Riforma pensioni 2021: tutto quello che bisogna sapere

riforma pensioni 2021
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E’ stato approvata in via definitiva la manovra di bilancio per il 2021, che contiene, tra i vari provvedimenti quello relativo alla riforma pensioni 2021.

Il 2021 è l’ultimo anno valido per andare in pensione con Quota 100. La misura di pensionamento sperimentale introdotta dal Governo gialloverde, M5S – Lega per anticipare la pensione a 62 anni e con 38 anni di contributi.

L’esperimento del Governo Conte-1 per poter fare andare in pensione tutte quelle persone con 62 anni di età e 38 di contributi, vede nel 2021, il suo ultimo anno di validità. Il 31 dicembre 2021 sarà infatti l’ultimo giorno in vigore della riforma gialloverde. Già da tempo  ormai il Governo discute su come poter sostituire la riforma vigente, pur mantenendo allo stesso tempo, una prospettiva previdenziale allettante.

 

Riforma pensioni 2021, cosa prevede la manovra di bilancio

La Manovra di Bilancio 2021 approvata in extremis prima di Capodanno, contiene un interessante capitolo riguardante la modalità per andare in pensione nel nuovo anno appena iniziato. In particolare sono 6 le principali modalità di uscita dal lavoro :

Ecco di seguito le ultimissime pensioni previste dalla nuova riforma:

 

Riforma pensioni 2021 ecco cosa aspettarsi dal nuovo anno

Quota 100

Partiamo dalla situazione attuale: Quota 100. Quota 100 termina nel 2021 la propria fase di sperimentazione durata circa tre anni, per lasciare il passo ad una soluzione ancora in fase di elaborazione.
Per poter andare in pensione in anticipo, con questa modalità attualmente attiva, è necessario avere almeno 62 anni e contributi versati per almeno 38 anni.
Per la decorrenza sono previste per il settore pubblico finestre mobili fino a 6 mesi e 3 mesi per il settore privato.
 

Cosa succederà dopo Quota 100?

Niente notizie certe al momento per il dopo quota 100, ma tra le varie ipotesi si parlerebbe anche di una possibile quota 102 con soglia di 64 anni di età e 38 di contributi versati.
E’ prevista anche la possibilità di un pensionamento anticipato in base alla gravosità dell’ occupazione attuale.

 

Opzione donna

La nuova legge di Bilancio prevede delle disposizioni mirate per la riforma pensioni 2021 e in particolare il pensionamento anticipato delle donne. Quel provvedimento comunemente chiamato opzione donna. 
Il diritto al trattamento pensionistico anticipato delle donne è riconosciuto a tutte quelle lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2020 un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica, per le lavoratrici dipendenti, pari o superiore a 58 anni e a 59 anni per quelle autonome.
Per opzione donna è prevista dalla data di maturazione dei requisiti previsti, una finestra mobile pari a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

 

Pensione di vecchiaia

Nessuna variazione per chi richiede la pensione di vecchiaia, per la quale occorrono 67 anni di età e 20 anni di contributi versati.
In tal caso non si prevede l’applicazione di nessuna finestra mobile, infatti il trattamento previdenziale decorre il primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti.

 

Pensione anticipata

Anche per la pensione anticipata non ci sono modifiche.
A prescindere quindi dall’età anagrafica, è possibile il pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. In tal caso, però, si mantiene la finestra mobile di tre mesi.
Per i lavoratori precoci, con almeno 12 mesi di attività lavorativa prima dei 19 anni, possono accedere alla pensione anticipata, anche con solo 41 anni di contributi e con una finestra di 3 mesi per la decorrenza.
 

APE sociale

La Manovra proroga a tutto il 2021 la sperimentazione dell’ APE sociale, consistente in una indennità.
Può accedervi chi maturi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021 il requisito di 63 anni di età e rientri in una delle categorie previste dalla normativa, ossia:
  • disoccupati che da almeno 3 mesi abbiano esaurito la prestazione per disoccupazione loro spettante;
  • lavoratori affetti da riduzione della capacità lavorativa pari almeno al 74 per cento;
  • lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado con disabilità gravi
  • chi da almeno 6 anni svolge in maniera continuativa una professione difficoltosa
Per le donne con figli è previsto uno “sconto contributivo”, per accedere al beneficio, chiamato APE sociale donna. 12 mesi per ciascun figlio, per un massimo di 24 mesi.
 

Riforma pensioni 2021, le altre novità

Ma le novità apportate dalla Manovra di bilancio, non si fermano qui, queste appena elencate, sono alcune delle anticipazioni sulle modalità previste per l’uscita di lavoro nel 2021.
Vediamo da vicino alcuni provvedimenti  che entreranno in vigore immediatamente a partire da gennaio 2021:
Tra le norme che hanno ottenuto il via libera c’è la nona salvaguardia per 2.400 esodati. Le domande dovranno essere inoltrate entro 60 giorni dall’entrata in vigore entro il 2 marzo 2021.
Prorogate inoltre le misure previste dal ‘Cura Italia’ per i lavoratori immunodepressi o con patologie oncologiche fino al 28 febbraio 2021. L’assenza dal servizio è equiparata al ricovero ospedaliero.

A partire da quest’anno salirà il congedo parentale obbligatorio per i neo padri, da sette a dieci giorni. In tal senso è stato dato il via libera ad un assegno mensile di 500 euro per le madri sole disoccupate o monoreddito con un figlio che abbia una disabilità di almeno il 60 per cento. In arrivo, inoltre, 50 milioni da destinare al sostegno delle misure organizzative adottate dalle imprese per favorire il rientro al lavoro delle lavoratrici madri dopo il parto.

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