Prepensionamento Poligrafici

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Al fine di far rientrare gli esodati del comparto poligrafico a seguito della legge di bilancio del 2020, la senatrice Lonardo ha proposto, mediante un’interrogazione a risposta scritta depositata in commissione Lavoro e Senato, un allargamento ulteriore alla deroga prevista dall’Art. 1 n. 500.

Tale deroga consiste in un prepensionamento al conseguimento di 35 anni di contributi, anziché 38, tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2023 per tutti quei lavoratori del settore poligrafico che appartengono a:

  • imprese stampatrici di giornali quotidiani e di periodici
  • imprese editrici di giornali quotidiani e d periodici 
  • agenzie di stampa a diffusione nazionale

Affinché si possa avere accesso alla deroga, le aziende summenzionate, devono aver presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2023, piani di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale in presenza di crisi.

Oggetto fondamentale della deroga è stato l’art. 37 della legge n. 416 del 1988 che consente ai lavoratori poligrafici, a causa delle caratteristiche specifiche del settore di riferimento, di accedere al pensionamento anticipato poligrafici entro 60 giorni dall’ammissione alla cassa integrazione guadagni straordinaria dal maturare delle condizioni di anzianità contributiva richiesta.

Come funziona il prepensionamento poligrafici?

Come summenzionato, la legge di bilancio 2020 ha previsto che, limitatamente al periodo che va dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2023, i lavoratori del settore poligrafico possono accedere al prepensionamento poligrafici con almeno 35 anni di contributi nell’assicurazione generale obbligatoria (AGO) 

Dal provvedimento, però, restano esclusi i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo della stessa anche in circostanza di fallimento così come i casi dei contratti di solidarietà.

La nota negativa del prepensionamento poligrafici è che tale riforma ha un limite di spesa ripartito nel seguente modo:

  • 26,7 milioni nel 2020
  • 46,6 milioni nel 2021
  • 51,2 milioni nel 2022
  • 54,7 milioni nel 2023
  • 50,8 milioni nel 2024
  • 33,3 milioni nel 2027

Tale finanziamento, ripartito negli anni summenzionati, costituisce il tetto di spesa che il governo ha varato per finanziare la manovra.

Chi sono i lavoratori interessati?

Sono interessati al prepensionamento poligrafici tutti quei lavoratori che maturano il requisito contributivo di 35 anni nel periodo che va dal 1° gennaio 2020 entro e non oltre il periodo di fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale che non può superare il 31 dicembre 2023.

Al fine del perfezionamento del requisito contributivo verranno considerati tutti i contributi accreditati, quindi anche quelli figurativi, volontari e da riscatto.

La domanda di prepensionamento deve essere presentata presso:

  • un ufficio di patronato
  • un intermediario specializzato online come Nonsolopatronato.it
  • autonomamente all’interno del sito dell’INPS

Entro e non oltre:

  • 60 giorni dall’ammissione al trattamento GIGS, se il lavoratore interessato ha già maturato il requisito contributivo
  • entro 60 giorni dalla maturazione dell’anzianità contributiva, se il lavoratore perfeziona il requisito contributivo mentre sta percependo la CIGS

La domanda di prepensionamento poligrafici deve essere corredata da una dichiarazione del datore di lavoro che attesti:

  • gli estremi del provvedimento di accettazione della GICS
  • la data di sottoscrizione dell’accordo di procedura
  • che il lavoratore beneficiario del trattamento straordinario di integrazione salariale rientra tra le unità ammesse dal ministero del Lavoro al prepensionamento
  • la data di presentazione del piano di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale in presenza di crisi

Esclusi gli ex dipendenti di Seat Pagine Gialle

Dalle due norme emanate per il comparto poligrafici, sono rimasti fuori tutti quei lavoratori collocati in CIGS in forza di accordi sottoscritti tra il 1° giugno 2015 e il 31 dicembre 2019 tra cui, in particolare, gli ex dipendenti di Seat Pagine Gialle, i quali possono andare in pensione con il requisito standard di 38 anni di contribuzione.

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