Cosa sono?

I permessi per allattamento sono dei periodi di riposo che vengono concessi alla neo mamma nel primo anno di vita del bambino, questi valgono anche in caso di adozione o affidamento.

La neo mamma può godere di due periodi di riposo, anche cumulabili, durante la giornata di lavoro ed è obbligo del datore di lavoro concedere l’astensione per 1 o 2 ore al giorno, in base all’orario lavorativo della richiedente.

Nel caso in cui, per qualsiasi motivo, la mamma non può beneficiare della prestazione questa può essere comunque fruita dal padre.

Questa prestazione prende il nome di “permessi per allattamento” ma erroneamente a quanto si può pensare, non sussiste alcun obbligo di dimostrare che ancora la madre sta allattando il proprio figlio.

Permessi per allattamento: Chi può richiederli?

Come tutte le prestazioni inps, anche i permessi per allattamento richiedono il possesso di determinati requisiti per essere usufruiti, andiamo a vedere nello specifico quali sono:

  • Affinché la prestazione venga riconosciuta è obbligatorio fare richiesta dei permessi per allattamento per i bambini nati entro 1 anno dall’invio della domanda, nel caso di bambini adottati o affidati entro 1 anno dall’entrata in famiglia;

Quando può essere il padre a farne richiesta?

Solitamente a richiedere tale prestazione sono le neo mamme, ma sussistono dei casi in cui a richiederli sia il padre, andiamo a vedere nello specifico quali sono le condizioni che concretizzano la richiesta da parte del padre:

  • Figlio affidato esclusivamente al padre;
  • Madre deceduta o gravemente malata;
  • Madre non lavoratrice dipendente;
  • Anche se lavoratrice dipendente per espressa volontà non vuole usufruire di tale diritto.

Permessi per allattamento: compatibilità e incompatibilità con altre prestazioni

I permessi per allattamento non sono compatibili con i congedi parentali, ossia i 6 mesi di permesso (10 mesi complessivi tra madre e padre) indennizzati al 30% se goduti nei primi 6 anni di vita del figlio, ovviamente non vi è compatibilità anche nel caso in cui il congedo venga fruito ad ore.

Durata della prestazione

Per quanto riguarda la durata della prestazione questa varia sulla base delle ore lavorative del genitore, ma cerchiamo di fare qualche esempio per rendere più chiaro il modo con il quale l’inps effettua il calcolo;

Se il genitore ha una media di 6 ore lavorative al giorno, allora le ore di permesso per allattamento saranno 2 al giorno, mentre per una media inferiore il permesso è solo di 1 ora al giorno.

Come abbiamo specificato nei precedenti paragrafi le ore di fruizione potranno essere distribuite in vario modo, il lavoratore può fruirne consecutivamente (ad esempio uscendo in anticipo) oppure spezzarle nell’arco della giornata.

Questa è una decisione che va presa in accordo con il datore di lavoro, nel caso in cui i bambini sono due i permessi raddoppiano, e conseguentemente anche l’importo ricevuto.

E’ opportuno ricordare che i giorni di allattamento possono essere fruiti entro e non oltre il compimento del primo anno di vita del figlio, oppure per i primi 12 mesi di adozione o affidamento.

L’unica eccezione riguardo alla durata temporale della prestazione è riservata per quelle mamme i cui figli soffrono di handicap, in questo caso i riposi possono essere fruiti fino al compimento del terzo anno di età del bambino.

Permessi per allattamento: indennità

Per tale prestazione viene concessa un indennità economica pari all’ammontare dell’ora di allattamento, quindi durante le ore di permesso la lavoratrice percepisce il 100% della retribuzione prevista dal contratto di lavoro.

L’indennità viene anticipata dal datore di lavoro ma è totalmente a carico dell’inps; Gli unici lavoratori a cui l’indennità viene pagata direttamente dall’inps sono:

  • Stagionali a tempo determinato;
  • Agricoli a tempo determinato;
  • Lavoratori dello spettacolo saltuari o a termine.

Permessi per allattamento: dove fare richiesta

La domanda può essere inoltrata mediante:

  • Portale telematico dell’inps solo se in possesso di pin cittadino;
  • Rivolgendosi ad un ente di patronato.

La procedura telematica vale solo quando è il padre a presentare richiesta, negli altri casi la lavoratrice deve presentare richiesta esclusivamente al datore di lavoro.

Alla richiesta va allegato il certificato di nascita del bambino, se il permesso si richiede a seguito di adozione bisogna presentare una copia del provvedimento di adozione, o affidamento, o di qualsiasi altro documento dell’autorità competente da cui risulti la data di effettivo ingresso del minore in famiglia.