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Contratto di espansione

Contratto di espansione
7 Luglio 2022
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Il contratto di espansione, disciplinato dall’articolo 41 del DLGS 148/2015, consente l’incentivazione al ricambio generazionale e la riqualificazione professionale all’interno delle imprese, grazie ad un anticipo pensionistico di 5 anni mediante all’erogazione di un’indennità mensile.  

Il contratto di espansione è stato introdotto per la prima volta dall’articolo 26-quarter del dl n. 34/2019 convertito con la legge n. 58/2019 prorogandolo dapprima per il solo 2021 successivamente fino al 31 dicembre 2023 grazie alla legge n. 234/2021.

Che cos’è il contratto di espansione?

Il contratto di espansione può essere utilizzato da tutte quelle aziende che possiedono un numero pari o superiore a 50 dipendenti consentendone, quindi, un ricambio generazionale o una riqualificazione professionale.

È stato siglato dal Ministero del Lavoro e dalle associazioni sindacali di categoria più rappresentative e consente:

  • a) il riconoscimento di un trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria per un periodo massimo di 18 mesi (anche non continuativi) e quindi la riduzione oraria o sospensione del personale dipendente 
  • b) per il personale che si trova a 5 anni dal conseguimento della pensione di vecchiaia o anticipata, la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro e l’erogazione, da parte del datore di lavoro tramite l’INPS, di un indennità che accompagna il lavoratore dalla sospensione lavorativa al conseguimento delle prestazioni vecchiaia o anticipata

La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro deve essere espletata dal datore di lavoro entro il 30 novembre 2022, per l’anno corrente, ed entro il 30 novembre del 2023 se si vuole usufruire della prestazione l’anno prossimo. 

Il contratto di espansione, assume validità, nel momento stesso in cui consente al lavoratore uscente il raggiungimento della pensione trascorsi 60 mesi dall’erogazione dell’indennità mensile, pagata dall’INPS, mediante l’azienda. 

Il lavoratore, al momento della stipula, deve trovarsi a 60 mesi dal conseguimento delle seguenti prestazioni pensionistiche:

  • pensione di vecchiaia, quindi allo scadere dei 60 mesi il lavoratore dovrà aver raggiunto i 67 anni di età congiuntamente a 20 anni di contribuzione
  • pensione anticipata, il lavoratore uomo dovrà aver raggiunto i 42 anni e 10 mesi di contribuzione a prescindere dall’età, mentre la lavoratrice donna 41 e 10 mesi di contribuzione a prescindere dall’età 

Il contratto di espansione non puà essere applicato per:

L’indennità mensile corrisposta al lavoratore dall’azienda, mediante l’INPS, corrisponde alla pensione maturata dal lavoratore al momento della prima erogazione dell’indennità. Ai fini del conseguimento della pensione allo scadere dei 5 anni, l’INPS, tiene in considerazione gli aumenti dovuti alla speranza di vita stimati secondo lo scenario demografico ISTAT. 

Per quanto riguarda la contribuzione nella finestra dei 5 anni, nel caso di pensionamento di vecchiaia l’azienda non sarà tenuta a versare alcun contributo e il costo del prepensionamento è sgravato di un bonus corrispondente alla NASpI a cui teoricamente avrebbe avuto diritto il lavoratore. Nel caso invece della pensione anticipata, il datore di lavoro, è tenuto a versare anche la contribuzione correlata nella misura fissata per il calcolo della NASpI, ovvero sulla media degli stipendi versati negli ultimi 4 anni.

Fideussione

Dovendo, il datore di lavoro, assolvere agli oneri di pagamento dell’indennità e della contribuzione, viene richiesta la stipula di una polizza fideiussoria bancaria. Il datore di lavoro non è tenuto al versamento del ticket NASpI, dato che l’indennità di disoccupazione non viene erogata al lavoratore.

Come funziona il contratto di espansione

L’indennità viene corrisposta per 13 mensilità e, non essendo una pensione, non vengono applicate su di essa le trattenute per il pagamento degli oneri. Non è soggetta alla perequazione automatica e viene tassata come reddito da lavoro dipendente. Non è reversibile ai superstiti, in tal caso spetta la pensione indiretta, e non spettano i trattamenti di famiglia ne le prestazioni a sostegno del reddito.

L’indennità proveniente dal contratto di espansione è, comunque, cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo.

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