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Paesi europei in cui si guadagna di più

12 Febbraio 2024
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Tempo di lettura 3 minuti

Tra gli Stati europei esistono importanti differenze per quanto riguarda non solo la cultura e i “modi di vivere”, ma anche gli stipendi.

A tal fine una delle domande che ci si è maggiormente portati a porsi è “In quale Stato europeo si guadagna di più?”

Sula base di questo quest’oro Eurostat ha provato a dare una risposta.

Guardando velocemente la classifica ci si può rendere conto di come la Svizzera sia il paese in cui si guadagna di più, con uno stipendio mensile medio pari a 6.620 euro lordi. L’Italia, invece, si pone al quindicesimo posto della classifica.

All’interno di questo articolo andremo ad analizzare i diversi stipendi in Europa.

La classifica

Analizzando la classifica degli stipendi europei in base alla classifica Eurostat (Structure of earnings survey) si rileva quanto segue:

  1. Svizzera: 6.620 euro;
  2. Islanda: 4.854 euro;
  3. Norvegia: 4.743 euro;
  4. Lussemburgo: 4.630 euro;
  5. Danimarca: 4.473 euro;
  6. Irlanda: 3.760 euro;
  7. Svezia: 3.488 euro;
  8. Belgio: 3.360 euro;
  9. Finlandia: 3.360 euro;
  10. Germania: 3.349 euro;
  11. Regno Unito: 3.258 euro;
  12. Paesi Bassi: 3.076 euro;
  13. Austria: 3.066 euro;
  14. Francia: 2.895 euro;
  15. Italia: 2.520 euro;
  16. Malta: 2.108 euro;
  17. Spagna: 2.043 euro;
  18. Cipro: 1.909 euro;
  19. Slovenia: 1.719 euro;
  20. Grecia: 1.446 euro;
  21. Estonia: 1.372 euro;
  22. Portogallo: 1.293 euro;
  23. Repubblica Ceca: 1.225 euro;
  24. Croazia: 1.179 euro;
  25. Slovacchia: 1.164 euro;
  26. Lettonia: 1.158 euro;
  27. Polonia: 1.105 euro;
  28. Ungheria: 996 euro;
  29. Lituania: 970 euro;
  30. Romania: 951 euro;
  31. Turchia: 768 euro;
  32. Serbia: 626 euro;
  33. Bulgaria: 608 euro;
  34. Macedonia del Nord: 586 euro;
  35. Albania: 398 euro.

Ai fini di una valutazione corretta di questi dati risulta importante precisare che suddetta rilevazione ha il limite in quanto non è in grado di coprire tutto l’insieme degli occupati dal momento che va ad escludere il settore agricolo, le imprese con meno di 10 addetti e tutti i dipendenti della pubblica amministrazione.

Nonostante questo tale classifica risulta comunque molto efficace dal momento che ha il vantaggio di permettere di attuare un concreto confronto tra le retribuzioni di Paesi diversi, tenendo conto del diverso costo della vita in ogni Paese. Questo è possibile in quanto gli importi sono calcolati a parità di potere d’acquisto.

La posizione dell’Italia

Andando a guardare la classifica emerge che l’Italia occupa il quindicesimo posto. Questo significa che 15 su 27 Paesi UE si guadagna meno che in Italia, nei restanti 11 Paesi, invece, le retribuzioni sono più elevate.

Attuando un’ulteriore approfondimento risulta possibile evidenziare che questo divario accresce a secondo del genere e dell’età. Di fatto si rileva che studiando gli stipendi in Europa, differenziando i lavoratori uomini dalle donne, quello che i dati sottolineato è che in tutti i Paesi europei, le donne percepiscono salari inferiori rispetto agli uomini.

Il nostro paese ne è un esempio in quanto in Italia, invece, lo stipendio degli uomini è in media pari a 2.620 euro lordi al mese (valore di sotto alla media europea di 2.818 euro) mentre quell delle donne è invece di 2.201 euro lordi al mese (contro i 2.321 euro della media in Europa).

Un altro fattore che sancisce un forte divario salariale risulta essere rappresentato dall’età dal momento che, tendenzialmente, i giovani hanno uno stipendio inferiore.

Nel caso dei giovani con meno di 30 anni, per quanto riguarda lo stipendio più elevato destinato ai giovani di sesso maschile, la Svezia si distingue con 2.372 euro, mentre per le giovani donne è il Lussemburgo a primeggiare con 2.531 euro.

Per quanto riguarda l’Italia si ravvisa che i giovani guadagnano una somma sotto la media. In media, un giovane italiano guadagna 1.854 euro al mese lordi (1.914 per i maschi; 1.756 per le femmine) contro una media europea di 1.946 euro (1.998 per i maschi; 1.886 per le femmine).

Il divario retributivo di genere

Per divario retributivo di genere (in inglese gender pay gap) rappresenta la differenza media che sussiste tra i salari orari lordi percepiti dagli uomini e dalle donne. Questo si connota come una delle tipologie più rilevanti e più “gravi” di gap tra uomo e donna dal punto di vista economico.

Il divario di genere è il risultato dell’unione di situazioni molto diverse tra loro per condizione contrattuale, ambito lavorativo, età e titolo di studi, si rileva un unico valore aggregato, in grado di rispecchiare il divario medio tra uomini e donne in termini di compenso sul lavoro.

Se si considera l’economia nel suo complesso, in Europa le lavoratrici guadagnano il 12,7% in meno ai lavoratori. Questo è un dato che varia sensibilmente all’interno dei paesi dell’unione. I valori più alti si registrano in Estonia (20,5%), Austria (18,8%) e Germania (17,6%). I più bassi in Slovenia (3,8%), Romania (3,6%) e Lussemburgo (-0,2%). In questo scenario, l’Italia si colloca al quintultimo posto con un valore del 5%, circa 8 punti percentuali in meno rispetto alla media dell’Europa.

Guardando alla situazione italiana, sulla base dei dati elaborati dall’ultimo Osservatorio INPS sui lavoratori dipendenti del settore privato, la retribuzione media annua complessiva è di 22.839 euro; per il genere maschile è di 26.227 euro contro i 18.305 euro del genere femminile. Quasi 8 mila euro l’anno in meno per le donne. Oltre il danno, c’è anche la beffa: il gender pay gap è addirittura in aumento rispetto al 2021 quando era pari a 7.908 euro, mentre nel 2022 è salito a 7.922. 

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