Come si calcola il TFR?

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Che cos’è?

Il TFR, acronimo di trattamento di fine rapporto, è un accantonamento periodico che viene effettuato dal datore di lavoro e riconosciuto al lavoratore dipendente in caso di:

  • chiusura contratto;
  • licenziamento;
  • dimissioni;
  • pensionamento.

Nel gergo dialettale “comune”, il TFR viene riconosciuto con la denominazione di “liquidazione”, la quale genera qualche incomprensione nel momento stesso in cui il lavoratore ha l’esigenza di riconoscere la voce esatta all’interno della propria busta paga.

Mentre fino a qualche anno fà era data solo ai datori di lavoro la possibilità di accantonare il trattamento di fine rapporto, oggi i lavoratori dipendenti possono decidere di destinare l’accantonamento oltre all’azienda datrice di lavoro, a:

  • fondi pensione integrativi;
  • direttamente in busta paga.

Il calcolo tassazione TFR è un operazione che può essere fatta autonomamente, purché il lettore sia a conoscenza dei principi basici che regolano il calcolo.

TFR Disciplina

La disciplina del trattamento di fine rapporto è contenuta nell’articolo 2120 del codice civile, la quale afferma:

  • garanzia del TFR: “in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto”;
  • rivalutazione del TFR: “è incrementato, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con applicazione di un tasso costituito dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente”;
  • anticipazione del TFR: “il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70% sul trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta”.

Come si calcola il TFR? Andiamo adesso a capire come viene effettuato il calcolo TFR.

Bene, nei paragrafi che seguiranno cercheremo di fornirti una panoramica dettagliata sul funzionamento del trattamento di fine rapporto e di come si calcola il TFR.

Calcolo TFR lordo

Prima di addentrarci nei meccanismi di calcolo del TFR, cerchiamo di:

  • dare una definizione generale della prestazione
  • chi ha diritto a percepirla
  • e da quale legge questa è regolamentata.

Come specificato precedentemente, il trattamento di fine rapporto, equivale ad una somma accantonata annualmente che viene riconosciuta al termine del rapporto lavorativo.

Per calcolare la liquidazione di fine rapporto dobbiamo prima fare una distinzione tra:

  • liquidazione di fine rapporto lorda;
  • liquidazione di fine rapporto netta.

Va calcolata prima la liquidazione di fine rapporto lorda annua nel seguente modo:

  • calcolare la retribuzione annua lorda;
  • dividerla per 13,5;
  • sottrarre lo 0,5 (diritto di rivalsa del datore di lavoro).

Aiutiamoci con un esempio:

  • retribuzione annua lorda: €30.000
  • 30.000/13,5 = €2.200

Avremo così ottenuto il nostro importo della liquidazione di fine rapporto annua lorda che si attesta a €2.200

Adesso per calcolarla al netto dovremo sottrarre dall’importo la parte relativa alla tassazione mediante l’applicazione di scaglioni di imposizione che trovi all’interno dell’articolo.

Calcolo del TFR netto

Una volta in possesso della quota inerente al nostro TFR lordo potremo andare a calcolare l’importo effettivo che andremo a percepire.

Per farlo dovremo sottrarre dall’importo lordo la parte relativa alla tassazione del TFR, mediante l’applicazione di scaglioni di imposizione:

  • se il TFR lordo è inferiore o pari a 15mila euro si applica una tassazione del 23%;
  • se compresa tra 15mila e 28mila euro si applica interamente la tassazione del 27%;
  • se risulta superiore a 28mila sui primi 28mila si applica il 27%;
  • sulla parte eccedente i 28mila euro si applica il 38% per somme fino a 55mila euro per la parte tra 28mila e il TFR lordo;
  • il 41% se risulta tra i 55mila e i 75mila euro;
  • il 43% se superiore a 75mila euro.

Niente paura!

Se ancora hai qualche dubbio su come si calcola il tfr netto, di seguito riportiamo un esempio che sfaterà ogni tuo dubbio!

Dopo 20 anni di lavoro Teresa ha maturato un trattamento di fine rapporto pari a 60mila euro.

Quali saranno i passaggi che Teresa effettuerà per ricavare l’importo netto del suo TFR?

  • per prima cosa andrà a calcolare la base imponibile per capire in quale scaglione ricade con la seguente operazione: moltiplicherà il suo tfr lordo per 12 dividendo il tutto per il numero di anni che ha lavorato. (60.000 x 12)/20= 36.000;
  • successivamente Teresa andrà ad individuare lo scaglione lordo nel quale ricade. Nel suo caso è quello tra 28mila e 55mila;
  • poi sarà la volta dell’imposta. Fino a 28mila euro si paga il 27%, per la parte eccedente i 28mila per arrivare fino a 36mila il 38%. Nell’esempio sarà (28.000 * 27%) + (8.000 * 38%) = 7.560 + 3.040 = 10.600;
  • infine si toglie l’imposta dal TFR lordo per ottenere il TFR netto. Nell’esempio 60.000 – 10.600 = 49.400.

Bene, a questo punto Teresa avrà ottenuto la somma netta del suo TFR che sarà pari a 49.400 €.

Come possiamo calcolare il TFR lordo annuo?

Abbiamo due possibilità per calcolarlo:

  • autonomamente;
  • attraverso l’ultimo modello CUD.

Se scegliamo l’ipotesi autonoma i passaggi da effettuare saranno i seguenti:

  • calcolare la retribuzione annua lorda;
  • dividerla per 13,5;
  • sottrarne lo 0,5 (diritto di rivalsa del datore di lavoro).

Otterremo così l’accantonamento lordo annuo.

Nel caso in cui volessimo reperire l’importo del trattamento di fine rapporto mediante CUD i passaggi da effettuare saranno i seguenti:

  • richiedere l’ultimo CUD al datore di lavoro;
  • andare a ricercare la voce “trattamento di fine rapporto, indennità equipollenti, altre indennità e prestazioni in forma di capitale soggette a tassazione separata”.

Retribuzione utile TFR

Nel computo del TFR, così come stabilito dall’art. 2120, vanno inserite le retribuzioni di qualunque natura, come ad esempio l’equivalente delle prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese.

Voci Incluse

Il calcolo del TFR deve contenere al suo interno, oltre alle voci base, anche:

  • l’indennità di alloggio
  • i premi di rendimento individuali
  • il lavoro straordinario non occasionale
  • premio di anzianità o di fedeltà
  • festività non godute 
  • ferie non godute
  • lavoro notturno, festivo e domenicale non occasionale
  • trasferte al 50%
  • lavoro all’estero

Le voci escluse

Non vanno inseriti nel calcolo del TFR:

  • i compensi erogati a titolo occasionale
  • le ferie collegate al rapporto di lavoro
  • i rimborsi spese
  • il servizio mensa

Le tasse sul TFR

La tassazione del TFR avviene in due fasi:

  • in azienda
  • entro cinque anni per effetto dell’Agenzia delle Entrate

Sotto il profilo fiscale vi sono maggiori agevolazioni per coloro che hanno deciso di destinare il TFR presso un fondo pensione, per quanto riguarda invece il TFR rimasto in azienda, lo stesso è soggetto a scaglioni IRPEF che riportiamo nella tabella di seguito.

Reddito per ScaglioniAliquota per Scaglioni
Fino €15.00023
Oltre €15.000Fino a €28.00027
Oltre €28.000Fino a €55.00038
Oltre €55.000Fino a €75.00041
Oltre €75.00043

Per quanto riguarda i fondi pensione, le aliquote sono suddivise nel seguente modo:

AnniRiduzioneAliquota
15
15
160,314,70
170,614,40
180,914,10
191,213,80
201,513,50
211,813,20
222,112,90
232,412,60
242,712,30
25312
263,311,70
273,611,40
283,911,10
294,210,80
304,510,50
314,810,20
325,19,90
335,49,60
345,79,30
3569

Posso richiedere anticipo TFR?

Il lavoratore dipendente, secondo l’articolo 2120, ha diritto a richiedere l’anticipo del TFR in costanza di rapporto di lavoro nei seguenti casi:

  • aver maturato almeno 8 anni di servizio presso l’azienda dove richiede l’anticipo del TFR
  • l’anticipazione non può superare il 70% nel caso di cessazione del rapporto di lavoro al momento della richiesta
  • l’anticipazione non può superare il 10% degli aventi titolo
  • si può richiedere una sola volta durante il rapporto lavorativo

Inoltre il lavoratore deve giustificare la richiesta comprovando le seguenti necessità:

  • spese mediche e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche
  • acquisto prima casa per sé o per i figli 
  • spese per congedi parentali o eventuale formazione del lavoratore 

 

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