Personale scuola: aumento stipendi

Il 2024 si delinea come un anno durante il quale ci si attendono delle novità per quanto riguarda lo stipendio dei docenti e personale ATA.
Queste variazioni di stipendio hanno riguardato sia il personale a tempo indeterminato che quello a tempo determinato.
Tale aumento si inserisce in quanto disposto dalla legge di bilancio 2024 che stanzia nuovi fondi per il rinnovo del contratto scuola che consentiranno l’aumento degli stipendi per 1,2 milioni di lavoratori.
La Manovra stanzia, infatti, 5 miliardi di euro a decorrere dal 2024 per rinnovare i contratti degli statali, a cui si aggiungono altri 3 miliardi di euro per il personale del comparto sanità. Parte delle risorse stanziate andrà al comparto istruzione, che conta circa 1,2 milioni di lavoratori, per il rinnovo del personale scuola.
Per quanto riguarda il personale docente e ATA ci sono stati due aumenti.
Il primo è stato legato all’anticipo sull’Indennità di Vacanza Contrattuale per i docenti di ruolo ed era stato previsto dal cd. Decreto Anticipi. Il secondo verrà verrà definitivamente approvato durante il mese di gennaio 2024 con la definizione del testo del nuovo CCNL che riguarda docenti e personale ATA.
Da questo documento si attendono delle novità sugli aumenti e sugli emolumenti una tantum in busta paga.
In particolare, queste previsioni andranno ad avere ad oggetto tre categorie di dipendenti:
· Assunti a tempo indeterminato.
· Assunti a tempo determinato con contratto al 31 agosto o al 30 giugno.
· Assunti part-time (riceveranno gli emolumenti una tantum sulla base delle ora effettivamente svolte presso le scuole)
Le novità sugli aumenti degli stipendi
L’ipotesi accordata il 14 luglio scorso circa l’aumento degli stipendi dei docenti e ATA è stata ratificata dal Consiglio dei Ministri a dicembre e ora è in attesa dell’approvazione della Corte dei Conti, che ha un periodo di 15 giorni per esprimere il proprio parere. Una volta trascorso questo periodo, l’ARAN ha la facoltà di convocare i sindacati per la firma definitiva, la quale è prevista nel corso del mese di gennaio 2024.
Ci si aspetta dall’approvazione definitiva del testo del CCNL degli aumenti stipendio docenti e ATA dell’a.s. 2024/2025.
Sembra che il nuovo contratto andrà a riguardare oltre un milione e 200mila dipendenti, di cui oltre un milione nell’ambito scolastico (850mila, compresi gli 850mila insegnanti) e AFAM, e 70mila lavoratori nel settore dell’Università e della Ricerca.
L’aumento dello stipendio non sarà sostanzioso in quanto mediamente la crescita si aggirerà attorno ai 124 euro. Il fatto anche questo aumento non sia così elevato risulta legato al fatto che il 95% era già stato erogato nel mese di dicembre 2022.
Di fatto per i mesi a venire ci sia attende un incremento stabile della Retribuzione Professionale Docenti (RPD) per i docenti (circa 13 euro al mese) e un ulteriore incremento del Compenso Individuale Accessorio (CIA) per il personale ATA (in media 6 euro al mese).
Si ricorda che il contratto che è stato ipotizzato è firmato il 14 luglio scorso prevede una disposizione “peculiare”. Dal punto di vista pratico questo riguarda un compenso che sarà erogato al personale docente e ATA in modo “una tantum”, senza fare riferimento a mansioni specifiche svolte.
Tale retribuzione è destinata al personale in servizio nell’anno scolastico 2022/23, inclusi coloro con contratto a tempo determinato che termina entro il 31 agosto 2023 o il 30 giugno 2023.
In merito alle somme si tratta di 63,84 euro per i docenti e 44,11 euro per il personale ATA.
L’emolumento una tantum è previsto anche per il personale part-time, in rapporto alle ore effettivamente svolte.
In merito a questo aumento il Ministro Valditara ha dichiarato “Il primo atto assunto all’inizio del mio mandato a ottobre scorso è stato proprio quello di rinnovare il contratto della scuola, che era scaduto nel 2021, con l’impegno a rinnovare in tempi celeri anche il successivo triennio. Grazie allo sforzo dell’intero governo, la legge di bilancio ha stanziato le risorse necessarie per raggiungere l’obiettivo. Dirigenti, docenti e personale Ata svolgono un ruolo decisivo per la crescita dei nostri giovani e per lo sviluppo del Paese. Le risorse stanziate per il rinnovo del contratto confermano la centralità che la scuola riviste per il governo nel sistema Italia. Autorevolezza e rispetto passano innanzitutto dal riconoscimento economico.”
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