagnamento per invalidi civili, il relativo importo dovrà essere considerato “reddito” nel calcolo della soglia prevista per l’ammissione al gratuito patrocinio? A rispondere all’interrogativo interviene la Corte di Cassazione con sentenza n°26302/2018 affermando che “ai fini della determinazione del reddito del richiedente per l’ammissione al gratuito patrocinio, non può tenersi conto di quanto percepito a titolo di indennità di accompagnamento a favore degli invalidi totali” (cfr. Cass. N. 24842/2015). Ciò in quanto, la Corte ha ritenuto che, “l’indennità di accompagnamento ha natura di sussidio destinato a fare fronte agli impegni di spesa indispensabili per consentire alla persona disabile, condizioni di vita compatibili con la dignità umana”. Alla luce di tale pronuncia, dunque, l’entrata derivante dalla corresponsione dell’indennità di accompagnamento non deve essere computata ai fini del calcolo della soglia reddituale prevista per l’ammissione al gratuito patrocinio.

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