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Sugar tax 

Sugar tax
13 Giugno 2024
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Tempo di lettura 3 minuti

La legge di bilancio 2020, ai commi 661-676, introduce la c.d. Sugar Tax, imposta sul consumo di bevande analcoliche edulcorate, avente la finalità di limitare, attraverso la penalizzazione fiscale, il consumo di bibite che hanno un elevato contenuto di sostanze edulcoranti aggiunte.

Dal punto di vista pratico la Sugar Tax è un’imposta correttiva, simile ad altre esistenti in Europa, come la Chips tax in Ungheria, o l’imposta inglese tarata sulla concentrazione di zucchero sulle bevande, che si applica nella misura di:

– 10 euro per ettolitro nel caso di prodotti finiti;

– 0,25 euro per kg nel caso di prodotti predisposti a essere utilizzati previa diluizione.

Ad oggi ci sono già decine di Paesi nella sola Europa hanno adottato la misura, tra i quali l’Inghilterra e l’Olanda, senza troppe battaglie parlamentari e extraparlamentari. Da qui arrivano i primi risultati, che in realtà dicono che l’efficacia di questo tipo di misura è parziale: Fondazione Veronesi, per esempio, dice uno studio pubblicato su PLOS Medicine e condotto dai ricercatori della University of Cambridge School of Clinical Medicine che dice che la tassazione sulle bevande analcoliche, introdotta nel Regno Unito nel 2018, sarebbe associata a un calo dell’obesità dell’8% in particolare nelle ragazze di età compresa tra 10 e 11 anni, ovvero 5.200 casi di obesità in meno ogni anno nel Regno Unito.

Gli obiettivi della sugar tax

La sugar tax, quale imposta sulle bevande zuccherate, ha come finalità quello di contrastare l’obesità. Dal punto di vista pratico la misura, concepita per colpire le bevande edulcorate, si applicherà a una vasta gamma di prodotti, dalle classiche bibite gassate ai succhi di frutta addizionati di zucchero o dolcificanti. L’obiettivo principale è scoraggiare il consumo di bevande ad alto contenuto di zuccheri, spingendo i consumatori verso scelte più salutari e riducendo così il rischio di obesità e diabete.

Di fatto si evidenzia che la volontà del legislatore è limitare l’acquisto di questo tipo di bibite per spingere i consumatori verso scelte più salutari. Una misura che viene ritenuta utile per prevenire l’obesità e le patologie correlate come il diabete. 

La sugar tax in Italia

La sugar tax, prevista in un primo momento per il 2026, sarebbe dovuta entrare in vigore il primo luglio 2024, suscitando un dibattito acceso al governo.

La rilevanza di inserire una sugar tax in Italia trova base nei dati.

Infatti, analizzando i dati si ravvisa che l’Italia, nonostante la famosa dieta mediterranea, è tra i Paesi con il più alto tasso di persone in sovrappeso in Europa. Stando agli ultimi dati diffusi dal ministero della Sanità, il 9,4% della popolazione è obesa, il 40% circa in sovrappeso. Il dato più allarmante riguarda i bambini: il 20% è obeso per via di abitudini alimentari scorrette.

Beni oggetti di sugar tax

La sugar tax sarà una tassa applicata a tutte le bibite analcoliche che contengono zucchero. E quindi non solo le classiche bibite gasate )in cima alla classifica per quantitativo di zucchero) ma anche i succhi di frutta o altre bevande con edulcoranti, che sono moltissime considerato il moltiplicarsi delle tipologie – anche a base di acqua – presenti tra gli scaffali dei supermercati.

L’imposta riguarda le bevande edulcorate, definite come prodotti finiti e prodotti predisposti per essere utilizzati come tali previa diluizione, rientranti nelle voci NC 2009 e 2202 della nomenclatura combinata dell’Unione europea, condizionati per la vendita, destinati al consumo alimentare umano, ottenuti con l’aggiunta di edulcoranti e aventi un titolo alcolometrico inferiore o uguale a 1,2% in volume.

Questa situazione è il risultato di abitudini scorrette: c’è chi non fa colazione, chi mangia troppi cibi processati, chi ancora ignora i principi di un’alimentazione sana che dovrebbe essere povera o ancora meglio, priva di zuccheri aggiunti. Come quelli contenuti in queste bevande, appunto.

Chi paga la sugar tax

In merito a chi sia il soggetto che deve pagare la sugar tax, si rileva che il decreto del governo dice che a pagare la Sugar tax sarà “il fabbricante, il cedente (ovvero chi li vende ai consumatori), l’acquirente e l’importatore per quelle che arrivano da Paesi extra-UE”. Il rischio è che alla fine a pagare la percentuale maggiore sarà il consumatore che decide di mettere nel carrello della spesa queste bevande.

Per ora, sia che entri in vigore a luglio che nel 2025, l’importo è contenuto: la Sugar Tax ammonta a 5,00 euro per ettolitro per i prodotti finiti, ma arriverà ai 10 euro per ettolitro nel 2026. Per quanto riguarda invece le bibite zuccherate da preparare previa diluizione (le bustine da mettere nell’acqua, per intenderci) la cifra è di 0,13 euro per chilogrammo che diventeranno a 0,25 per chilogrammo nel 2026.

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