RITA Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

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La RITA o Rendita integrativa temporanea anticipata si connota come l’erogazione frazionata di tutto o di parte del montante che è stato accumulato per il lasso di tempo decorrente dal momento dell’accettazione della richiesta fino al conseguimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia nel sistema pensionistico obbligatorio di appartenenza.

Vuoi scoprire se anche tu ne hai diritto?

Per richiedere la RITA è necessario soddisfare determinati requisiti, sai quali sono?

Vuoi comprendere come si lega la RITA si lega all’età di pensione?

In questo articolo affronteremo i seguenti punti:

  • Di cosa si tratta
  • Chi sono i beneficiari
  • Come richiederla

Di cosa si tratta

La RITA o Rendita Integrativa Temporanea Anticipata si connota come una nuova forma di prestazione la quale può essere richiesta dal contribuente alla propria forma di previdenza complementare (Fondo Pensione o Pip).

La RITA è, quindi, l’erogazione frazionata del montante accumulato da un aderente a una forma pensionistica sotto forma di rendita, fino al conseguimento dell’età anagrafica per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

Per richiedere la RITA risulta, quindi, necessario che l’individuo abbia aderito ad un forma di previdenza complementare.

Dati questi presupposti si denota una condizione in cui il soggetto aderente al fondo pensione o Pip, nel momento in cui matura i requisiti necessari, può rivolgersi al suo fondo e chiedere di ricevere in anticipo il capitale maturato. Questo gli viene rimborsato sottoforma di rate dal momento in cui avviene l’accettazione della richiesta. L’erogazione si protrae sino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia.

Risulta, inoltre, possibile andare richiedere l’anticipo anche solo di una parte del capitale maturato. Qualora si verifichi questa situazione la parte di capitale restante rimane nella forma pensionistica tale per cui questa continuerà ad essere gestita secondo le norme e le regole del prodotto. Questo significa che non cambia nulla per la parte di capitale residua che non è stata convertita in RITA.

Grazie alla RITA vige per il contribuente la possibilità di smettere di lavorare in anticipo percependo, allo stesso momento, quanto ha quanto maturato nel fondo pensione, in attesa del raggiungimento dei requisiti necessari per accedere alla pensione maturata presso l’Inps. Si evidenzia che l’individuo ha l’opportunità di richiedere l’erogazione di tutto, o solamente di una parte, il montante accumulato nel lasso di tempo decorrente al momento in cui accetta la richiesta, e non oltre il raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia.

La finalità in forza alla quale è stata sviluppata questa prestazione è quella di poter offrire, per mezzo delle forme pensionistiche complementari, un sostegno finanziario agli iscritti che sono prossimi al raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia e che hanno i requisiti indicati nell’art. 11 comma 4 del D.Lgs 252/205 come emendato dalla Legge di Bilancio 2017.

Si evidenzia che questa nuova misura trova applicazione dal 1°gennaio 2018.

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Chi sono i beneficiari

La RITA può essere richiesta sulla base del soddisfacimento di specifiche caratteristiche e condizioni.

In particolare, l’erogazione della RITA risulta essere subordinata e condizionata al verificarsi, alla data di presentazione della domanda di accesso, di alcuni requisiti.

Le condizioni che devono porsi in essere sono le seguenti:

  • cessazione dell’attività lavorativa;
  • raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;
  • almeno 20 anni di contribuzione nei regimi obbligatori di appartenenza;
  • almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare.

Oppure, in alternativa:

  • cessazione dell’attività lavorativa;
  • inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a 24 mesi;
  • raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi al compimento del periodo minimo di inoccupazione;
  • almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare (tre anni se il lavoratore si sposta in altro Stato membro).

La RITA ha carattere generale e si applica a tutti i lavoratori, inclusi i dipendenti pubblici, che abbiano aderito a una forma di previdenza complementare a contribuzione definita.

Emerge come sia possibile richiedere la liquidazione anticipata della pensione integrativa con 5 o 10 anni di anticipo. Nel caso in cui si voglia richiederla con 10 anni di anticipo risulta necessario che il soggetto risulti essere inoccupato per un periodo superiore ai 24 mesi (2 anni). Si ricorda, anche, che il soggetto deve aver raggiunto l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia (deve, quindi, aver compiuto i 67 anni) entro i 10 anni successivi al compimento del termine di inoccupazione.

Come richiederla

Per richiedere la RITA è necessario provvedere a compilare il modulo previsto dal singolo fondo pensione. Questo, a titolo generale, risulta essere disposizione sul relativo sito web e consegna di tutti i documenti richiesti.

Si ricorda che ogni fondo pensione richiede di allegare degli specifici documenti.

Per quanto concerne le tempistiche della RITA si evidenzia che il termine massimo entro il quale la prestazione viene liquidata è connesso a quanto stabilito dal fondo pensione al quale avete aderito.

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Tassazione

Per quanto concerne la tassazione della RITA emerge quanto segue:

  • parte del capitale che viene anticipato per mezzo della RITA è soggetto a tassazione separata con un’aliquota del 15% (questa percentuale si riduce dello 0,3 per ogni anno di iscrizione alla previdenza complementare successivo al 15° anno). Ai fini di condurre questo calcolo è necessario considerare solo gli anni di iscrizione dal 1992 ad oggi (l’aliquota minima applicata è pari al 9%).

Sono, inoltre, previste queste casistiche in termini di ritenute imposta sostitutiva e ritenute imposta ordinaria:

  • Fino al 31.12.2000: si applica la tassazione sostitutiva del 15% o la tassazione ordinaria sull’imponibile;
  • Dal 01.01.2001 al 31.12.2006 (31.12.2017 per i dipendenti pubblici): si applica la tassazione sostitutiva del 15% o la tassazione ordinaria sull’imponibile 
  • Dal 01.01.2007 (01.01.2018 per i dipendenti pubblici): tassazione sostitutiva del 15%  o tassazione ordinaria sull’imponibile 

Per l’aderente vige la possibilità di non avvalersi della tassazione sostitutiva, scegliendo quella ordinaria. In tal caso per imponibile si intende:

  • nel primo caso il montante maturato fino al 31 dicembre 2000 al netto dei contributi inferiori al 4% della retribuzione e della franchigia sul TFR;
  • nel secondo caso, quello maturato nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2001 e il 31 dicembre 2006, al netto comunque dei redditi già assoggettati a tassazione;
  • nell’ultimo caso, il montante successivo al 1 luglio 2007 (o 1° gennaio 2018 per i dipendenti pubblici) al netto dei redditi già assoggettati a tassazione.

Qualora avvenga la tassazione sostitutiva c’è un’ulteriore agevolazione:

  • una riduzione dell’aliquota del 15% dello 0,30% per ogni anno di partecipazione al fondo successivo al quindicesimo;
  • in ogni caso la riduzione non può essere superiore al 6%. Quindi la tassazione al massimo si riduce al 9%.

Si ricorda che l’aliquota che viene calcolata in questo modo viene applicata alla parte imponibile del capitale richiesto per mezzo della RITA. Possiamo affermare che questo si pone come un vantaggio molto importante, in particolare per coloro che stanno procedendo ad accrescere e ad alimentare la loro previdenza complementare da molti anni.

Dati questi presupposti, sulla base alle regole ordinarie, emerge che il capitale imponibile che è stato maturato prima del 2007 dovrebbe soggetto a una tassazione con un’aliquota media IRPEF certamente superiore (dal 23% in su) rispetto a quella che, invece, è prevista dalla RITA.

Alternativamente alla tassazione separata, si ravvisa che l’aderente ha la possibilità di optare per la tassazione ordinaria direttamente nella dichiarazione dei redditi.

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