Che cos’è la Quota 100?

Per iniziare chiariamo il significato della parola “Quota 100” che vuole significare la somma tra l’età del richiedente e i contributi in suo possesso, la quale deve essere 100, ma allo stesso tempo non tutti coloro i quali possiedono una somma uguale a 100 hanno diritto alla prestazione.

Ciascuna delle due parti, età e contributi, affinchè possano essere prese in considerazione, devono rispettare i requisiti minimi previsti dalla legge.

Quota 100

Età e contributi minimi per accedere alla quota 100

Come abbiamo precedentemente puntualizzato per poter accedere alla prestazione occorre essere in possesso di requisiti minimi affinché il calcolo della quota possa avere effetto;

Per quanto riguarda i requisiti anagrafici minimi per poter avere accesso alla quota 100 questi sono di 62 anni, per uomini e donne, mentre occorrerà essere in possesso di almeno 38 anni di contributi.

Questo vuol dire che, ad esempio, se si possiedono 40 anni di contribuzione e 60 di età, non sarà possibile accedere alla prestazione di prepensionamento, essendo di 62 anni l’età minima richiesta dalla normativa.

Per quanto riguarda gli adeguamenti della speranza di vita, ne l’età ne la contribuzione ne subiscono l’influenza rimanendo invariati.

Quali sono i contributi che verranno presi in considerazione?

Ai fini del calcolo della contribuzione utile per raggiungere i 38 anni richiesti dalla normativa saranno presi in considerazione i seguenti contributi:

  • I contributi utili possono essere raggiunti anche attraverso il cumulo gratuito dei versamenti accreditati presso le gestioni amministrate dall’inps;
  • Può essere raggiunto anche sommando la contribuzione accreditata all’estero, ovviamente con paesi convenzionati;
  • Deve comprendere almeno 35 anni di contributi utili per il diritto alla pensione di anzianità (sono esclusi i contributi figurativi per malattia e disoccupazione).

Quota 100 con cumulo dei contributi

Come abbiamo precedentemente anticipato, è possibile raggiungere il requisito contributivo ed accedere alla quota 100 anche accedendo al cumulo dei contributi, quindi tutti quei lavoratori che possiedono una carriera discontinua, e quindi hanno una storicità contributiva all’interno di diverse casse previdenziali, potranno sommare gli stessi gratuitamente per raggiungere la quota stabilita dalla legge e accedere alla prestazione.

Sono previste finestre per la quota 100?

Per evitare l’uscita massiva dal lavoro dei soggetti che possiedono i requisiti d’accesso per la quota 100, sono state reintrodotte le finestre temporali d’uscita, ovvero una volta raggiunti i requisiti minimi per l’accesso occorrerà attendere un ulteriore periodo per la liquidazione dell’assegno.

Finestre quota 100

Le finestre mobili d’attesa sono le seguenti:

  • i dipendenti pubblici che maturano i requisiti dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 6 mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi;
  • per i dipendenti del comparto scuola si applica la finestra unica di uscita;
  • i lavoratori del settore privato che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2019, conseguono il diritto alla decorrenza della pensione trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi.

Quota 100 per la scuola

Per quanto riguarda i dipendenti del comparto scuola, dovendo assicurare la continuità lavorativa dell’attività scolastica, l’uscita sarà condizionata dall’inizio e dal termine dell’anno accademico.

Oltre all’appena citata eccezione, i requisiti d’accesso alla quota cento per i lavoratori del settore scolastico, sono gli stessi delle altre categorie di lavoratori.

Ci sono penalità con la quota 100?

In fase iniziale di divulgazione del decreto, per evitare l’uscita massiva dei cittadini dal mondo del lavoro che avrebbe creato non pochi disagi all’economia, erano state proposte alcune misure di penalizzazione sul calcolo della prestazione derivante dalla quota cento, nello specifico era previsto il calcolo dell’assegno con il sistema misto anche per chi avrebbe avuto diritto al calcolo con il più generoso sistema retributivo, oltre a varie penalizzazioni su ogni anno d’età mancante al requisito previsto dall’ordinaria pensione di vecchiaia, ma nessuna delle proposte appena citate ha mai visto la luce.

Quindi il calcolo dell’assegno, accedendo al pensionamento tramite la quota cento, non subirà alcuna penalizzazione e i calcoli verranno e vengono effettuati secondo gli ordinari criteri di calcolo previsti per le prestazioni pensionistiche ordinarie.

Posso lavorare e percepire la quota cento?

La legge non prevede il cumulo del reddito da lavoro dipendente e prestazioni pensionistiche, eccetto per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti).

Vi è da specificare che detto cumulo ha valore effettivo una volta raggiunta l’età pensionabile prevista dalla pensione di vecchiaia (67 anni).

Per cui se non si è ancora raggiunta l’età minima per la pensione di vecchiaia, e s desidera ancora continuare a lavorare, si può richiedere la sospensione dell’assegno ottenuto mediante la quota 100 per tutto l’anno di produzione del reddito, mediante un modello denominato Ap139 con il quale si comunicherà all’inps l’inizio di attività lavorativa al quale seguirà la sospensione temporanea dell’assegno.

Perdo la Naspi con la quota 100?

L’assegno di disoccupazione Naspi e la pensione derivante dalla normativa quota 100 sono incumulabili e quindi non percepibili contemporaneamente.

E’ opportuno però specificare che, se il soggetto percepisce la Naspi nel momento stesso in cui matura il diritto alla pensione con la quota 100, e quindi non avrà inoltrato ancora domanda per la liquidazione dell’assegno, potrà continuare a percepire la disoccupazione e allo scadere del termine della stessa inoltrare domanda di pensionamento.

Come inoltrare domanda?

Per accedere alla normativa occorrerà inoltrare domanda presso l’Inps attraverso una delle modalità sottoelencate:

  • Autonomamente attraverso il portale telematico dell’Insp, se in possesso di spid;
  • Recandosi presso un centro Caf/patronato.