Opzione donna ultimissime

Pensione opzione donna

La pensione opzione donna consente alle lavoratrici del settore pubblico e privato di accedere ad un pensionamento anticipato a condizione di accettare il calcolo del futuro assegno interamente con il metodo contributivo.

Pensione Opzione Donna 2023

Con la salita al governo di Fratelli d’Italia, la platea di lavoratrici che potrebbe accedere al pensionamento anticipato con l’opzione donna, è in febbrile attesa di capire se la manovra verrà confermata nella nuova legge di bilancio 2023.

Nelle settimane precedenti al voto, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando, aveva già confermato che indipendentemente dal partito scelto dagli italiani l’opzione donna 2023 sarebbe stata confermata per almeno un altro anno.

Pensione opzione donna – Come funziona?

La pensione opzione donna è stata rinnovata dal legislatore anche nel 2022 grazie alla legge 234 del 2021, in vigore dal 1° gennaio 2022 e in attesa di essere inserita nella riforma pensioni 2023 dal nuovo governo.

L’opzione donna consente alle lavoratrici del settore pubblico e privato di andare in pensione anticipata con un età di 58 o 59 anni congiuntamente ad un requisito contributivo di 35 anni anni a patto che le stesse accettino il calcolo dell’assegno interamente con il metodo contributivo.

Il pensionamento opzione donne è stato introdotto per la prima volta dalla legge Maroni, nello specifico dall’art. 1 com. 9 della L. n. 243/04, l’inasprimento ai requisiti di accesso alle varie forme di pensionamento dopo la legge Fornero, ha consentito la riscoperta di tale formula di prepensionamento che consente l’anticipo dell’uscita dal mondo del lavoro per le lavoratrici dipendenti e autonome di diversi anni rispetto alle prestazioni di pensione anticipata e di vecchiaia che richiedono rispettivamente:

  • 41 anni e 10 mesi di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica per le donne (pensione anticipata)
  • 67 anni di età anagrafica congiuntamente a 20 anni di contribuzione (pensione di vecchiaia)

La prima bozza di legge della pensione opzione donna prevedeva un innalzamento del requisito anagrafico a 60 anni, mentre l’attuale versione definitiva consente il prepensionamento alle lavoratrici che maturano i seguenti requisiti:

  • almeno 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti
  • almeno 59 anni di età per le lavoratrici autonome

Congiuntamente, per entrambe le categorie, al requisito di 35 anni di contribuzione maturati entro il 31 dicembre 2021.

È opportuno precisare che la pensione opzione donna per il personale scolastico e di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) si applica la speciale disciplina delle finestre mobili, di cui all’art. 59, comma 9, della L. 559/1997.

In funzione di rientrare nei termini le suddette categorie devono presentare domanda entro il 28 febbraio 2022 di cessazione dal servizio.

Destinatari opzione donna – A chi è rivolta?

Possono accedere al pensionamento opzione donne tutte le lavoratrici:

  • iscritte all’assicurazione generale obbligatoria (AGO)
  • ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi gestiti dall’INPS

che siano in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995.

Non possono accedere invece alla pensione opzione donna tutte le lavoratrici facenti parte della gestione separata o, comunque, le stesse non possono utilizzare la contribuzione presente in tale gestione per raggiungere la somma dei 35 anni di contribuzione.

Allo stesso modo, per il raggiungimento degli anni minimi di contribuzione, non è possibile utilizzare l’istituto del cumulo dei periodi assicurativi.

Pensione Opzione Donna – Quali sono i requisiti anagrafici?

Come specificato, la pensione opzione donna, è stata introdotta per la prima volta dall’art. n. 1, comma 9, della legge 243/2004, il quale prevedeva la possibilità di prepensionamento per le lavoratrici che maturavano 35 anni di contribuzione di andare in pensione rispettivamente:

  • all’età di 57 anni per le lavoratrici del settore privato iscritte all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) o alle gestioni ad essa sostitutive
  • all’età di 58 anni e lavoratrici autonome

La legge ha subito diverse modifiche negli anni, fino a subire un notevole cambiamento mediante la legge di bilancio del 2017 con l’art. 1, commi 222 e 223, della legge 232/2016, il quale ha esteso la possibilità di accedere alla pensione opzione donna anche alle lavoratrici che non avessero maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2015 a causa degli incrementi dei requisiti determinati dall’aumento della speranza di vita.

I requisiti anagrafici non sono più adeguati agli incrementi della speranza di vita.

La finestra mobile per l’opzione donna

L’opzione donna è soggetta alla cd. finestra mobile, quindi al conseguimento dei requisiti sopra citati si applicheranno le seguenti finestre:

  • 12 mesi per le lavoratrici dipendenti
  • 18 mesi per le lavoratrici autonome

Per quanto riguarda il personale delle istituzioni scolastiche e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) trova applicazione la disciplina dei trattamenti pensionistici per cui i soggetti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre di un determinato anno, la decorrenza è posta all’inizio dell’anno accademico.

CategoriaRequisito ContributivoUltima data per maturazione requisito contributivoEtà necessariaUltima data per maturazione requisito anagraficoUltima data di nascita utileFinestra mobileUltima Apertura Finestra mobile
Lavoratrici Subordinate35 anni31/12/202158 anni31/12/202131/12/196312 mesi01/01/2023
Lavoratrici Autonome35 anni31/12/202159 anni31/12/202131/12/196218 mesi01/07/2023
Ex Inpdap, FS e Poste34 anni, 11 mesi e 16 giorni31/12/202158 anni31/12/202131/12/196312 mesi01/01/2023

Pensione Opzione Donna – Gli effetti del calcolo con il sistema contributivo

Le lavoratrici che optano al pensionamento opzione donne, e quindi accentando il calcolo della prestazione con il sistema contributivo, pur avendo i requisiti per il sistema retributivo o misto, avranno una decurtazione sulla prestazione che oscillerà tra il 25-35%.

Tale penalizzazione sarà variabile a seconda dell’età della richiedente e dalle caratteristiche soggettive di carriera, della retribuzione e anzianità contributiva maturata all’età di accesso dell’opzione donna.

In sostanza, più la lavoratrice potrà vantare una carriera anticipata, con livelli retributivi elevati percepiti fin dai primi anni di iscrizione all’INPS, più la riduzione sarà minore; mentre maggiore è l’anzianità contributiva al 31 Dicembre 1995, e quindi se la prestazione fosse stata calcolata con il sistema retributivo sarebbe stata maggiore, più elevata sarà la riduzione dell’assegno con l’opzione donna.

Opzione Donna – Requisiti contributivi

Per il perfezionamento del requisito contributivo di 35 anni verranno tenuti in considerazione i seguenti contributi:

Vengono invece esclusi dal calcolo del montante contributivo dell’opzione donna i seguenti contributi:

  • contributi figurativi per malattia
  • contributi figurativi per disoccupazione

Chi non può accedere alla pensione opzione donna

Sono escluse dalla possibilità di fruire dell’opzione donna le lavoratrici che hanno perfezionato il requisito d’accesso per accedere alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata, tutte quelle lavoratrici destinatarie delle disposizioni in materia di “salvaguardia” introdotte dal legislatore dopo il 2011 con il cd. esodati.

Opzione Donna – Regole di calcolo

L’opzione donna prevede che l’applicazione del sistema contributivo sia effettuata sulle sole regole di calcolo, per tanto a tale prestazione potranno essere applicate le disposizioni sul trattamento minimo e non è richiesto il rispetto degli importi soglia previsti per coloro che accedono al trattamento pensionistico in base alla disciplina del sistema contributivo.

Pensione Opzione Donna – Come presentare la domanda?

La prestazione opzione donna può essere richiesta attraverso il portale dell’inps, se si è in possesso del pin personale, o attraverso un ente di patronato.