La normativa

L’opzione donna è stata introdotta per la prima volta dalla legge Maroni nello specifico dall’art. 1 com. 9 della L. n. 243/04, l’inasprimento ai requisiti di accesso alle varie forme di pensionamento dopo la legge Fornero, ha consentito la risc

operta di tale formula di pre-pensionamento che consente l’anticipo dell’uscita dal mondo del lavoro per le lavoratrici dipendenti e autonome, a patto di accettare il calcolo della prestazione con il sistema contributivo.

Chi può accedervi

Possono accedere all’opzione donna tutte quelle lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria (ago), ai fondi sostitutivi od esclusivi (dipendenti del settore privato, pubblico impiego e lavoratrici autonome) che possono vantare una posizione contributiva al 31 Dicembre 1995. Non possono accedervi le lavoratrici iscritte alla gestione separata e tale contribuzione non può essere cumulata con altre contribuzioni ai fini del conseguimento del requisito contributivo.

Opzione donna

Quali sono i requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso

Per accedere alla prestazione occorre essere in possesso di 58 anni (59 per le autonome) e 35 anni di contribuzione entro il 31 Dicembre del 2018, quindi potranno accedere alla normativa tutte le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 Dicembre 1960 e le autonome nate entro il 31 Dicembre 1959.

La finestra mobile per l’opzione donna

L’opzione donna è soggetta alla cd. finestra mobile, quindi al conseguimento dei requisiti sopra citati le lavoratrici dipendenti dovranno aspettare 12 mesi e quelle autonome 18 all’erogazione della prima mensilità della prestazione pensionistica.

Gli effetti del calcolo con il sistema contributivo

Le lavoratrici che optano al pre-pensionamento utilizzando l’opzione donna e quindi accentando il calcolo della prestazione con il sistema contributivo, pur avendo i requisiti per il sistema retributivo o misto, avranno una decurtazione sulla prestazione che oscillerà tra il 25-35%.

Tale penalizzazione sarà variabile a seconda dell’età della richiedente e dalle caratteristiche soggettive di carriera, della retribuzione e anzianità contributiva maturata all’età di accesso dell’opzione donna.

In sostanza, più la lavoratrice potrà vantare una carriera anticipata, con livelli retributivi elevati percepiti fin dai primi anni di iscrizione all’inps, più la riduzione sarà minore; mentre maggiore è l’anzianità contributiva al 31 Dicembre 1995, e quindi se la prestazione fosse stata calcolata con il sistema retributivo sarebbe stata maggiore, più elevata sarà la riduzione dell’assegno con l’opzione donna.

Contribuzione utile

Per il perfezionamento del requisito contributivo di 35 anni verranno computati i contributi a qualsiasi titolo (obbligatori, da riscatto da ricongiunzione, volontari e figurativi).

Chi non può accedere all’opzione

Sono escluse dalla possibilità di fruire dell’opzione donna le lavoratrici che hanno perfezionato il requisito d’accesso per accedere alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata, tutte quelle lavoratrici destinatarie delle disposizioni in materia di “salvaguardia” introdotte dal legislatore dopo il 2011 con il cd. esodati.

L’opzione donna prevede che l’applicazione del sistema contributivo sia effettuata sulle sole regole di calcolo, per tanto a tale prestazione potranno essere applicate le disposizioni sul trattamento minimo e non è richiesto il rispetto degli importi soglia previsti per coloro che accedono al trattamento pensionistico in base alla disciplina del sistema contributivo.

Come presentare la domanda

La prestazione può essere richiesta attraverso il portale dell’inps, se si è in possesso del pin personale, o attraverso un ente di patronato.