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Andare in pensione nel 2022

Andare in pensione nel 2022
31 Maggio 2022
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Tempo di lettura 5 minuti

Hai il desiderio di andare in pensione?!

Andare in pensione nel 2022 non è sempre semplice. Il nostro sistema pensionistico è molto articolato.

Sono numerosi i requisiti che devono essere soddisfatti che riguardano sia l’anzianità di tipo anagrafica che quella di tipo contributivo che vanno ad incidere sia sulla pensione anticipata che sulla pensione di vecchiaia 2022.

Nonostante questo, si connotano, ad oggi, differenti “strade” ed opzioni per riuscire ad ottenere l’uscita dal mondo del lavoro.

Per andare in pensione nel 2022 esistono, quindi, differenti opzioni che variano a secondo dei soggetti e del sistema contributivo a cui si appartiene.

All’interno di questo articolo avremo la possibilità di vedere quali sono le principali opzioni per riuscire ad uscire dal mondo del lavoro e andare in pensione nel 2022.

Modalità di uscita 2022

A seguito della entrata in vigore dalla legge di bilancio 2022, è stato ufficialmente confermato il mix di combinazioni che permettono di andare in pensione nel 2022 con le generalità dei lavoratori autonomi e dipendenti iscritti all’Inps.

Ad oggi emerge che le tre strade principali ai fini di riuscire ad accedere alla pensione nel 2022 sono direttamente rappresentate da:

  • pensione di vecchiaia
  • pensione anticipata
  • quota 100 o quota 200.

Per quanto concerne l’uscita dal mondo del lavoro con quota 100 o quota 102 si chiarisce che:

  • la quota 100 è valida per coloro che hanno raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2021
  • la quota 102 risulta essere valida per le persone che non hanno ancora raggiunto oggi i requisiti, ma che li raggiungeranno entro il 2022 (in tal caso dovranno essere titolari di un’età anagrafica di 64 anni e dovranno aver maturato 38 anni di contributi).

Lavoratori nel Sistema misto

I criteri per accedere alla pensione variano a secondo del sistema pensionistico di riferimento del singolo lavoratore.

Si dice che ricadono nel sistema misto coloro che si trovano in una condizione che li vede in possesso di un minimo livello di contribuzione al 31 dicembre 1995.

Per questa tipologia di lavoratori si annoverano le seguenti opzioni per andare in pensione:

  • pensione di vecchiaia al raggiungimento dei 67 anni e 20 anni di contributi;
  • pensione anticipata alla maturazione di contributi pari a 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne), indipendentemente dall’età anagrafica;
  • pensione anticipata per i lavoratori precoci in particolari condizioni meritevoli di tutela (disoccupati, caregivers, invalidi almeno al 74%, addetti a mansioni gravose o usuranti) all’ottenimento di 41 anni di contributi;
  • pensione con quota 100 cioè con 62 anni e 38 anni di contributi (se raggiunti entro il 31.12.2021)
  • pensione con quota 102 cioè con 64 anni e 38 di contributi (se raggiunti entro il 31.12.2022).

Si evidenzia che i requisiti contributivi di cui sopra possono essere integrati anche con il riscatto agevolato della laurea a condizione di optare per la liquidazione della pensione con le regole contributive (art. 1, co. 23 della legge n. 335/1995).

Sistema contributivo

Risultano pari a cinque le principali possibilità di pensionamento valide per gli individui che ricadono in modo completo all’interno del sistema contributivo (si ricorda che un individuo ricade in questa fattispecie nel caso in cui non sia titolare di contributi al 31 dicembre 1995).

La prima possibilità è direttamente rappresentata dalla pensione di vecchiaia che si raggiunge a 67 anni di età anagrafica e 20 anni di contributi unitamente ad un assegno con un importo non inferiore a 1,5 volte il valore dell’assegno sociale.

La seconda è la pensione di vecchiaia che si ottiene al compimento di 71 anni e al raggiungimento di 5 anni di contributi effettivi (cioè con esclusione della contribuzione figurativa).

La pensione anticipata si delinea, invece, in due casistiche:

  • ai 64 anni di età anagrafica combinati a 20 anni di contribuzione effettiva (cioè con esclusione della contribuzione figurativa) solo nel caso in cui l’importo soglia non risulti inferiore a 2,8 volte il valore dell’assegno sociale;
  • indipendentemente dall’età anagrafica e al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) a prescindere.

La quinta opzione è rappresentata dalla pensione all’ottenimento dei 62 anni anagrafici e 38 anni di contributi (se raggiunti entro il 31.12.2021) oppure allo scattare dei 64 anni e 38 di contributi (se raggiunti entro il 31.12.2022).

Quota 100 e quota 102

Quando si parla di quota 100 e di quota 102 è fondamentale ricordare che queste si connotano come due misure di tipo temporaneo.

Queste riconoscono due è possibilità di accesso alla pensione.

Possono, quindi, andare in pensione con quota 100 coloro che hanno maturato i requisiti entro il 31.12.2021 (62 anni di età e 38 di contributi) mentre possono andare in pensione con quota 102 coloro che raggiungeranno i requisiti entro il 31.12.2022 (64 anni di età e 38 di contributi).

Una delle caratteristiche della quota 100 e della quota 102 è la cosiddetta cristallizzazione ovvero il fatto che l’individuo che ha maturato il diritto di andare in pensione ha la possibilità di decidere di pensionarsi in qualsiasi momento successivo, anche nel 2022, 2023, 2024 e così via.

Si ricorda che l‘opzione della quota 100 non è stata rinnovata per i prossimi anni tale per cui attualmente vige la possibilità di potervi accedere anche successivamente, ma solo per le persone che hanno già maturato i requisiti entro il 2021, fino ad esaurimento dei fondi stanziati.

Le finestre

Risulta importante sottolineare che permane un meccanismo di differimento nell’erogazione della pensione pari a tre mesi dalla maturazione dei requisiti per accedere sia alla pensione con la quota 100 o con la quota 102 che per ottenere la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne e 41 anni i precoci).

Nel caso dei dipendenti pubblici che soddisfano i requisiti della quota 100 o quota 102 la si evidenzia che la finestra mobile è pari a sei mesi dal momento della maturazione dei requisiti.

In caso di conseguimento della pensione di vecchiaia non è previsto nessuno tipo di slittamento.

Gli altri scivoli pensionistici

Oltre alle misure sopra presente esistono i cosiddetti scivoli pensionistici che sono stati rafforzati o creati in questi ultimi anni.

Tra i principali emergono le seguenti agevolazioni.

  • Opzione donna riguarda le donne lavoratrici sia del settore pubblico che del settore privato e si basa sul principio che queste hanno la possibilità di avere accesso alla pensione al raggiungimento dei 58 anni di età anagrafica e 35 anni di contribuzione (in tal caso emerge una finestra di attesa di 12 mesi prima di percepire il primo pagamento pensionistico). Si ricorda che nel caso in cui la lavoratrice non sia dipendente, ma autonoma l’età anagrafica richiesta è di 59 anni e la finestra è di 18 mesi. Per l’opzione donna il requisito anagrafico e contributivo deve essere raggiunto entro il 31/12/2021.
  • Pensione per i lavoratori precoci dedicata a coloro che hanno 41 anni di contributi e hanno versato almeno 12 mesi di contribuzione prima dei 19 anni di età anagrafica e sono titolari di un’invalidità civile pari o superiore al 74%, oppure conviventi con un parente titolare di Legge 104, o disoccupati che hanno terminato di usufruire dell’indennità Naspi da almeno 3 mesi, o che svolgono un lavoro gravoso.
  • Per accedere all’Ape social (possibilità di uscita è stata prorogata per coloro che matureranno i requisiti sopra esposti entro il 31/12/2022) è necessario essere titolari di almeno 30 anni di contribuzione versata oltre che avere un’invalidità pari o superiore al 74%. Alternativamente questa opzione vale anche per coloro che:
    • hanno un parente di primo grado convivente titolare di legge 104;
    • sono disoccupati e hanno terminato l’intera prestazione Naspi da almeno 3 mesi;
    • hanno 36 anni di contribuzione con i lavori faticosi e usuranti.
  • Pensione lavoratori usuranti il cui accesso prevede almeno 35 anni di contributi e 61 anni e 7 mesi di età anagrafica, riguarda i lavoratori che stanno svolgendo da almeno 7 anni negli ultimi 10 anni, oppure per metà della loro vita lavorativa, un lavoro che viene riconosciuto come

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