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Che Cos'è la Contribuzione Volontaria?

9 Maggio 2022
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I contributi volontari sono l’insieme dei contributi che possono essere versati su domanda dell’iscritto che desidera proseguire la contribuzione con l’obiettivo di raggiungere più velocemente il diritto alla pensione o per accrescere l’ammontare che riceverà nel caso di interruzione o cessazione del rapporto di lavoro.

All’interno di questo articolo avrai la possibilità di comprendere:

  • in che cosa consiste la contribuzione volontaria
  • se è possibile smettere di lavorare pagando i contributi volontari
  • se si possono versare i contributi volontari mentre si lavora
  • quanti anni di contributi volontari si possono pagare

Contribuzione volontaria: di cosa si tratta

Tutti i lavoratori che si trovano in una condizione di cessazione o di interruzione della propria attività lavorativa hanno l’opportunità di attuare una prosecuzione volontaria del versamento dei contributi con l’obiettivo di raggiungere il diritto alla pensione o quanto piuttosto di accrescere l’ammontare dell’importo della pensione.

I contributi volontari sono, quindi, l’insieme delle differenti tipologie di contributi che possono essere versati su domanda da parte dell’iscritto che ambisce a proseguire la contribuzione per ottenere il diritto alla pensione o per incrementarlo. Questo è anche il caso di aspettative per motivi di studio o famiglia, di interruzioni per motivi disciplinari, per lavori discontinui, stagionali o part-time.

Per mezzo del versamento dei contributi volontari i lavoratori che hanno cessato o solo interrotto un’attività lavorativa hanno l’opportunità di ottenere, pagando direttamente, il perfezionamento dei requisiti che servono per il raggiungimento del diritto alla pensione e/o di aumentare l’importo dell’assegno.

Questa si connota come una possibilità riconosciuta nel nostro ordinamento previdenziale dal decreto legislativo 184/1997. La norma ha esteso agli iscritti ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione obbligatoria (es. pubblico impiego) e alla gestione separata la possibilità che in un primo momento era prevista per i solo lavoratori dipendenti e per gli iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi degli artigiani, commercianti e agricoli autonomi.

I benefici della contribuzione volontaria

Secondo quanto disciplinato dell’articolo 9 del DPR 1432/1971, i contributi volontari risultano essere sono parificati ai contributi obbligatori per quanto concerne l’ottenimento del diritto alle prestazioni, all’anzianità contributiva e alla determinazione della retribuzione annua pensionabile.

I contributi volontario possono, quindi, essere utilizzati con l’obiettivo di anticipare il raggiungimento del requisito contributivo per:

  • accedere alla pensione anticipata (es. 42 anni e 10 mesi di contributi)
  • accedere alla pensione di vecchiaia (i 20 anni di contributi)
  • raggiungere i 35 anni di contributi per i lavori usuranti.

Si chiarisce, ai sensi dell’articolo 1, comma 7 della legge 335/1995, che per i lavoratori che ricadono nel sistema pensionistico del contributivo puro, in quanto non in possesso della condizione di anzianità contributiva alla data del 31 dicembre 1995, il versamento dei contributi volontari non può essere utilizzato per il perfezionamento della pensione anticipata.

Il versamento di contributi volontari sottende l’opportunità del risparmio fiscale dal momento che questi si connotano come oneri deducibili dal reddito complessivo per l’intero importo, anche nel caso in cui l’onere dei versamenti sia stato sostenuto per i familiari fiscalmente a carico. Inoltre, emerge come il legislatore abbia protetto gli individui che hanno ottenuto l’autorizzazione ai volontari dall’applicazione di regole di pensionamento peggiorative in comparazione a quelle vigenti al momento del conseguimento dell’autorizzazione stessa.

Caratteristiche della contribuzione volontaria

Requisiti della contribuzione volontaria

Affinché sia possibile avere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria è necessario che l’assicurato faccia valere uno dei seguenti requisiti:

  • titolarità di almeno 5 anni di contributi (corrispondenti a 260 contributi settimanali nonché equivalenti a 60 contributi mensili) indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati;
  • titolarità di almeno 3 anni di contribuzionenel corso dei cinque anni che precedono la data di presentazione della domanda.

Si chiarisce che i requisiti richiesti devono essere perfezionati per mezzo della contribuzione effettiva (obbligatoria, volontaria e da riscatto), andando ad escludere la contribuzione figurativa a qualsiasi titolo accreditata.

È importante ricordare che i requisiti di cui sopra da soli non sono sufficienti è, infatti, necessario che l’interessato debba aver cessato o interrotto il rapporto di lavoro in quanto l’assicurazione non può essere proseguita volontariamente da coloro che svolgono rapporti lavoro dipendente, parasubordinato o autonomo anche come libero professionista. Allo stesso modo la prosecuzione volontaria non è riconosciuta ai titolari di una pensione diretta.

Nel caso in cui la domanda di prosecuzione volontaria venga presentata in costanza di indennità di disoccupazione o mobilità deve essere accolta.

Si chiarisce che in questo caso la decorrenza dell’autorizzazione può collocarsi in un periodo coperto da contribuzione figurativa per disoccupazione/mobilità, a differenza della decorrenza dei pagamenti che deve necessariamente corrispondere ad un periodo di assenza di contribuzione.

Importo della contribuzione volontaria

A partire dal 12 luglio 1997 l’importo che deve essere versato si computa moltiplicando l’aliquota di finanziamento, relativa alla gestione obbligatoria per la quale di si chiede la prosecuzione, per la retribuzione settimanale imponibile che viene recepita nel corso dell’anno di contribuzione precedente la data della domanda di autorizzazione. Questo significa che l’importo che deve essere versato non è costante, ma cambia a seconda della retribuzione percepita nell’anno antecedente sia in base alla gestione previdenziale in cui si è iscritti. 

Nel caso di lavoratori dipendenti, l’aliquota di finanziamento per il 2022 è il 33% tale per cui per computare l’importo da versare settimanalmente all’Inps bisogna individuare la retribuzione settimanale dell’ultimo anno di lavoro e moltiplicarla per 33%.

Si evidenzia che esiste il minimale ovvero un importo minimo di retribuzione settimanale sul quale sono commisurati i versamenti volontari. Ad esempio, per i lavoratori dipendenti, nel 2022 il minimo è di 210,15 euro. 

Ogni anno è necessario rivalutare, sulla base dell’andamento del tasso di inflazione, la retribuzione in base alla quale viene effettuato il contributo volontario.

Per quanto riguarda lavoratori autonomi iscritti alla gestione speciale dei commercianti e degli artigiani, l’individuazione del reddito di riferimento per il calcolo della contribuzione volontaria è strutturato per classi di riferimento alle quali viene fatto corrispondere un reddito medio sulla base del quale si definiscono gli importi dovuti. La norma [legge 233/1990] prevede che per la definizione del reddito su cui calcolare la contribuzione volontaria bisogna determinare il reddito medio tra quelli percepiti dal lavoratore negli ultimi tre anni di lavoro.

Invece, in merito ai lavoratori agricoli autonomi, l’importo del contributo è settimanale e viene calcolato in base alla media dei redditi degli ultimi tre anni di lavoro, che corrispondono a una delle quattro classi di reddito stabilite dalla legge 233/1990.

In relazione agli iscritti alla gestione separata emerge che le aliquote di versamento sono pari al 25% del compenso medio percepito nell’anno di contribuzione precedente alla data di domanda (33% per i collaboratori) da applicare comunque sul minimale della gestione pari nel 2022 al valore di 16.243 euro.

Presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata all’ente previdenziale e può essere inoltrata solo per via telematica per mezzo di una delle seguenti modalità:

  • via web [sito INPS] attraverso i servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN
  • via telefono – chiamando il contact center integrato;
  • per mezzo dei patronati e tutti gli intermediari dell’istituto.

L’autorizzazione ha inizio a partire dal primo sabato successivo alla data di presentazione della domanda.

Una volta che è stata data l’autorizzazione da parte dell’ente previdenziale, il versamento dei contributi può essere eseguito:

  • utilizzando il bollettino MAV (Pagamento mediante avviso), che può essere pagato in una qualsiasi banca senza commissioni aggiuntive.
  • online sul sito Internet INPS, utilizzando la carta di credito:
  • telefonando al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico, utilizzando la carta di credito;

Si ricorda che l’ammontare del contributo volontario è calcolato in modo differente a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore interessato

 

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