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Coefficienti di trasformazione

27 Aprile 2023
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Tempo di lettura 4 minuti

I coefficienti di trasformazione sono dei valori che vengono utilizzati dall’istituto previdenziale per il calcolo delle pensioni effettuate con il sistema contributivo.

Il principio che regolamenta il sistema di calcolo contributivo poggia sull’accumulo dei contributi versati dal dipendente lungo l’intera carriera lavorativa.

Questi contributi, una volta raggiunti i requisiti per andare in pensione, vengono associati a coefficienti di trasformazione che vanno a determinare l’importo della pensione.

A differenza del sistema retributivo, il quale andava ad attingere alle ultime retribuzioni lavorative per determinare l’importo della pensione, il sistema contributivo utilizza i coefficienti pensione.

I coefficienti di trasformazione pensione variano in base all’età in possesso al momento del pensionamento e, detto in parole semplici, maggiore sarà l’età del lavoratore maggiore sarà l’importo della pensione erogata.

Questa correlazione tra età e importo pensione poggia su un principio tanto semplice quanto diretto: maggiore sarà l’età alla data del pensionamento minore sarà l’aspettativa di vita e quindi i ratei di pensione che andranno pagati.

I coefficienti di trasformazione vengono aggiornati ogni due anni.

L’ultimo aggiornamento risale al Decreto Ministeriale del 1° dicembre 2022 il quale ha decretato un incremento dei coefficienti di trasformazione per il biennio 2023/2024.

Che cosa sono?

Per comprendere cosa sono i coefficienti di trasformazione occorre prima avere un minimo di consapevolezza rispetto a come funziona il sistema di calcolo contributivo.

I lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle gestioni speciali, sostitutive, integrative ed esclusive della medesima che hanno iniziato a versare il primo contributo IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) a partire dal 1 gennaio 1996 rientrano nel calcolo della pensione con il sistema contributivo.

Questi lavoratori che si ritrovano a versare la contribuzione mensile, al compimento dell’età pensionabile, si ritroveranno un determinato montante contributivo.

Si badi bene che il montante contributivo applicato nel sistema contributivo viene determinato con un calcolo contabile, quindi non rispecchia l’intera somma versata sino al momento del pensionamento come nei fondi pensione integrativi a capitalizzazione individuale.

Al momento del calcolo della pensione viene preso in riferimento il montante suddetto e associato ai coefficienti di trasformazione.

Il coefficiente di trasformazione della pensione non è nient’altro che un numero percentuale stabilito per legge che viene associato all’età del lavoratore al momento della decorrenza pensionistica.

Ad oggi esistono 15 diversi coefficienti di trasformazione che associano l’età del lavoratore a partire dal 57° anno fino al 71°.

Questi sono stati introdotti per la prima volta dalla legge Dini nel 1995, la quale ha introdotto il nuovo sistema di calcolo contributivo, e rivisti dalla riforma Fornero che ne ha associato l’incremento o la diminuzione all’aspettativa di vita.

Come funzionano?

Per spiegare il funzionamento dei coefficienti di trasformazione basta semplicemente “simulare” il processo di calcolo di una pensione con il sistema contributivo.

  • Per prima cosa si andrà a calcolare il montante contributivo maturato
  • Questo viene rivalutato alla data del pensionamento
  • Il montante contributivo viene moltiplicato al coefficiente di trasformazione in base all’età in possesso al momento del calcolo
  • Il risultato frutto di questa moltiplicazione dovrà essere diviso per 13 (le mensilità spettanti di pensione)
  • A questo punto avremo l’importo della pensione

Per scendere ancora di più nei dettagli, ecco un esempio pratico che ne spiega l’applicazione:

  • Giuliana versa contributi per un valore annuo di 12.000 euro per un periodo di 25 anni
  • Al momento del pensionamento il montante contributivo rivalutato risulterà essere 280.000 euro
  • Poniamo il caso che Giuliana decida di andare in pensione all’età di 67 anni dove il coefficiente di trasformazione sarà pari a 5,723%
  • A questo punto, per ottenere il totale annuo della pensione lorda, occorrerà moltiplicare il montante contributivo con il coefficiente di trasformazione
  • Il risultato sarà 16.024
  • Per conoscere l’importo mensile lordo della pensione dovremo dividere 16.024 per 13
  • La pensione avrà un importo lordo di 1.232 euro

A questo punto può sorgere spontanea la domanda del come vengono applicati i coefficienti di trasformazione delle pensioni nel caso di età frazionate.

Per età frazionata si intende che l’interessato è in possesso di 67 anni più 3 mesi, ad esempio.

Per le frazioni di anno il coefficiente di trasformazione viene incrementato di tanti dodicesimi compresi tra il coefficiente immediatamente superiore all’età dell’assicurato e il coefficiente inferiore quanti sono i mesi interi trascorsi tra la data di compimento dell’età e la data di decorrenza della pensione.

Novità 2023

Come specificato nel paragrafo precedente, i coefficienti di trasformazione hanno una stretta correlazione con l’incremento o la diminuzione dell’aspettativa di vita.

Il continuo miglioramento delle condizioni di vita, l’incremento di nuove tecnologie in campo medico e farmaceutico che hanno consentito scoperte scientifiche dirompenti, hanno contribuito all’innalzamento nell’ultimo decennio della speranza di vita media degli esseri umani.

Questo meccanismo che ha consentito di allungare la nostra speranza di vita, posto in relazione ai coefficienti di trasformazione, ha comportato una riduzione degli stessi.

La riduzione ha subito un’arresto per via della crisi pandemica avvenuta nel 2019 a causa del Covid-19.

Il virus ha comportato un blocco del trend della speranza vita a causa delle innumerevoli conseguenze che ha avuto sulla salute.

Consapevole dell’effetto negativo che la crisi ha avuto sulla speranza di vita il Governo, con il decreto Ministeriale del 1° dicembre 2022 ha innalzato i coefficienti di trasformazione.

L’incremento è maggiore rispetto al biennio precedente 2021-2022 e varia a seconda dell’età del pensionato.

Le casse privatizzate

Anche le casse previdenziali dei professionisti, le quali risultano essere privatizzate, utilizzano il principio dei coefficienti di trasformazione.

In precedenza i sistemi di pensionamento all’interno di queste casse operavano con logiche del tutto soggettive.

Da quando il legislatore ha previsto che il sistema contributivo doveva essere applicato anche alle casse previdenziali privatizzate dei professionisti, queste hanno iniziato ad utilizzare il coefficiente di trasformazione.

Tabella coefficienti di trasformazione biennio 2023-2024

Riportiamo di seguito i coefficienti di trasformazione in vigore per il biennio 2023-2024 associati all’età.

  • 57 anni: 4,270%
  • 58 anni: 4,378%
  • 59 anni: 4,493%
  • 60 anni: 4,615%
  • 61 anni: 4,744%
  • 62 anni: 4,882%
  • 63 anni: 5,028%
  • 64 anni: 5,184%
  • 65 anni: 5,352%
  • 66 anni: 5,531%
  • 67 anni: 5,723%
  • 68 anni: 5,931%
  • 69 anni: 6,154%
  • 70 anni: 6,395%
  • 71 anni: 6,655%

Ricordiamo il lettore che i coefficienti di trasformazione vengono rinnovati ogni due anni e che l’ultimo rinnovo risale al 1° dicembre 2022 per il biennio 2023-224, il prossimo rinnovo avverrà alla fine del 2024.

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