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Case green: di cosa si tratta

Case green: di cosa si tratta
18 Luglio 2024
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Tempo di lettura 3 minuti

Sempre di più il tema della sostenibilità è diventato parte della nostra vita al punto da guidare molte delle nostre decisioni e delle nostre abitudini.

La parola “green” è quindi diventata più popolare e oggi viene associata anche alle abitazioni.

Hai mai sentito parlare di case green? Sai di cosa si tratta?

Il tema delle case green risulta essere strettamente connesso al piano nazionale di ristrutturazione degli edifici ovvero la strategia che è stata delineata per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2050.

Cosa sono le case green

Come sopra anticipato le case green si inseriscono appieno nella cosiddetta transizione energetica che prevede un’attenzione crescente alla sostenibilità per la salvaguardia del pianeta. Le case green si connotano come delle abitazioni sempre più innovative, realizzate per essere efficienti e autonome dal punto di vista energetico, con emissioni di gas serra molto basse o pari allo zero e con un impatto minimo o nullo sull’ambiente. Una casa green è costruita in modo da garantire zero sprechi e prestazioni energetiche elevate, in un sistema dove l’efficienza di un immobile è misurata in base a una suddivisione in classi energetiche, dalla più alta A4 alla meno performante G. 

Ad oggi risulta possibile affermare che sono considerate case green quelle che rientrano nelle classi A e B.

Quando si parla di case green non bisogna dimenticare che queste offrono molteplici vantaggi tra cui:

  • riduzione dei consumi energetici con conseguente risparmio sulle bollette
  • aumento del valore di mercato dell’immobile
  • maggiore comfort domestico: il risparmio energetico, la buona insonorizzazione, un’ottima tenuta dell’aria e l’eventuale presenza di sistemino di ventilazione meccanica controllata rendono gli ambienti più salutari e confortevoli per tutti
  • zero impatto sull’ambiente
  • possibilità di accedere a incentivi fiscali

Principali caratteristiche tecniche delle case green

Ovviamente, nel momento in cui si parla di case green, risulta di particolare importanza andare a comprendere quali siano le sue specificità dal punto di vista tecnico ed edilizio.

Sulla base di questa evidenza le case green devono rispondere alle seguenti caratteristiche: 

  • materiali di costruzione a basso impatto ambientale, non tossici, ecosostenibili e preferibilmente riciclabili: legno, sughero, gesso, fibra di canapa, bambù, lana di roccia, legno-cemento, fibra di cellulosa, argilla espansa, calce espansa, vernici di origine naturale
  • uso di energie rinnovabili (come quella solare per gli impianti fotovoltaici)
  • impiego di serramenti ad elevata prestazione energetica
  • efficace coibentazione termica 
  • comfort abitativo per garantire agli occupanti una buona qualità della vita
  • gestione razionale ed efficiente delle risorse
  • abbattimento degli sprechi 
  • adattabilità

La direttiva europea sulle case green

Dal momento che la transizione sostenibile è alla base della politica europea, si evidenzia che l’Europa si è mossa verso la definizione della Direttiva Case Green. L’obiettivo è quello di accrescere il numero di edifici più efficienti, bollette più leggere e un decisivo taglio alle emissioni.

Questa prevede zero emissioni per tutti i nuovi edifici a partire dal 2030, il miglioramento energetico degli immobili esistenti, l’obbligo di installare pannelli solari su alcune tipologie di edifici e il progressivo abbandono delle caldaie a gas fino al divieto totale dal 2040.

In particolare direttiva appena approvata propone: 

  • un piano ambizioso di ristrutturazione degli edifici residenziali, incentrato sui meno performanti dal punto di vista energetico; 
  • la fine degli incentivi per le caldaie a metano sostiene l’adozione di sistemi ibridi, come la combinazione di caldaie e pompe di calore, e l’elettrificazione. 
  • stabilisce per gli Stati membri l’obiettivo di ridurre il consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, fino all’ambizioso obiettivo emissioni zero entro il 2050.
  • per gli immobili non residenziali, è richiesta una ristrutturazione del 16% degli edifici più inefficienti entro il 2030 e del 26% entro il 2033. 
  • si prevede l’abbandono progressivo dei combustibili fossili: le caldaie a gas saranno proibite dal 2040, con un divieto sugli incentivi per la loro installazione che scatterà già dal prossimo anno. 
  • si prevede anche una nuova APE che includerà ora un indicatore che esprime il consumo di energia primaria e finale. L’attestato APE avrà una validità limitata a soli 5 anni per gli edifici con classe inferiore alla D;
  • verrà inoltre introdotto il potenziale di riscaldamento globale (GWP), un parametro essenziale per valutare l’impatto delle emissioni di gas serra associate all’edificio.
  • verrà revisionata la classe energetica: la classe A sarà riservata agli edifici a emissioni zero, con la possibilità di aggiungere dei “+” alla classe A per gli edifici che utilizzano fonti energetiche rinnovabili introduce un ulteriore livello di differenziazione, premiando le soluzioni più avanzate in termini di sostenibilità. Al contrario, la classe G attesterà le prestazioni peggiori, segnalando gli edifici meno efficienti e più inquinanti.

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