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Criminalità minorile

Criminalità minorile
11 Giugno 2024
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Tempo di lettura 3 minuti

La criminalità minorile, che rappresenta un problema crescente e di particolare rilevanza, si connota come l’insieme di comportamenti devianti e illegali compiuti da persone minorenni.

La criminalità giovanile rientra oggi tra le problematiche che destano maggiore preoccupazione a livello sociale.

A dimostrarlo sono i dati nazionali che confermano una situazione che si avvicina pericolosamente ad una vera e propria emergenza.

La crescita delle forme di violenza che vedono come protagonisti gli adolescenti sono connesse a: modelli aggressivi forniti dagli adulti, ripresi continuamente da telegiornali, fiction, film e serie televisive, hanno drasticamente abbassato il livello di percezione dell’illecito nei giovani.

La delinquenza minorile è un fenomeno che si sviluppa sul concetto di devianza, ovvero sull’insieme dei comportamenti che si allontanano dalle norme sociali, violandole senza ritegno, e che esprimono il bisogno di trasgredire per assumere un’identità all’interno della società.

La criminalità minorile in Italia

Negli ultimi anni, le cronache giornalistiche e i salotti televisivi di attualità dedicano sempre più spazio all’analisi del fenomeno delle “baby gang”, denunciando un incremento della criminalità giovanile che avrebbe ormai raggiunto livelli preoccupanti. 

Alcuni recenti fatti di cronaca che hanno visto coinvolti dei minorenni, oltre ad una serie di fattori che hanno scatenato nell’opinione pubblica la sensazione di essere di fronte ad una nuova emergenza criminalità, sensazione cui il legislatore ha risposto con l’emanazione del Decreto “Caivano” che, tra i vari interventi innovativi, ha previsto la possibilità di applicare misure cautelari personali anche nei confronti di minori indagati per reati di minor gravità. 

I dati forniti dall’Istat e dal Ministero dell’Interno relativi ai minorenni arrestati e/o indagati nel periodo 2010 – 2022, mostrano al contrario un andamento pressocchè costante nel triennio 2010 – 2012, con un aumento tra il 2013 e il 2015, anno del massimo picco positivo, essendo stati segnalati complessivamente 32.566 minori (il numero massimo registrato fino ad ora). 

A partire dal 2015 si registra un costante decremento fino al 2019, mentre il numero più basso di segnalazioni nel periodo in esame si è raggiunto nel 2020 con 25.088 segnalazioni, decremento dovuto soprattutto alle restrizioni imposte per contenere la pandemia da Covid – 19.

Nel 2021, dopo il trend in discesa degli anni precedenti, si è registrato un lieve aumento rispetto al 2020 (28.954 segnalazioni) mentre nel 2022 si rileva un considerevole incremento delle segnalazioni, con 32.522 minori segnalati, andando quasi ad eguagliare il picco positivo raggiunto nel 2015. 

Negli ultimi tre anni dunque vi è stato un effettivo aumento della criminalità minorile, ma non in maniera esponenziale come invece sostenuto dall’opinione pubblica, posto che nel 2015 si è raggiunto un picco positivo anche più alto di quello del 2022. 

Inoltre, suddividendo il nostro Paese in cinque macro aree geografiche (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole) l’indagine condotta dal Ministero dell’Interno sulla criminalità minorile consente di circoscrivere la ricerca alle segnalazioni provenienti dalle suddette aree ovvero le regioni del Nord Est e del Nord Ovest.

Le principali cause della criminalità minorile 

Numerosi sono gli studi che nel corso del tempo hanno analizzato i dati statistici e le dinamiche dei reati per arrivare a identificare le cause che conducono i giovani a commettere atti criminosi.

Si parte dall’intenzione di emulare i crimini commessi dagli adulti per arrivare al desiderio di andare contro le regole.

Una delle cause più frequenti che spingono i ragazzi a commettere reati è legata alle difficoltà economiche familiari, ovvero a status di povertà che limitano e talvolta isolano ed emarginano.

Rimanendo in tema di emarginazione possiamo affermare che coloro i quali vivono in aree periferiche svantaggiate o appartengono a minoranze etniche sono più portati a diventare piccoli delinquenti, a causa della difficoltà ad essere accettati dalla società.

La causa principale per la quale si registra un crescente disagio generazionale, e di conseguenza un aumento della criminalità, è identificabile in situazioni familiari problematiche, nelle quali si verificano eventi traumatici quali divorzi, separazioni, lutti e abusi.

In linea generale la famiglia rappresenta la principale incubatrice di futuri baby criminali; la disattenzione dei genitori, distratti da mille impegni quotidiani, un controllo asfissiante e troppo serrato, un permissivismo eccessivo, possono provocare reazioni violente e di ribellione, all’interno dell’ambiente domestico o all’esterno.

 

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