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Come funziona la pensione italiana per i dipendenti Ryanair

21 Settembre 2022
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Tempo di lettura 2 minuti

Sei un dipendente Ryanair? Sai come funziona la pensione?

È stato stabilito, da un’ultima sentenza europea, che per i dipendenti sono sufficienti 45 minuti di permanenza nella sede italiana per poter maturare il diritto alla pensione.

Questo significa che il diritto alla pensione sorge anche nel caso in cui si abbiano solo 45 minuti di permanenza al giorno nella sede italiana, per poi trascorrere in volo il restante orario di lavoro.

Dal punto di vista pratico la compagnia area è tenuta a versare contributi (ai lavoratori) all’ente di previdenza italiano (INPS) e all’ente assicurativo (INAIL) nel momento in cui questi trascorrono 45 minuti al giorno nella sede italiana.

Si precisa che tali prassi operativa interessa i lavoratori non coperti da certificato E101.

A stabilire questa prassi è stata la Corte di giustizia UE con la sentenza 19 maggio 2022, in causa n. C-33/21. Nello specifico, la Corte di Giustizia UE si è espressa a seguito della controversia sorta proprio tra l’INPS e l’INAIL da un lato e la Ryanair dall’altro lato.

La questione pensione dipendenti Ryanair

a seguito di visita ispettiva INPS e INAIL hanno richiesto alla compagnia irlandese si provvedere a versare i contributi previdenziali e assicurativi previsti dalla legislazione italiana per i 219 dipendenti addetti all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) con compiti di personale di volo. Tale personale, non coperto da certificato E101.

Si chiarisce che questa sede italiana è titolare dei mezzi e del personale necessario per gestire il personale di volo (turni di volo, pause, contatti con la sede irlandese, etc.). questo significa che al suo interno il personale parte e rientra, permanendovi per 45 minuti, mentre trascorre in volo il restante orario di lavoro.

Il regolamento europeo

La Corte di Giustizia EU è stata chiamata ad esprimersi in quanto interrogata dal giudice italiano investito.

Secondo il regolamento comunitario n. 1408/71 “una persona che fa parte del personale navigante di una compagnia aerea che effettua voli internazionali (nel caso la Ryanair) e che dipende da una succursale o da una rappresentanza permanente della compagnia in questione, nel territorio di uno Stato membro (nel caso l’Italia) diverso da quello nel quale essa ha la propria sede (nel caso l’Irlanda), è soggetta alla legislazione dello Stato membro nel cui territorio tale succursale o detta rappresentanza permanente si trova (nel caso, l’Italia)”.

La soluzione dei giudici alla pensione dipendenti Ryanair

Le sue condizioni che ravvisa il regolamento perché sorga l’obbligo previdenziale in Italia. sono:

  • la compagnia aerea interessata deve disporre di una succursale o di una rappresentanza permanente in uno Stato membro diverso
  • il lavoratore di cui trattasi deve essere alle dipendenze di tale sede distaccata.

Secondo i giudici europei, nel caso in questione la sede locale che accoglie l’equipaggio della Ryanair è una base di servizio dove sono assunti i dipendenti.

Dati questi presupposti i dipendenti della Ryanair non coperti dai certificati E101 sono soggetti alla legislazione previdenziale italiana.

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