Pensione di reversibilità a chi spetta?

Prima di addentrarci nel vivo dell’argomento riguardante la pensione di reversibilità, cerchiamo di porre le basi logiche che governano questo genere di prestazione.

La pensione di reversibilità è una prestazione erogata a favore degli eredi di pensionati o lavoratori defunti.

Iniziamo con il distinguere nettamente tra la prestazione che viene erogata a favore degli eredi di lavoratore/rice defunto/a e la prestazione che viene erogata a favore degli eredi di pensionato/a defunto/a.

Infatti, quando parliamo di pensione di reversibilità intendiamo quella prestazione che viene erogata agli eredi dei pensionati.

Quando invece a richiedere la prestazione sono gli eredi dei lavoratori, si parla di pensione indiretta.

Cos’è che determina diversità tra le prestazioni?

In primo luogo il fatto stesso che la reversibilità provenga direttamente da una pensione già liquidata al soggetto defunto.

Gli eredi, in questo caso, hanno l’assoluta certezza di poter fruire della prestazione, in quanto il fatto stesso che il soggetto percepisse una pensione determina automaticamente lo stato di diritto a percepire una pensione di reversibilità da parte degli eredi.

Per quanto riguarda invece gli eredi di un lavoratore defunto, non esiste un’assoluta certezza che determina il diritto a percepire la pensione indiretta, in quanto la posizione contributiva va analizzata al fine da capire se la stessa rispetta determinati requisiti che la legge impone affinché possa essere erogata la prestazione.

All’interno dell’articolo puoi trovare un paragrafo intero dove vengono elencati i requisiti affinché la pensione indiretta possa essere riconosciuta agli eredi di lavoratore defunto.

Ma la pensione di reversibilità può essere richiesta su qualunque prestazione pensionistica in capo al defunto?

No, la pensione di reversibilità è una prestazione “previdenziale” e, in quanto tale, può essere erogata solo in favore dei superstiti del pensionato per invalidità, vecchiaia o pensione anticipata.

Quindi se il pensionato deceduto era in possesso di una prestazione socio – assistenziale o di invalidità civile, la stessa non sarà soggetta a reversibilità.

All’interno di queste pensioni non reversibili rientrano:

  • assegno sociale;
  • indennità di accompagnamento (anche per ciechi);
  • assegno mensile di invalidità civile (74/99%)

Pensione di reversibilità 2020: a quali familiari spetta?

Coniuge superstite

La pensione spetta al coniuge superstite anche nei casi in cui questi sia:

  • separato consensualmente;
  • separato con “addebito”. In caso di separazione legale senza addebito a carico del coniuge superstite, non vi sono ostacoli per l’accesso alla pensione di reversibilità.
  • divorziato;

Per quanto riguarda il divorzio la L. n. 74/1987 regolamenta il diritto, affermando che, in assenza di coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, il coniuge rispetto al quale è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, ha diritto alla pensione ai superstiti alle seguenti condizioni:

  • il coniuge divorziato superstite sia titolare di assegno di divorzio e non si sia nuovamente coniugato;
  • il coniuge divorziato dante causa sia deceduto dopo il 12/03/1987, per la non retroattività della legge n. 74/1987;
  • la data di inizio del rapporto assicurativo dell’assicurato o del pensionato sia anteriore alla sentenza di scioglimento del matrimonio.

Pensione di reversibilità figli

La pensione di reversibilità spetta ai figli legittimi, adottati, affiliati, legittimati, riconosciuti in giudizio, nati dal precedente matrimonio del deceduto che, alla data del decesso, siano:

  • minorenni;
  • inabili, patto che questi risultino a carico del deceduto al momento della morte. Per i figli che alla data del decesso del genitore siano inabili, non vi sono limiti di età per il diritto alla pensione di reversibilità. Il diritto permane anche nei confronti dei minori che siano riconosciuti inabili alla data successiva al decesso, ma prima del compimento del 18° anno. Non è richiesta inabilità totale, ma solo incapacità, in concreto, di applicarsi ad un lavoro produttivo di adeguato profitto.
  • studenti fino a 21 anni, che risultino sempre a carico del deceduto al momento del decesso. I figli di età superiore a 18 anni hanno diritto alla reversibilità fino al 21° anno, qualora frequentino una scuola media o professionale, per tutto il corso legale ma non oltre il 26° anno di età, qualora siano iscritti all’università o anche a corsi di perfezionamento o di specializzazione post-laurea, in questo ultimo caso la prestazione spetta a condizione che essi, al momento del decesso, fossero a carico del deceduto.
  • ai figli nati postumi, entro trecento giorni dalla morte del genitore;

Genitori

La pensione di reversibilità spetta ai genitori nel caso in cui il deceduto non era coniugato e non aveva figli e se i genitori possiedono i seguenti requisiti:

  • età pari o superiore a 65 anni;
  • non essere titolare di pensione diretta o indiretta;
  • essere a carico del deceduto al momento della morte;

Fratelli/sorelle

Spetta ai fratelli celibi e alle sorelle nubili solo nel caso in cui non sussista nessuna delle ipotesi precedentemente elencate e se gli stessi possono far valere i seguenti requisiti:

  • essere riconosciuti inabili al lavoro;
  • essere a carico del deceduto al momento del decesso.

Pensione di reversibilità o indiretta

Come accennato all’inizio dell’articolo, per i superstiti di un pensionato non occorrerà effettuare nessuna verifica contributiva, in quanto lo stesso percettore di prestazione previdenziale.

In caso di morte di un lavoratore non ancora pensionato, l’assicurato, all’atto del decesso, deve far valere i requisiti di anzianità assicurativa e contributiva normalmente previsti per la pensione di invalidità.

Quindi per accedere alla pensione di reversibilità, che in questo caso viene definita pensione indiretta, i superstiti dovranno dimostrare che il dante causa potesse far valere, all’atto del decesso:

  • cinque anni di contribuzione di cui almeno tre nel quinquennio precedente la morte;
  • oppure 15 anni in qualsiasi epoca.

Pensione di reversibilità, una tantum

La pensione di reversibilità una tantum viene riconosciuta ai superstiti dell’assicurato che abbia iniziato a versare il primo contributo successivamente al 31 dicembre 1995 e che, conseguentemente, avrebbe avuto diritto al calcolo delle prestazioni pensionistiche interamente con il metodo contributivo.

L’indennità una tantum può essere erogata ai superstiti del deceduto nel caso in cui:

  • al momento del decesso non sussistano i requisiti per poter aver diritto alla pensione di reversibilità e/o indiretta;

Si rammenta che tale prestazione è concessa solo ed unicamente ai soggetti rientranti nel calcolo delle prestazioni previdenziali interamente con il sistema contributivo.

Per cui, nel caso in cui un soggetto possa far valere l’opzione di scelta tra il calcolo contributivo e/o retributivo, e che quindi possiede contribuzione antecedente al 1° gennaio 1996, i superstiti non hanno diritto a tale beneficio.

Pensione di reversibilità come si calcola?

La pensione di reversibilità, non essendo una prestazione socio assistenziale, non possiede degli importi prestabiliti per legge.

Questa, rientra nelle più comuni prestazioni previdenziali, i quali importi dipendono da una serie di fattori puramente soggettivi, oltre alla variabilità degli indici Istat, ai quali le prestazioni previdenziali vengono influenzate annualmente.

Questi fattori sono strettamente legati alla contribuzione in possesso, e al metodo di calcolo al quale detta contribuzione è soggetta.

Per quanto riguarda la pensione di reversibilità, i dati rispetto agli importi che vengono erogati dall’inps, sono riferibili alle diverse percentuali con le quali l’assegno viene corrisposto in funzione degli aventi diritto.

Le percentuali sono state regolamentate dalla legge Dini 335/1995, e vengono così ripartite:

  • coniuge solo: spetta il 60% della pensione del coniuge defunto;
  • coniuge con 1 figlio: spetta l’80%;
  • coniuge con 2 o più figli: spetta il 100%;

Le percentuali, in assenza del coniuge, da corrispondere ai figli sono così ripartite:

  • solo 1 figlio: spetta il 70%;
  • 2figli: spetta in totale l’80%;
  • 3 o più figli: spetta in totale il 100%;

Per i genitori invece:

  • solo 1 genitore: spetta il 15%;
  • 2 genitori: spetta il 30% in totale;

Per gli altri familiari spetta il 15% della prestazione, ovvero:

  • un fratello ed una sorella: 15%;
  • due fratelli o sorelle: spetta in totale il 30%;
  • tre fratelli o sorelle: spetta in totale il 45%;
  • quattro fratelli o sorelle: spetta in totale il 60%;
  • cinque fratelli o sorelle: spetta in totale il 75%;
  • sei fratelli o sorelle: spetta in totale il 90%;
  • sette o più fratelli o sorelle: spetta in totale il 100%;

Quando si perde la pensione di reversibilità?

Essendo la pensione di reversibilità legata al possedimento di determinati requisiti, la mancanza degli stessi, anche in corso di percezione della prestazione, comporta l’eliminazione della pensione.

I casi in cui il coniuge perde il diritto a percepire la pensione sono:

  • nuovo matrimonio;
  • superamento delle soglie reddituali.

I casi in cui i figli perdono il diritto a percepire la pensione di reversibilità sono:

  • raggiungimento del limite di età;
  • interruzione degli studi;
  • inizio di attività lavorativa;
  • quando cessa lo stato di inabilità al lavoro.

Per quanto riguarda i genitori e i fratelli/sorelle, il diritto alla prestazione cessa nel caso in cui gli stessi inizino a percepire una prestazione pensionistica di qualunque natura.

Pensione di reversibilità novità 2020

Come ogni anno, l’inps provvede ad emanare una circolare all’interno della quale determina gli importi delle prestazioni in funzione della variazione degli indici Istat.

Per la pensione di reversibilità l’adeguamento è regolamentato dai diversi scaglioni di reddito.

A tal proposito, abbiamo elaborato una tabella riassuntiva.

Gli scaglioni della pensione di reversibilità

Pensioni fino a 3 volte il minimoPensioni oltre 3 e fino a 4 volte il minimoPensioni oltre 4 e fino a 5 volte il minimoPensioni oltre 5 e fino a 6 volte il minimopensioni oltre 6 e fino a 8 volte il minimopensioni oltre 8 e fino a 9 volte il minimoPensioni oltre 9 volte il minimo
L'adeguamento è pari al 100%L’adeguamento è del 100%; (è del 97% per i primi mesi del 2020, in quanto l’Inps non ha fatto in tempo a recepire le novità apportate dalla legge di Bilancio 2020)Adeguamento del 77%Adeguamento del 52%Adeguamento del 47%Adeguamento del 45%Adeguamento del 40%

Pensione di reversibilità, la domanda

Se in possesso dei requisiti di legge, i superstiti del defunto possono presentare domanda presso l’istituto previdenziale inps, affidandosi a due diverse modalità:

  • invio online della domanda: in questo caso occorrerà essere in possesso di pin cittadino reperibile presso qualunque ufficio inps di competenza territoriale, e/o spid (servizio di identità digitale) reperibile presso un ufficio postale.
  • invio della domanda attraverso caf/patronato: in questo caso occorrerà recarsi, muniti dell’apposita documentazione, presso un caf/patronato al quale verrà delegato l’invio e la gestione della pratica.

Pensione di reversibilità entro quanto presentare la domanda?

La domanda di pensione di reversibilità deve essere presentata entro e non oltre 1 anno dal decesso. Nel caso in cui tale termine dovesse decorrere, decadrà di conseguenza il diritto ai superstiti di percepire la prestazione.

Pensione di reversibilità decorrenza e tempi di erogazione

La pensione di reversibilità decorre dal mese successivo a quello del decesso del dante causa.

Per quanto riguarda i tempi di erogazione questi sono molto variabili e soggettivi.

Nonostante i processi di digitalizzazione che l’istituto previdenziale ha ormai attivato da parecchi anni, questi sembrano non aver accelerato di molto l’espletamento delle pratiche.

Attenendoci ad una media Nazionale possiamo dire che “in linea di massima” la pensione di reversibilità viene elaborata al massimo entro 90 giorni dall’invio.