Pensione in Bulgaria

pensionati italiani in Bulgaria (1)
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Godersi la propria pensione in Bulgaria?

Nel 2018 la Bulgaria è stata designata la meta più gettonata dai pensionati Italiani che, insieme al Portogallo, rappresenta la panacea per chi possiede un reddito pensionistico medio/basso ma allo stesso tempo non vuole rinunciare a godere dei piaceri della vita una volta raggiunta la quiescenza, e quindi decide di trasferire la propria pensione in Bulgaria.

I pensionati in Bulgaria, specialmente quelli provenienti da paesi esteri, hanno la possibilità di godere di un tenore di vita abbastanza elevato, rispetto a quello degli standard Europei.

Infatti, se ci pensiamo, lo stipendio medio in Bulgaria è di circa 400 €, mentre le pensioni arrivano a toccare una media di circa 150 €.

Ovviamente, per i pensionati bulgari, non deve essere facile vivere con soli 150 € al mese, ma allo stesso tempo il basso costo della vita consente, anche con questa cifra, di mantenere una vita al limite della dignità.

Questo ci porta alla conclusione che, inevitabilmente, i pensionati in Bulgaria provenienti da paesi esteri, come nel nostro caso l’Italia, che percepiscono pensioni anche minime di 500 € al mese, con tale importo, paragonato alla media degli importi pensionistici nazionali e al costo della vita, possono vivere una vita più che dignitosa, concedendosi innumerevoli piaceri che, in Italia con una pensione minima, non sarebbe possibile concedersi.

Se vi aggiungiamo anche che la pensione in Bulgaria non viene tassata, eliminiamo definitivamente tutti i dubbi rispetto a come vivono i pensionati in Bulgaria.

Ancora oggi un repentino trasferimento all’estero da parte dei nostri nonni, viene percepito come un qualcosa di lontano e irreale, come se fosse un progetto difficile da attuare, soprattutto in una fase della vita dove, forse, le radici con il proprio paese sono fin troppo radicate e difficili da estirpare.

E’ lo stesso Inps a smentire ogni dubbio frutto di pregiudizi legati al passato infatti, secondo le stime dell’istituto nazionale della previdenza sociale, il numero di pensionati Italiani che decidono di trasferire la propria pensione all’estero è in aumento del 131%.

Quindi ipotesi e supposizioni vengono prontamente smentite dai dati, i quali ci forniscono diversi spunti di riflessione, che potrebbero benissimo andare a toccare tematiche di natura sociopolitica, ma non è questo ne il luogo ne il contesto adatto nel quale intraprendere una discussione politica, andiamo piuttosto a capire quali potrebbero essere i vantaggi di trasferire la propria pensione in Bulgaria.


Bulgaria costo della vita

Iniziamo con il delineare una delle principali motivazioni che spingono i nostri nonni a trasferire la propria pensione in Bulgaria ovvero il costo della vita.

Si è calcolato che con una pensione di 1.738 € al mese in Bulgaria si può mantenere un tenore di vita pari a quello che si manterrebbe in Italia con una pensione di 3.900 €.

La valuta nazionale è rappresentata dal LEV che è suddiviso in 100 Stotinki, e ad oggi 1 euro vale circa 1, 96 LEV.

Un altro dato interessante proveniente dal rapporto del Mercer cost of Living, il quale stila ogni anno una classifica delle città, dalla più costosa alla meno costosa, riporta Sofia (capitale della Bulgaria) come 177a città su 208, facendola rientrare tra le città con un costo della vita tra i più bassi al mondo.


Quanto costano gli alloggi in Bulgaria?

Il costo medio degli alloggi in Bulgaria, prendendo come riferimento un appartamento con tre stanze, è di circa 430 €.

E’ opportuno puntualizzare che questo può subire delle oscillazioni a seconda delle zone all’interno delle quali si desidera soggiornare ovvero, se ci si allontana dal centro urbano i prezzi degli affitti potrebbero subire ulteriori diminuzioni, allo stesso modo di come potrebbero aumentare qualora ci si avvicinasse.


Costo del cibo e dell’intrattenimento

In riferimento al costo del cibo, rispetto a tutte le altre mete Europee,  la Bulgaria è la più economica:

  • Un pasto per una persona fuori dalla capitale potrebbe costare all’incirca 7 €;
  • Una cena per due persone in un ristorante di fascia media all’incirca 25 €;
  • Birra importata (0,33 Lt) circa 1,53 €;
  • 12 uova circa 1,50 €;
  • Un kg di banane circa 1,27 €;
  • Un Kg di mele circa 0,99 €.

Per quanto riguarda il costo dei trasporti, in questo caso prendiamo in esame Sofia (la capitale), la quale è ben fornita di bus e metropolitana, un biglietto di sola andata costa circa 0,60 € e la tessera mensile 25 €.


Quante tasse pagherò sulla mia pensione in Bulgaria?

Ovviamente il costo della vita non è l’unico motivo che spinge i nostri pensionati a trasferire la propria pensione in Bulgaria.

Infatti anche in questo caso, come in Portogallo e Tunisia, vige un accordo bilaterale con il nostro paese ovvero, i pensionati che decideranno di trasferirsi in Bulgaria non saranno soggetti a doppia tassazione e quindi avranno la possibilità di pagare le tasse secondo il sistema legislativo nel paese all’interno il quale hanno deciso di stabilire la propria residenza fiscale.

Appare ovvio che, per beneficiare delle agevolazioni fiscali, il pensionato dovrà trasferire, e quindi vivere stabilmente, la propria residenza fiscale per almeno 6 mesi e un giorno all’anno.

In Bulgaria, attualmente, vige la ftat tax unica al 10% che è andata a sostituire la tassazione scaglionata su aliquote progressive in base al reddito (20%, 22%, 24%), quindi i nostri pensionati saranno soggetti ad una tassazione del solo 10%.

Ricapitolando i vantaggio di trasferire la propria pensione in Bulgaria sono i seguenti:

  • Costo della vita tra i più bassi al mondo;
  • Tassazione agevolata al 10%.

Occorre, a questo punto, elencare la sola difficoltà che potrebbero incontrare i nostri nonni nella loro nuova vita in Bulgaria.

L’unica difficoltà che ci appare degna di nota è quella della lingua, in Bulgaria si parla il bulgaro, ma il problema più rilevante è che sono poche le persone (comprese le istituzioni e le attività ricettive) che parlano l’inglese.

Pensionati Italiani in Tunisia

pensionati Italiani in Tunisia
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Pensionati italiani in Tunisia: attraverso questo semplice articolo vi guideremo attraverso la scoperta della convenzione bilaterale tra il nostro paese e la Tunisia, la quale permette di fruire di una tassazione agevolata sulla propria pensione. Vi indicheremo quali sono i vari step da compiere affinché possa essere riconosciuto tale diritto, la tassazione pensionati Italiani in Tunisia, e quali sono i pro e i contro del vivere in Tunisia, ricordandovi che, anche i pensionati provenienti dal settore pubblico (ex inpdap), possono fruire di questa tassazione agevolata. Ma andiamo adesso a scoprire nel dettaglio quali sono le agevolazioni per i pensionati italiani in Tunisia.

Tra imu, tari, tasi, irpef, addizionale regionale e comunale da pagare i nostri cari nonni non ce la fanno più!

E bene si, sono sempre di più i pensionati italiani che ricercano soluzioni alternative per scappare dall’incombenza di una tassazione che diventa sempre più tiranna nei confronti di chi, per tanti anni, ha servito il proprio paese con dignità e perseveranza.

Pensionati italiani in Tunisia, sono ben 5.000, perché?

Starai forse pensando che i pensionati in Tunisia vivono meglio, giusto?

Sarà per il mare, il sole, un tenore di vita abbastanza pacato, rispetto ai ritmi frenetici che abbiamo raggiunto in Italia; forse, ma non è la motivazione scatenante, ache se vivere in tunisia da pensionato, con le agevolazioni fiscali consentite dal governo, sembra essere una scelta che sempre più pensionati decidono di intraprendere.

comunità italiana Tunisia

La principale motivazione che spinge i pensionati italiani a trasferirsi in paesi esteri, per godere in totale tranquillità la propria quiescenza, sono le tasse!

Chi sceglie di vivere in Tunisia lo fa, principalmente, per le agevolazioni fiscali che la stessa garantisce a coloro i quali decidono di trasferire la propria residenza in loco, e quindi beneficiare delle convenzioni bilaterali con il nostro paese.

Infatti, la Tunisia, è la terza meta preferita dai nostri nonni, dopo Malta e Portogallo.

Attenzione però a prendere decisioni affrettate, se anche tu vorresti vivere in Tunisia da pensionato per godere della tassazione agevolata, del sole, del mare, dei tramonti mozzafiato, dei trilocali in affitto a soli 250€, pizza e bibita a soli 6 €, continua a leggere l’articolo per conoscere nel dettaglio i pro e i contro del vivere in Tunisia.

Ma è veramente possibile vivere in Tunisia con 500 € al mese?

Scopriamolo assieme.

Vivere in Tunisia

Vivere in tunisia: residenza fiscale

Quali sono gli step fondamentali che i nostri pensionati devono effettuare per vivere in Tunisia?

Andiamo con ordine.

L’art. 3 del DPR n. 917/86 definisce quelle che sono le regole di tassazione per i soggetti residenti o non residenti in Italia.

Secondo la worldwide taxation, i soggetti fiscalmente residenti in Italia, sono tenuti a dichiarare in Italia tutti i loro redditi, sia che questi vengano prodotti in Italia che all’estero.

Se invece la residenza fiscale risulta in un altro paese, i cittadini Italiani, saranno tenuti a dichiarare solo i redditi prodotti in Italia.

La Tunisia, così come il Portogallo, richiede ai soggetti che vogliono beneficiare della convenzione bilaterale, il trasferimento della residenza fiscale in loco.

Si badi bene, che per poter ottenere la residenza in un paese estero, come specificato dall’art n. 2 del Tuir, occorre soddisfare le seguenti condizioni:

  • Non essere iscritti all’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno, con contestuale iscrizione all’A.I.R.E;
  • Non aver avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
  • Non aver avuto dimora abituale in Italia per più di metà dell’anno.

 

Vivere in Tunisia, agevolazioni fiscali pensionati

I pensionati Italiani che sono andati a vivere in Tunisia, beneficiano di una tassazione sulla pensione pari al 20%, ciò vuol dire che possono usufruire dell’80% dell’intero ammontare della prestazione pensionistica.

Si badi bene che per usufruire di tale agevolazione, il trasferimento di residenza fiscale deve essere effettuato con accuratezza e zelo, in modo tale da rispettare legalmente le condizioni dettate dalle convenzioni bilaterali tra il nostro paese e la Tunisia.

La normativa Italiana sulla tassazione delle pensioni prevede che:

  • le pensioni corrisposte a persone non residenti nello Stato italiano, da enti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso, sono imponibili in linea generale in Italia.
  • anche le persone non residenti nel territorio dello Stato italiano sono obbligate al pagamento delle addizionali regionale e comunale all’Irpef se, nell’anno di riferimento, risulta dovuta l’Irpef dopo aver scomputato tutte le detrazioni spettanti e i crediti d’imposta per i redditi prodotti all’estero che hanno subito la ritenuta d’imposta a titolo definitivo.

A questo punto viene in nostro aiuto l‘art. n. 18 del modello OCSE (convenzione bilaterale) il quale afferma:

Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’art. 19, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato.

Quindi, sulla base di quanto appena descritto, i pensionati Italiani che decidono di andare a vivere in Tunisia, e quindi trasferire la propria residenza fiscale presso un paese estero, all’interno del quale vige una convenzione bilaterale con il nostro paese, hanno pieno diritto a fruire della sola tassazione vigente all’interno del paese nel quale hanno scelto di dimorare fiscalmente.

Pensionati Italiani in Tunisia: come richiedere l’esenzione dalla tassazione Italiana?

L’effettiva esenzione dalla tassazione Italiana è una procedura che viene effettuata attraverso una serie di passaggi.

  • Primo fra tutti è l’ottenimento della residenza nel paese estero (all’interno del quale vige una convenzione bilaterale) prescelto, quindi il pensionato Italiano dovrà aspettare 183 giorni (anche non consecutivi) prima di procedere al successivo passaggio.
  • Trascorsi i 183 giorni, e quindi ottenuta legalmente la residenza in Tunisia, il pensionato dovrà richiedere presso l’INPS l’applicazione della convenzione per evitare le doppie imposizioni in vigore.

La domanda deve essere inoltrata mediante portale telematico, o attraverso un centro CAF/patronato.

Una volta inoltrata la domanda l’INPS, in concerto con l’Agenzia delle Entrate, esaminerà la richiesta e procederà all’accoglimento o reiezione della stessa.

Sostanzialmente l’INPS e l’Agenzia delle Entrate andranno a verificare l’effettiva residenza presso il paese estero prescelto, per questo motivo consigliamo di ottenere prima la residenza e soltanto successivamente inoltrare domanda all’istituto, in modo tale da evitare un’inutile reiezione della domanda.

Esempio di tassazione tunisina della pensione italiana

Con l’obiettivo di fornirti il maggior numero di informazioni rispetto alla convenzione Italia/Tunisia sulla tassazione delle pensioni, ti riporterò un esempio semplice di come una pensione italiana potrebbe essere tassata in Tunisia. 

Trasferendo la tua pensione italiana in Tunisia pagherai una media di tasse annue inferiori al 5%.

L’aliquota media pagata è di circa il 24% sul 20% della pensione annua lorda, in quanto l’80% sarà esentasse!

Quindi, ipotiziamo il caso di Carlo, che possiede una pensione lorda di €60.000.

Il cambio apparirà nel seguente modo:

Pensione italiana in euroPensione italiana in dinariPensione al 20%
60.000194.51038.902

L’importo che subirà la tassazione, a questo punto, verrà applicata sul 20% della pensione lorda, in questo caso sempre in dinari tunisini, e apparirà nel seguente modo:

Pensione Lorda20%Tassazione (circa 24% sul 20% del Lordo)Tassazione in Euro
194.51038.9029.3362.979

Ovviamente le cifre riportate potrebbero mutare a seconda del cambio euro/dinari.

In sostanza, calcolando il 100% del lordo pensionistico, l’imposizione media sarà di circa il 4,12% di aliquota.

Vivere in Tunisia da pensionato Inpdap

Molti pensionati provenienti dal settore pubblico, nonché nostri lettori, ci chiedono periodicamente se è possibile o meno usufruire di una forma di tassazione agevolata presso paesi esteri.

Con questo articolo vogliamo rispondere anche a loro.

A differenza delle altre convenzioni bilaterali, come ad esempio quella con il Portogallo, quella Tunisina non fa alcun accenno a possibili restrizioni per i pensionati provenienti dal pubblico impiego, quindi la legge consente di fruire dell’agevolazione fiscale estera anche ai pensionati ex Inpdap.

Come incasserò la mia pensione lorda in Tunisia?

Un ulteriore elemento da tenere in considerazione, in questo caso come semplice appunto, è la modalità con la quale vengono erogate le pensioni in stati extra UE.

Le modalità di erogazione sono sostanzialmente tre, ovvero:

  • mensili, se l’ammontare della pensione è superiore a € 65.000;
  • ogni 6 mesi se il totale della pensione è superiore a € 5.000 e minore a € 65.000;
  • su base annuale se l’importo complessivo è inferiore a € 5.000

Per il pagamento delle pensioni all’estero, l’istituto previdenziale si avvale di istituti bancari che vengono individuati a seguito di apposite gare comunitarie.

In questo momento la gestione del servizio di pagamento delle pensioni INPS è effettuato da Citibank.

Trasferendo la mia residenza in Tunisia perdo il servizio di assistenza sanitaria nazionale?

Una volta che si effettuerà l’iscrizione presso l’AIRE, il pensionato perderà a tutti gli effetti il diritto a fruire dell’assistenza sanitaria nazionale, quindi anche la cancellazione presso il proprio medico di base.

Allo stesso tempo si avrà diritto ad un medico di base in Tunisia, e si potrà accedere al servizio sanitario Tunisino direttamente con la tessera sanitaria Italiana nell’attesa di ricevere la tessera sanitaria Tunisina.

Allo stesso modo si potrà avere assistenza sanitaria in Italia attraverso la tessera sanitaria Tunisina

Costo medio della vita in Tunisia

Dopo avere trattato gli argomenti più “noiosi” rispetto al trasferimento dei pensionati italiani in Tunisia, procediamo andando a scoprire quelli che sono i costi, le opportunità e i tenori di vita che è possibile raggiungere in Tunisia.

Il costo medio della vita in Tunisia è, ovviamente, più basso rispetto a quello italiano.

Per fornire un parametro approssimativo e capire quanto costa vivere in Tunisia, ci basterà sapere che il denaro mensilmente sufficiente è di circa due volte e mezzo inferiore al nostro.

Questo parametro è utile per fornirci un quadro oggettivo di quelle che sono le possibilità di spesa per i pensionati italiani che decidono di andare a vivere in Tunisia.

Se, infatti, ti stai chiedendo se è possibile vivere in Tunisia con 500 euro al mese, da tale parametro si può ben capire che è assolutamente possibile.

Infatti le spese per i bisogni primari di generi alimentari per una singola persona, difficilmente supereranno la soglia dei 150 €, come allo stesso modo è possibile trovare una sistemazione in affitto a circa 200 €.

Ovviamente, maggiori saranno le possibilità economiche, maggiore sarà la possibilità di costruire un tenore di vita agiato.

Se, ad esempio, un pensionato italiano con una pensione di 1.000 € al mese, decide di andare a vivere in Tunisia, avrà uno stile di vita decisamente agiato, stile che, se fosse in Italia, potrebbe conseguire con un importo 3 volte superiore.

Allo stesso modo si può decidere di mantenere un tenore di vita basso, nonostante le possibilità soggettive di poter innalzare la qualità rispetto all’Italia, semplicemente con l’obiettivo di risparmiare.

Grazie al bassissimo costo della vita, ci si può permettere di prendere delle decisioni puramente soggettive rispetto agli obiettivi che desideriamo ottenere andando a vivere in Tunisia.

A prescindere da quelli che sono i soggettivi obiettivi che spingono i pensionati italiani in Tunisia, iniziamo con il fornire una guida accurata sui passi da effettuare una volta raggiunto l’obiettivo di andare a vivere in Tunisia.

Per quanto riguarda il costo dei beni di prima necessità, cerchiamo di dare una panoramica dei principali prodotti rapportandoli alla fascia di prezzo con la quale è possibile acquistarli:

  • carne di vitello: 6,40 € al kilo;
  • una baguette: 0,8 cent;
  • tonno fresco: 7  € al kilo;
  • pesce spada: 7 € al kilo;
  • benzina 0,70 cent al litro.

Rispetto a quanto riportato, vi basterà fare un semplice rapporto degli stessi prezzi tunisini con quelli italiani, per capire quanto può essere basso il costo della vita.

Quanto costa una casa in Tunisia

Allora, la prima cosa che dovrete fare una volta arrivati in Tunisia, sarà quello di ricercare una casa in affitto.

Per rimanere in contatto con la comunità italiana Tunisina, vi consigliamo di scegliere città all’interno delle quali vi è una certa densità di italiani, come ad esempio Hammamet, Djerba e Tunisi.

I prezzi degli affitti sono “approssimativamente” così ripartiti:

  • monolocale: 200 € circa;
  • bilocale: 300 € circa;
  • villetta 500 € circa.

Come in Italia, così anche in Tunisia per affittare un immobile occorrerà pagare una percentuale annua all’agenzia che ha procurato l’immobile e gestito le varie pratiche contestuali all’affitto.

Tale percentuale, in questo momento, si attesta attorno al 5% dell’importo annuo della locazione, circa la metà rispetto l’Italia.

Quanto costa una casa in Tunisia

Attenzione, ovviamente, a vari ed eventuali furbetti che, conoscendo la percentuale italiana, potrebbero richiedervi un egual somma, intascando ingiustamente una percentuale maggiore. Allo stesso modo fate attenzione anche alle agenzie italiane che svolgono la funzione di intermediarie con quelle tunisine, le quali potrebbero applicare lo stesso gioco scorretto.

Per quanto riguarda la zona all’interno della quale scegliere l’abitazione, vi è la possibilità di trovare confortevoli dimore vicino al mare, come nel centro della città a prezzi assolutamente accessibili.

Acquistare casa in Tunisia

Il mercato immobiliare in Tunisia è molto florido e appetibile, soprattutto per chi viene dall’Italia.

Com’è logico dedurre, negli ultimi anni, a causa di una migrazione di massa da parte di stranieri provenienti da diverse nazionalità, il costo delle case è aumentato.

Ma, nonostante tale aumento, l’investimento rimane comunque appetibile per gli italiani che decidono di andare a vivere in Tunisia.

Come in tutte le località del mondo, vi sono diverse tipologie di abitazioni che rispondono a diverse esigenze finanziarie, specialmente nelle principali città – dove risiedono diverse comunità di italiani – come Hammamet, Djerba e Tunisi.

Per quanto riguarda il costo al metro quadro, vogliamo descrivervelo ponendo a confronto la fascia di prezzo con l’immobile che questa permette di acquistare:

  • con 500 € al metro quadro, potrete acquistare un appartamento sito in una zona residenziale della città, di media condizione;
  • avvicinandosi alla soglia degli 800 € al metro quadro, potrete acquistare un appartamento nella zona nuova di Hammamet, in un nuovo condominio, con annessa portineria, distante a soli 300 metri dal mare;
  • toccando la soglia massima di 1.400 € al metro quadrato, potrete acquistare un appartamento in un residence di lusso, composto da piccole palazzine di 3 piani, a strapiombo sul mare e accanto al campo da golf.

Come precedentemente specificato, i prezzi sono destinati a salire, in quanto la domanda sta superando di gran lunga l’offerta.

In questo momento, acquistare una casa in Tunisia, risulta ancora essere un ottimo investimento.

Pensionati Italiani in Portogallo

pensionati Italiani in Portogallo
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Italiani in Portogallo

Sempre più pensionati Italiani scelgono il Portogallo come meta nella quale trascorrere la seconda parte della loro vita. 

Sono infatti più di 470 mila i pensionati italiani che hanno deciso di andare a vivere all’estero, circa 10 mila i pensionati italiani in Portogallo.

E bene si, sono sempre di più i pensionati italiani in Portogallo che, con sacco in spalla, decidono di ricominciare una nuova vita lontani dal bel paese, prediligendo mete che, oltre a garantire un’ottima qualità della vita, non mettono le mani in tasca ai propri ospiti.

E si, perché la ragione fondamentale, oltre ai fantastici paesaggi, il basso costo degli immobili, e un clima mite con ben 300 giorni di sole l’anno, il Portogallo, grazie al decreto legge 249/2009, il quale riconosce la figura del “residente non abituale”, offre delle succulente agevolazioni fiscali per i pensionati italiani che decidono di trasferire la propria residenza nel territorio Portoghese.

Ad oggi sono circa 10.000 i pensionati Italiani in Portogallo, cifra che aumenta ad 80.000 se consideriamo i pensionati provenienti da altre parti del mondo (Tedeschi, Americani, Francesi, Inglesi ecc.).

Si badi bene che il Portogallo è la meta prediletta per l’ottimo rapporto qualità della vita/tassazione, ma secondo gli ultimi dati INPS sono ben 470mila i trattamenti pensionistici fuori dai confini Italiani, dato che evidenzia una crescita del 108%.

Pensionati in Portogallo, conviene?

Andiamo a capire nel dettaglio quali sono le agevolazioni in atto e quali le procedure un pensionato Italiano dovrebbe attuare per trasferirsi in Portogallo.

pensionati italiani in Portogallo

Pensionati in Portogallo, conviene?

A soli 2000 chilometri dall’Italia vi è un paese che sta avvolgendo in un caloroso abbraccio di benvenuto una folta schiera di pensionati italiani che, dopo una vita di lavoro, si ritrovano a percepire assegni pensionistici non solo decurtati in fase di calcolo, per via delle innumerevoli riforme che hanno cambiato negli anni il sistema previdenziale Italiano, ma soprattutto dimezzati dal regime fiscale che diventa sempre più opprimente nonostante il costo della vita aumenti progressivamente.

Quindi, andiamo al punto, perché sono sempre di più i pensionati italiani in Portogallo?

Semplice, come anticipato, grazie al decreto legge 249/2009 il governo Portoghese ha messo in atto una politica fiscale vantaggiosa che prevede la detassazione degli assegni pensionistici.

Ovviamente non basta trasferire la propria residenza in Portogallo per poter usufruire del vantaggio fiscale ma occorre ottenere lo status di “Nao residente Habitual”

Pensionati residenti non abituali (NHR)

Da tempo, il governo portoghese, si è posto l’obiettivo di attrarre persone e imprese a “elevato valore”.

Per questo motivo, nel 2009, ha introdotto il regime di residenza non abituale (NHR), agevolazione fiscale che consente di beneficiare di un’aliquota fissa del 20% di tassazione sul reddito.

Affinché i pensionati italiani che si trasferiscono in Portogallo possano usufruire dei vantaggi fiscali concessi dal paese, devono vivere stabilmente per almeno sei mesi e un giorno all’interno del territorio portoghese. 

Per certificare la permanenza all’interno del territorio portoghese, i pensionati dovranno essere in possesso di un regolare contratto di affitto.

Una volta qualificati come residenti non abituali, il reddito da investimento che si riceve dall’estero è esente dalla tassazione portoghese per 10 anni consecutivi.

Ne risulta che, i pensionati italiani in Portogallo, possono ricevere i seguenti redditi dall’Italia senza essere soggetti a tassazione:

  • contratti di locazione
  • plusvalenze su immobili
  • interessi
  • dividendi e reddito da lavoro non portoghese completamente esentasse

Solo gli utili delle azioni detenute in Italia non sono soggette alle agevolazioni dell’ NHR dato che non sono tassabili in Italia se pagati a residenti in Portogallo. 

Come viene tassata la pensione in Portogallo?

I pensionati italiani che si trasferiscono in Portogallo, potranno usufruire delle agevolazioni fiscali pattuite all’interno dell’NHR le quali stabiliscono una tassazione sulle pensioni private del 10%. 

Non tutte le pensioni però saranno soggette a detassazione, infatti rimangono fuori da tale agevolazione le seguenti prestazioni:

  • pensioni derivanti da lavori svolti nella pubblica amministrazione
  • pensioni derivanti dal comparto dell’esercito
  • pensioni derivanti dalla Polizia di Stato
  • Pensioni derivanti dall’insegnamento

Cambio Residenza Fiscale

Premettendo che il nostro consiglio è sempre quello di affidarsi ad un esperto in materia fiscale, ti indicheremo alcuni passaggi “chiave” per non cadere nel baratro della doppia tassazione. 

I soggetti “fiscalmente” residenti in Italia, sono tenuti a dichiarare in Italia tutti i redditi da loro prodotti, a differenza dei soggetti non residenti fiscalmente i quali sono tenuti a dichiarare in Italia solo i redditi ivi prodotti.

Ma come faccio ad essere residente fiscalmente in un altro paese?

Ribadendo il nostro consiglio di rivolgerti prima ad un esperto fiscale, i passaggi fondamentali per essere soggetti a tassazione estera sono i seguenti:

  • non aver avuto il domicilio in Italia per più di un anno
  • non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno
  • non essere stati iscritti all’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (ovvero 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili)

Come posso riscuotere la mia pensione INPS in Portogallo?

Per ottenere lo status di “Nao residente Habitual”, e vedersi accreditata la propria pensione senza alcuna decurtazione fiscale, i pensionati Italiani in Portogallo non dovranno solo instaurare un contratto di affitto valido e risiedere nel paese per almeno 6 mesi e 1 giorno all’anno, ma dovranno prima compilare ed inviare all’INPS un apposito modulo per ottenere la convenzione per evitare le doppie imposizioni.

La modulistica necessaria per l’inoltro può essere reperita direttamente attraverso il portale telematico dell’INPS o, qualora il pensionato necessiti di maggiore assistenza, attraverso un centro CAF/patronato.

Tale modulo consente di richiedere la non effettuazione totale o parziale della ritenuta alla fonte dell’imposta italiana.

All’interno del modello deve essere presente anche l’attestazione della residenza fiscale estera da parte della competente autorità straniera.

Per ottenere tale agevolazione da parte dello stato portoghese, il pensionato deve possedere congiuntamente i seguenti requisiti

  • lo statuto di residente fiscale non abituale deve essere richiesto entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui l’attribuzione dello statuto dovrà produrre effetto
  • che il pensionato non sia stato tassato come residente fiscale in Portogallo in nessuno dei 5 anni precedenti a quello in cui lo statuto viene richiesto
  • che il pensionato possieda le condizioni necessarie per essere considerato residente fiscale in Portogallo

Una volta effettuata tale procedura, le autorità fiscali portoghesi analizzeranno la richiesta e confermeranno o meno lo status di residente non domiciliato.

Tale valutazione richiede un periodo temporale di circa sei mesi, va da se che prima dell’accettazione il pensionato non potrà godere dei benefici fiscali concessi dall’NHR.

Quali sono i documenti necessari per trasferire la mia pensione in Portogallo?

Per quanto riguarda la documentazione necessaria che i pensionati italiani in Portogallo dovranno presentare per vedersi riconosciuto il beneficio della tassazione agevolata è la seguente:

  • Codice Fiscale portoghese;
  • Conto Corrente portoghese;
  • Contratto di affitto;
  • Certificato di residenza.

Si badi bene che tutti i documenti devono essere richiesti nell’ordine cronologico con il quale sono elencati.

documenti per pensionati italiani in Portogallo

Il codice fiscale serve ad aprire un conto corrente, il conto corrente e il codice fiscale servono per il contratto di affitto i quali, infine, servono per ottenere il certificato di residenza.

Quanto tempo occorrerà per percepire la mia pensione al lordo?

Una volta inoltrata la richiesta all’ufficio Inps di competenza lo stesso avrà dai 90 ai 180 giorni di tempo per verificare la documentazione acquisita e trasformare l’assegno da netto a lordo.

I pensionati del pubblico impiego possono usufruire dell’agevolazione?

Purtroppo la convenzione bilaterale Italia/Portogallo, non prevede l’attuazione del decreto 249/2009 sulle pensioni pubbliche, le quali continueranno ad essere tassate secondo la legislazione Italiana.

Ma cosa ci guadagna il Portogallo?

Ovviamente scopo della convenzione non è solo quello di attirare pensionati italiani in Portogallo, ma occorre precisare che questa è stata stipulata con altri paesi come Inghilterra, Francia, Germania ecc.

Grazie a questa manovra il PIL portoghese sta ottenendo un miglioramento annuo di oltre 2 miliardi di euro.