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Come calcolare la tredicesima colf e badanti

tredicesima colf e badanti
19 Dicembre 2022
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Tempo di lettura 3 minuti

Dal punto di vista dell’ammontare dello stipendio, il mese di dicembre si delinea come un periodo tanto atteso in quanto, entro questo mese, in occasione del Natale, al lavoratore dipendente spetta una mensilità aggiuntiva il cui valore è calcolato in base alla retribuzione globale di fatto.

Questo beneficio si pone anche a favore del lavoratore domestico ed è computato in relazione alla retribuzione lorda comprensiva di vitto e alloggio. Questo significa che se un lavoratore domestico è convivente, la tredicesima sarà pari ad una mensilità lorda con in più il vitto e alloggio calcolati in denaro.

Si ricorda che qualora, invece, il lavoratore sia stato assunto nel corso dell’anno, la tredicesima va riproporzionata.

All’interno di questo articolo andremo ad approfondire:

  • che cos’è la tredicesima
  • quanto spetta a colf e badanti di tredicesima
  • quali sono gli importi da prendere in considerazione

Che cos’è la tredicesima

La tredicesima è una mensilità oltre allo stipendio, un contributo aggiuntivo previsto dalle norme di legge italiane che garantisce un supporto economico essenziale per molte famiglie. Questa viene erogata dal datore di lavoro, a favore dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, durante il mese di dicembre.

Possiamo, quindi, affermare che la tredicesima è una mensilità extra in comparazione alla retribuzione mensile dei lavoratori pubblici e privati, pagata ai dipendenti in occasione dell’arrivo delle feste natalizie.

Si chiarisce che i soldi che sono compresi nella tredicesima, così come quelli contenuti nella quattordicesima, sono definiti “retribuzioni differite“. Questo significa che l’importo viene maturato ogni mese dal lavoratore dipendente, ma viene offerto dal datore di lavoro nel mese di dicembre, sotto forma di una mensilità addizionale.

Tredicesima per colf e badanti

Anche le colf e le badanti, così come avviene per i lavoratori dipendenti, hanno diritto, a dicembre, alla tredicesima che si connota come una quota di retribuzione ulteriore che si somma alle dodici percepite durante l’anno.

Una delle caratteristiche della tredicesima, per i lavoratori domestici, è il fatto che deve essere erogata entro il mese di dicembre.

Dati questi presupposti, solitamente, il pagamento delle colf e delle badanti avviene come segue:

  • Nei primi giorni del mese di dicembre si riceve la retribuzione di novembre;
  • Entro la fine di dicembre viene erogato l’importo a titolo di tredicesima (pari come si è detto alla normale retribuzione mensile);
  • Nei primi giorni del mese di gennaio viene pagata la retribuzione di dicembre.

Il lavoro domestico e le tempistiche di pagamento sono delineate dal contratto collettivo “Lavoro domestico” che fissa i criteri per il calcolo

Ammontare della tredicesima per colf e badanti

Il CCNL Lavoro domestico all’articolo 38 definisce l’importo della tredicesima per colf, badanti e baby sitter regolarmente assunti chiarendo che è pari alla normale retribuzione mensile del lavoratore computata in relazione a quanto definito dalla lettera di assunzione.

Nel caso in cui un lavoratore domestico sia anche convivente al momento della computazione della tredicesima è necessario aggiungere all’ammontare percepito mensilmente anche l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio pari a:

  • 1,93 euro per ogni pranzo e/o colazione;
  • 1,93 euro per ogni cena;
  • 1,67 euro per l’alloggio.

Nel caso in cui, invece, il datore non fornisca vitto e / o alloggio al lavoratore domestico, queste somme non devono essere erogate.

Qualora un collaboratore domestico cessi di lavorare durante l’anno si troverà in una situazione in cui percepisce tante quote di tredicesima quante sono quelle maturate nei mesi di lavoro. A tal fine la retribuzione mensile viene divisa per 12 e moltiplicata per i mesi di servizio a cui deve essere aggiunta l’indennità di vitto e alloggio.

Si ricorda che ne caso in cui un mese non sia stato interamente lavorato, ma siano stati lavorati più della metà dei giorni, questo si calcola comunque un mese intero ai fini della tredicesima.

Nel caso in cui il lavoratore domestico sia stato assente per malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale e maternità matura comunque il rateo di tredicesima mensilità anche se il collaboratore non ha totalizzato nemmeno un’ora di lavoro.

Importi da prendere in considerazione

Ai fini della computazione della tredicesima dei collaboratori domestici vanno anche considerate, in aggiunta a paga base e indennità di vitto e alloggio, i cosiddetti “superminimi”, il cui importo lordo è indicato nella lettera di assunzione.

Si ravvisa che non tutti i collaboratori domestici hanno diritto ai superminimi in quanto sono a discrezione del datore di lavoro.

Nonostante siano un’agevolazione di tipo facoltativa questi entrano nel calcolo della tredicesima così come lo scatto di anzianità. Questo si connota come un elemento di paga previsto dal contratto collettivo che matura in relazione agli anni di permanenza del lavoratore presso lo stesso datore. L’ammontare dello scatto matura ogni 2 anni di servizio, fino a un massimo di 7 e ha un importo pari al 4% della paga base. Al maturare dello scatto, questo va ad aggiungersi a paga base, indennità di vitto e alloggio ed eventuale superminimo ai fini del calcolo della tredicesima.

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