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Il costo del caffè al bar

15 Maggio 2024
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Tempo di lettura 3 minuti

Il caffè è considerato uno dei grandi piaceri della vita… piacere che, però, nel corso degli ultimi anni ha conosciuto un incremento significativo di prezzo.

Secondo quanto emerso dallo studio direttamente condotto da Assoutenti si evidenzia che la oggi pausa caffè costa molto di più dal momento nel 2023 agli italiani hanno speso circa 720 milioni di euro all’anno in più rispetto al 2021. In sintesi i dati mostrano che in comparazione a due anni fa, oggi il caffè che viene consumato al bar costa mediamente l’11,5% in più, con l’espresso che è passato da una media nazionale di 1,04 euro del 2021 agli attuali 1,16 euro.

Il rito del caffè in Italia

Ogni giorno nel mondo si consumano 2.23 miliardi di tazze di caffè, il che lo rende la bevanda più bevuta a livello globale. Nel dettaglio, gli europei sono i maggior consumatori, con una stima del 55% sul consumo globale di caffè stimata nel 2022, secondo l’Organizzazione Internazionale del Caffè.

L’espresso è la tipologia di caffè più nota e diffusa in Italia. Per gli italiani, consumare il caffè al bar è un rito antico ricco di numerosi significati.

Indubbiamente il caffè è uno dei simboli del Made in Italy, ma soprattutto è il protagonista di un vero e proprio rito quotidiano che accomuna milioni di italiani. Parliamo del caffè espresso, che è la tipologia di caffè più nota e consumata in Italia, soprattutto nel suo luogo per eccellenza: il bar.

In Italia prendere il caffè al bar si connota quindi come un vero e proprio rito al punto che è diventato un elemento che fa parte della cultura sociale.

Ad avvalorare questo fatto è quanto dichiarato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che ha approvato all’unanimità la candidatura del caffè espresso italiano alle liste UNESCO del Patrimonio Immateriale dell’Umanità: “In Italia il caffè è molto più di una semplice bevanda”, ha spiegato il Sottosegretario Gian Marco Centinaio, “è un vero e proprio rito, parte integrante della nostra identità nazionale ed espressione della nostra socialità che ci contraddistingue nel mondo.”

Secondo Istituto Nazionale Espresso Italiano, fondato nel 1998 con l’obiettivo specifico di salvaguardare e promuovere l’espresso originale, il mercato vale più di 4 miliardi di euro all’anno, e sono oltre il 90% gli italiani che ne bevono una tazza a testa al giorno.

Il prezzo del caffè al bar

Le condizioni sfavorevoli meteo in Brasile ma anche il cambio euro-dollaro stanno pesando sui consumatori di caffè italiani. 

Di fatto, emerge che, di rincaro in rincaro, tra crisi della produzione e costi di trasporto sempre più proibitivi per la materia prima, il costo della tazzina del caffè che i connazionali mandano giù al bar diventa sempre più salata.

Guardando la situazione italiana si evidenzia un panorama in cui sono poche le città dove per il rito quotidiano di inizio giornata si paga meno di 1 euro. Dal punto di vista pratica questo significa che in media ormai il prezzo è arrivato ad 1,20 euro secondo gli ultimi dati del Mimit rielaborati da Assoutenti. 

A lanciare una sorta di allarme sono però gli importatori e i torrefattori che affermano e rilevano che oggi sui prezzi si sta scatenando la “tempesta perfetta”. 

Dal punto di vista pratico questa dinamica potrebbe portare ad ulteriori rincari all’orizzonte e per arrivare a 2 euro a tazzina ormai la strada da percorrere è davvero poca. 

In tale frangente diventa interessante rilevare che Altoga, l’associazione nazionale torrefattori, importatori di Caffè e grossisti alimentari aderente a Federgrossisti-Confcommercio, spiega che negli ultimi 6 mesi le quotazioni di borsa del caffè Robusta sono praticamente raddoppiate: hanno registrato un rialzo di oltre il 90% (da 2.200 a 4.195 dollari la tonnellata), e quelle della varietà Arabica del 55% (da 155,25 a 239,85 centesimi alla libbra).

Dal punto di vista pratico sembra che ad imparare su questa dinamica è una forte contrazione dell’offerta da parte del Vietnam, le avverse condizioni metereologiche in Brasile, lo sfavorevole tasso di cambio per il rafforzamento del dollaro sull’euro, che ha inciso sul costo del caffè fino a un +4% negli ultimi mesi ed infine la necessità di evitare il passaggio nel Mar Rosso con conseguente aumento di tempi e costi di percorrenza.

A titolo indicativo questo determina un aumento sui costi di importazione del caffè fino al 50% in più rispetto a 6 mesi fa.

Oggi caffè più caro in Italia è quello di Bolzano, con una media di 1,34 euro a tazzina, seguita da Trento (1,31 euro), Belluno (1,28 euro), Padova (1,27 euro), Udine (1,26 euro) e Trieste (1,25 euro). La città più economica risulta Messina, con 0,95 euro ad espresso, 0,99 euro a Catanzaro e Reggio Calabria.

Si rileva anche che la città che invece ha aumentato di meno i prezzi del caffè negli ultimi due anni è Aosta: +2,9%, da 1,05 euro a 1,08 euro. Seguono Lucca (+3,6%) e Cagliari (+3,8%).

 

 

 

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