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Il problema dei farmaci mancanti

Il problema dei farmaci mancanti
23 Luglio 2024
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Tempo di lettura 3 minuti

Cosa significa che un farmaco è mancante?

Cosa succede in questo caso?

Come bisogna muoversi?

Il problema dei farmaci mancanti è un problema concreto anche se molti di noi non ne sono consapevoli.

La mancanza di farmacia sta diventando una preoccupante consuetudine. Tale condizione si delinea ogni qualvolta ci si reca in farmacia per acquistare un farmaco, anche quelli a larga diffusione, e ci si sente ripetere che non è più disponibile. Alle volte diventa complesso anche trovare dei farmaci molto comuni e noti così come prodotti a base di ibuprofene o quelli contenenti indometacina. 

In sintesi si può affermare che in Italia, indistintamente da luogo, vige una concreta mancanza di antinfiammatori, antipiretici, antidolorifici, antibiotici; 3.200 farmaci in tutto, tra i quali rientrano anche antipertensivi, antidepressivi e diuretici.

Si chiarisce che l’Aifa segnala mensilmente oltre 3 mila farmaci introvabili: a volte le carenze sono solo momentanee, ma a volte possono durare molto a lungo o addirittura diventare croniche.

Nel corso di questo articolo si cercherà di spiegare cosa significa che un farmaco è mancante, cosa sono e quali sono i farmaci carenti, quali sono le possibili cause e conseguenze e cosa si può fare in una simile situazione.

Motivazione per farmaci mancanti

Quando si parla di farmaci mancanti un aspetto che non si può sottovalutare risulta essere sicuramente rappresentato da quelle che sono le vere ed effettive motivazioni che si pongono alla base di tale condizione.

In primo luogo è importante chiarire che se un farmaco può essere mancante in farmacia per carenza o per indisponibilità. Si tratta di due condizioni diverse che si distinguono l’una dall’altra principalmente per le cause che portano alla difficoltà di reperimento del medicinale.

Per comprendere quelle che sono le cause risulta sufficiente andare sul sito dell’Aifa che evidenzia che le motivazioni delle mancate consegne vanno dalla «cessata commercializzazione», definitiva o temporanea, a non meglio specificati «problemi produttivi», fino alla «elevata richiesta» e alla conseguente «distribuzione contingentata». 

Nel momento in cui si verifica questa situazione si rileva che la medesima Agenzia del farmaco consiglia di rivolgersi al proprio medico o allo specialista per sostituire il medicinale solitamente utilizzato con uno generico, che ha la stessa composizione qualitativa e quantitativa in termini di sostanze attive, nonché la stessa forma farmaceutica e una bioequivalenza dimostrata scientificamente.

Almeno verosimilmente le principali cause legate all’aumento della domanda di medicinali figura connessa alla crescita delle patologie influenzali e da Covid oltre che alle condizioni geopolitiche con particolare riferimento allo scoppio della guerra in Ucraina.

A queste motivazioni si aggiungono:

  • Problemi relativi alla produzione del medicinale;
  • Irreperibilità o problemi di approvvigionamento delle materie prime per la sintesi del farmaco;
  • Irreperibilità del principio attivo;
  • Provvedimenti di tipo regolatorio;
  • Imprevisto aumento delle richieste del farmaco;
  • Emergenze sanitarie;
  • Cessata commercializzazione da parte dell’azienda produttrice, temporanea o definitiva.

Si ricorda che la carenza di farmaci può comportare diverse conseguenze, la maggior parte delle quali penalizzanti per il paziente che si trova senza il medicinale di cui necessita.

Cosa fare in caso di farmaco mancante

Nel caso di farmaco mancante la prima cosa da fare risulta essere quella di rivolgersi al proprio farmacista di fiducia.

Di fatto, si evidenzia che farmacista è tenuto ad aiutarti a trovare una soluzione. Nel caso in cui il farmaco non è disponibile, il farmacista ha la possibilità di verificare la disponibilità presso altre farmacie o suggerire alternative terapeutiche equivalenti. Nel momento in cui questo non trova il farmaco nella sua rete di distribuzione, si trova in una condizione in cui dovrà ordinarlo direttamente all’azienda farmaceutica.

Nello specifico:

  • Se il farmacista non ha il medicinale che avete richiesto, deve richiederlo al distributore, che è tenuto a consegnarlo entro le 12 ore lavorative successive alla richiesta.
  • Se il farmaco risulta carente anche per i grossisti a cui è stato richiesto, il farmacista è tenuto a richiedere il medicinale direttamente all’azienda produttrice, la quale è obbligata a fornirlo entro 48 ore.

Alternativamente la soluzione è quella di andare a consultare il proprio medico. Questa situazione si verifica nel caso in cui il farmacista non è riuscito ad aiutare il paziente perché il farmaco risulta carente, parlane con il tuo medico curante. In tal caso sarà il medico il soggetto che deve valutare se prescrivere un farmaco equivalente a quello che assumi di solito o se sostituirlo con un altro medicinale con le stesse indicazioni terapeutiche. In alcuni casi, quando un farmaco risulta ufficialmente carente, le Asl e gli ospedali possono richiedere ad Aifa il permesso di importare un farmaco equivalente commercializzato all’estero, per poi distribuirlo ai pazienti. Ai fini di importare un farmaco dall’estero i medici devono seguire le indicazioni fornite da Aifa.

 

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