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Il Made in Italy

13 Dicembre 2023
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Tempo di lettura 3 minuti

Made in Italy, un tema di particolare rilievo e interesse di cui si parla e discute molto.

Sai davvero che cosa si intende per Made in Italy? 

Il “ Made in Italy ” oltre ad essere un’indicazione di provenienza che concerne l’origine di un prodotto (in questo caso italiana), è, secondo uno studio di mercato pubblicato dal magazine Forbes, censito al 7º posto in termini di reputazione tra i consumatori di tutto il mondo. Rappresenta la creatività, la qualità e l’italian life style nei settori dell’abbigliamento, arredamento, automazione meccanica, bigiotteria, argenteria, pelletteria, industria cinematografica e dell’agroalimentare.

L’indicazione Made in Italy risulta infatti essere tra i primissimi marchi al mondo in termini di reputazione tra i consumatori.

Possiamo quindi senz’altro dire che i prodotti con la certificazione  in etichetta hanno una marcia in più rispetto agli altri.

Dati questi presupposti risulta possibile affermare che il Made in Italy si connota come un vero e proprio vanto per il nostro paese.

All’interno di questo articolo andremo ad approfondire che cos’è il Made in Italy.

Made in Italy, di cosa si tratta

Quando si parla di Made in Italy si fa riferimento all’insieme dei prodotti o beni fabbricati interamente o prevalentemente in Italia e che sono riconosciuti per la loro eccellenza in termini di qualità, design e tradizione. Questo marchio di qualità è molto ambito a livello internazionale e rappresenta un importante vantaggio competitivo per le aziende italiane.

Una domanda molto importante da porsi concerne le modalità di utilizzo di marchio Made in Italy. Si evidenzia che sebbene in molti siano coloro che sono portati a ritenere che questa certificazione sia riservata solo ai prodotti realizzati completamente in Italia si ravvisa che non è sempre così. Di fatto, secondo la normativa, si nota che anche se i tuoi prodotti sono in parte realizzati all’estero, ci sono alcuni casi in cui puoi comunque apporre questo prestigioso marchio sull’etichetta.

Il Made in Italy non è solo un’indicazione di origine ma è il brand per eccellenza, che raccoglie in sé i più grandi nomi dell’artigianato e dell’industria italiana.

Questo marchio rende il nostro Paese riconoscibile in tutto il mondo per bellezza ed eleganza e rappresenta un vero punto di forza per il mercato italiano. Il Made in Italy, infatti, interessa una moltitudine di settori, dal food alla moda, dalla casa all’automotive, icona di un’eterna attitudine tutta nazionale di unire sapienza, abilità e creatività.

Dal punto di vista pratico il Made in Italy riassume l’identità e la ricchezza del nostro territorio, sintetizza la genialità dei nostri artisti artigiani. La sua riconoscibilità in termini di stile e qualità del prodotto rappresenta un valore comprensibile a tutte le latitudini, la cui validità è garantita dalla Certificazione 100% Made in Italy, che non lascia spazio a passi falsi. L’Italia, infatti, ha il sistema di controlli più accurato e severo al mondo in tutte le fasi della filiera produttiva.

La normativa

Il marchio Made in Italy serve a garantire l’origine italiana di un prodotto. Questo marchio si connota sicuramente come un segno che riguarda sicuramente tutti i prodotti interamente realizzati o ottenuti nel territorio italiano. Non solo. Anche i prodotti realizzati in Italia con l’uso di materie prime importate dall’estero possono essere, in alcuni casi, dichiarati “made in Italy”. Dati questi presupposti si ravvisa che per ogni settore di riferimento (pelletteria, tessile, etc.), la legge ha individuato le specifiche fasi di lavorazione di un prodotto e, in base all’importanza di queste fasi, viene stabilita l’origine geografica del prodotto finito.

Se ad essi un’impresa italiana importa fibre di lana dall’estero e le trasforma in tappeti all’interno del proprio stabilimento italiano, potrà vendere questi prodotti usando il marchio Made in Italy.

Vi sono però alcuni casi in cui per poter correttamente utilizzare questa dicitura solo una percentuale di materia prima può essere importata dall’estero, mentre la restante componente di materiale deve essere italiana.

Un prodotto può infatti essere considerato “Made in Italy” solo se è stato realizzato in Italia oppure se ha subito la sua ultima trasformazione lì. Se il prodotto presenti questo marchio pur non essendo stato prodotto in Italia, secondo la legge 350/2003 (27 dicembre 2003), chiunque abbia scritto l’informazione sbagliata sull’etichetta rischia la reclusione fino ad un anno. In quanto esso costituisce una falsa indicazione considerabile reato.

 

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