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Legge 104: Guida alle agevolazioni

diritti legge 104 (1)
20 Gennaio 2020
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Tempo di lettura 14 minuti

Che cos’è?

La legge 104 viene comunemente accostata alle comuni prestazioni del comparto di invalidità civile che, se pur collegate fra loro, sono comunque prestazioni regolamentate da criteri e leggi completamente diversi.

La legge 104, che viene riconosciuta ai soggetti con patologie invalidanti consente il beneficio di alcune agevolazioni, che sono:

  • permessi retributivi legge 104;
  • congedo straordinario legge 104;
  • collocamento obbligatorio;
  • acquisto dell’auto;
  • esenzione bollo auto;
  • assistenza e spese mediche.

Questi sono solo alcuni dei diritti che la legge 104  riconosce ai portatori di handicap, nel corso dell’articolo potrai trovare una descrizione dettagliata di quelle che sono le agevolazioni concesse ai soggetti meritevoli di tutela, come ad esempio la legge 104 malati oncologici.

A questa particolare categoria, abbiamo dedicato un intero paragrafo per cui ti invito, qualora dovesse interessati la legge 104 malati oncologici, di cliccare nell’indice, il paragrafo di tuo interesse.

Chi ha diritto?

Chiariamo subito la differenza tra Handicap (legge 104) e invalidità civile.

Per invalidità civile intendiamo la riduzione della capacità lavorativa a causa di patologie invalidanti, la quale per essere riconosciuta, richiede l’inoltro di un’apposita domanda.

diritti legge 104

Successivamente all’inoltro della domanda l’interessato sarà sottoposto ad una visita presso una commissione medica incaricata la quale ha il compito di determinare la percentuale di invalidità della quale il soggetto è affetto, basandosi su apposite tabelle ministeriali.

La legge 104, la quale richiedono allo stesso modo l’inoltro di un’apposita domanda per essere riconosciuta, non è dipendente da percentuali né tanto meno può essere posta in relazione alle capacità lavorative del soggetto che la richiede, l’handicap rappresenta la condizione di svantaggio sociale conseguente a una minorazione, e viene valutata con diversi livelli di gravità.

Che cosa prevede la legge 104?

Ok, adesso arriviamo al punto all’interno del quale la maggior parte dei soggetti richiedenti riscontra difficoltà nell’interpretazione, ovvero la lettura del verbale di invalidità civile rilasciato dalla commissione medica competente (ASL).

Iniziamo col fare chiarezza in merito alle uniche due possibili diciture che i richiedenti potranno trovare all’interno del verbale, ovvero:

  • Art. 3 comma 1, legge 104/1992;
  • Art. 3 comma 3, legge 104/1992.

Nel caso in cui la dicitura del vostro verbale riportasse “Art.3 comma 1, legge 104/1992”, la commissione vi riconosce come “persona portatrice di handicap” ma non ha riconosciuto lo stato di gravità.

Nel caso contrario, ovvero se la dicitura all’interno del verbale fosse “Art.3 comma 3, legge 104/1992”, la commissione in questo caso vi riconosce come “persona con handicap con connotazione di gravità”.

Ovviamente, a seconda della dicitura, la legge 104 comporterà lìerogazione di benefici più o meno vantaggiosi.

La legge 104 malati oncologici, riconosce a questa particolare fascia di soggetti delle agevolazioni che non sono diverse rispetto ai commi appena citati, ma andremo a vederle nel dettaglio in seguito.

Quali sono i dirittti?

Come abbiamo già specificato, il soggetto al quale è stato riconosciuto l’Art. 3 comma 1, legge 104/1992, non possiede lo stato di “gravità” il quale darebbe accesso a maggiori agevolazioni.

Fermo restando la possibilità di poter effettuare domanda di aggravamento, per vedersi riconosciuto successivamente tale diritto, andiamo ora ad elencare quelli che sono i diritti legge 104 Art. 3 comma 1:

  • Esenzione bollo
  • Esenzione Ticket
  • Assistenza specifica
  • Erogazione Ausili
  • Telefonia Fissa
  • Ausili medici
  • Acquisto computer, tablet e fax

Andiamo a vederli nel dettaglio.

Esenzione Bollo auto

diritti legge 104 esenzione bollo auto

Possono fare richiesta di tale esenzione:

  • Disabili con handicap;
  • Disabili con ridotte o impedite capacità motorie;
  • Disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • Non vedenti e sordi

Esenzione Ticket

L’esenzione ticket deve essere riconosciuta dall’azienda sanitaria nazionale di residenza, per poter fruire di tale prestazione occorre recarsi presso l’Asl territoriale di riferimento muniti di documento di riconoscimento e apposito verbale INPS che attesta il riconoscimento di Legge 104 o invalidità civile. 

Assistenza Specifica

L’assistenza specialistica prestata da personale qualificato (es. fisioterapisti) a persone affette da handicap, può essere detratta annualmente

Erogazione ausili

Sotto specifica prescrizione medica, gli invalidi civili e i soggetti affetti da handicap, possono fruire dell’erogazione gratuita a carico del servizio sanitario nazionale, di protesi e ausili correlati al tipo di menomazione accertata.

Telefonia Fissa

diritti legge 104 telefonia fissa

In stretta correlazione al reddito posseduto dal soggetto richiedente, la normativa attuale prevede che si applichi uno sconto del 50% sul canone mensile a soggetti anziani o affetti da handicap

Ausili medici

L’acquisto di ausili medici, da parte di persone affette da handicap, gode dell’applicazione dell’iva agevolata, la stessa è possibile detrarla nella dichiarazione dei redditi nella misura del 19%.

Acquisto computer, tablet, fax

La normativa vigente prevede che alcuni sussidi informatici, come computer, fax, ecc., godano dell’applicazione dell’IVA agevolata al momento dell’acquisto e che la spesa sostenuta può essere detratta nella dichiarazione dei redditi.

Legge 104 art 3 comma 1 cosa da diritto?

L’Art. 3 comma 3 della Legge 104/1992 rappresenta il riconoscimento attraverso il quale si può fruire di un maggior numero di agevolazioni rispetto all’art 3 comma 1 agevolazioni che, in questo caso, possono essere fruite anche dai familiari della persona portatrice di handicap, queste agevolazioni sono:

  • Acquisto nuovo veicolo
  • Acquisto ausili
  • Acquisto Computer, tablet e fax
  • Deduzione del reddito
  • Detrazione sulle spese del personale domestico
  • Detrazioni per familiari disabili a carico
  • Barriere architettoniche
  • Successioni e Donazioni

Andiamo a conoscere, uno per uno, i benefici Legge 104 Art. 3 comma 3.

Acquisto nuovo veicolo

  • applicazione dell’Iva al 4% anziché 22%
    – detrazione IRPEF del 19% su una spesa massima di acquisto di 18.075,99 Euro
    – esenzione dal pagamento del bollo auto presso l’Ufficio Tributi della propria Regione
    – esenzione del pagamento delle tasse di trascrizione
    Inoltre, la maggior parte delle case automobilistiche accorda degli sconti aggiuntivi alle normali campagne promozionali.

Aquisto ausili

  • Iva agevolata al 4%
  • Detrazione IRPEF del 19% del costo

Acquisto Computer, Tablet, fax

  • la detrazione del 19% della spesa dall’Irpef;
  •  Iva agevolata al 4%.

Deduzione del reddito

  • la riduzione dal reddito delle spese sostenute per l’assistenza specifica;
  •  l’assistenza deve essere resa ai portatori di handicap da personale medico e sanitario (es. per assistenza infermieristica e riabilitativa);
  • possono godere della deduzione anche i familiari aventi a carico la persona con handicap;
  •  alcune spese sanitarie possono beneficiare della detrazione del 19%.

Detrazione sulle spese del personale domestico

  • a detrazione dalle imposte del 19% delle spese sostenute per badanti, fino a un importo massimo di 100 € all’anno. Il reddito complessivo del richiedente è soggetto a limite di 40.000€;
  • la deduzione dal reddito per colf e baby-sitter fino a 1550€ circa.

Detrazione per familiari disabili a carico

I genitori che hanno fiscalmente a carico figli portatori di handicap possono, in base al proprio reddito complessivo (massimo 95.000€ annui), ottenere detrazioni ai fini Irpef.
L’importo massimo della detrazione per i figli carico subisce variazioni anche in base all’età del bambino.

Barriere architettoniche

  • l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati e in cui il portatore di handicap risiede stabilmente (ad esempio: l’installazione di ascensori e montacarichi, realizzazione di strumenti tecnologici per favorire la mobilità interna o all’interno o all’esterno dell’abitazione).
  •  detrazione Irpef del 50% se i lavori sono terminati nel 2015 e del 36% se i lavori sono iniziati del 2016.
  • Iva agevolata al 4%

Successioni e donazioni

Franchigia, pari a 1.500.000€ , sull’imposta sulle successioni e le donazioni: in qualità di portatore di handicap grave, si paga l’imposta sulle successioni o sulle donazioni solo per la parte di valore che supera un milione e mezzo di euro. 

Diritti legge 104 malati oncologici

Dando per scontato che, oltre ai diritti legge 104 malati oncologici, i soggetti colpiti da queste delicate patologie possono fruire anche delle prestazioni per invalidità civile, in questo paragrafo andremo ad illustrarti quali sono le agevolazioni alle quali potrai accedere se, successivamente alla tua visita presso la commissione medica Asl, ti è stato riconosciuto uno dei commi della legge 104.

I permessi

I malati oncologici a cui viene riconosciuto un handicap in situazioni di gravita, potranno accedere ai seguenti permessi:

  • 2 ore giornaliere;
  • 3 giorni continuativi o frazionati.

E’ opportuno precisare che i giorni di permessi retribuiti mensili, spettano anche al soggetto che assiste il malato, ma sempre in funzione del criterio di parentela, ovvero:

  • coniuge;
  • convivente;
  • parenti e affini entro il 2° grado.
Oltre ai permessi sopra elencati, si potrà avere diritto alle seguenti agevolazioni:
  • scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio;
  • rifiuto di essere trasferiti ad altra sede di lavoro, con eccezione per i casi di incompatibilità della permanenza del dipendente;
  • rifiuto di svolgere lavoro notturno.

Congedo straordinario

I familiari di persone affette da patologie oncologiche, possono accedere al congedo straordinario della durata massima di due anni, nel seguente ordine di grado di parentela:

  • coniuge (o convivente);
  • genitori;
  • figli;
  • fratelli o sorelle;
  • parenti o affini entro il 3° grado.

Congedo per cure e visite mediche

I malati oncologici possono ottenere annualmente un congedo retribuito massimo di 30 giorni, destinato alle cure della patologia.

In relazione al contratto collettivo al quale il malato è soggetto, questo può prevedere dei giorni di congedo retribuito al fine di poter effettuare visite specialistiche o generiche.

Legge 104 assistenza Figli minori

Il genitore lavoratore, anche adottivo o affidatario, di bambino portatore di Handicap e avente diritto alla legge 104, può usufruire come stabilito dal D.lgs. n. 119/2011 di fruire del prolungamento di astensione facoltativa entro l’8° anno di vita del figlio o dei riposi orari fino ai tre anni di età del bambino fino ad un massimo di 3 anni complessivi anche in modo frazionato, nonché dei giorni di permesso dopo i 3 anni e fino ai 18, anche qualora l’altro genitore non abbia diritto a tali benefici, come nel caso di mamme casalinghe.

Nel caso in cui, entrambi i genitori siano lavoratori dipendenti, i permessi continuano a spettare ad entrambi, in maniera alternativa.

Rapporto di lavoro in essere

L’Inps ricorda che, trattandosi di astensione facoltativa, sia pure prolungata, con diritto alla indennità pari al 30% della retribuzione per tutto il periodo, per fruire delle prestazioni della legge 104 il rapporto di lavoro deve continuare ad essere in atto, con obbligo di prestazione dell’attività lavorativa, anche durante il prolungamento.

Per i lavoratori agricoli a tempo determinato il diritto alla astensione facoltativa della legge 104 è subordinato all’iscrizione negli elenchi validi per ciascun anno di riferimento. Il prolungamento decorre dal termine del periodo corrispondente alla durata massima del congedo parentale spettante al richiedente. Con il msg. n. 22578/2007 l’Inps ha chiarito che, di conseguenza, esso è riconoscibile indipendentemente dal diritto dell’altro genitore:

  • Alla madre, trascorsi 6 mesi dalla fine del congedo di maternità;
  • Al padre, trascorsi 7 mesi dalla data di nascita del figlio;
  • Al genitore solo, trascorsi 10 mesi decorrenti;
  • In caso di madre sola, dalla fine del congedo di maternità;
  • In caso di padre solo, dalla nascita del minore o dalla fruizione dell’eventuale congedo di paternità.

Con il msg n. 4805/2015, l’inps ha chiarito che il prolungamento del congedo parentale può essere fruito, come stabilito dal D.lgs. n. 80/2015, dai genitori entro il 2° anno di vita del figlio con disabilità in situazione di gravità. Inoltre, l’ampliamento dell’arco temporale entro cui fruire del prolungamento del congedo parentale trova applicazione anche per i casi di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento.

Riposi orari fino a tre anni di età

I riposi alternativi al prolungamento della facoltativa della legge 104 sono 2 ore al giorno, in caso di orario di lavoro pari o superiore a 6 ore, di 1 ora in caso contrario.

Nessun riposo può essere invece concesso per le giornate non lavorate, compresa la sesta giornata in caso di settimana corta.

I riposi, ed anche i permessi, possono essere cumulati con il congedo parentale ordinario e con il congedo per la malattia del figlio. E’ possibile godere, contemporaneamente, da parte di un genitore dell’astensione facoltativa e da parte dell’altro genitore dei permessi della legge 104, mentre non è possibile da parte dello stesso genitore, nella stessa giornata, fruire contemporaneamente dell’astensione facoltativa e dei permessi.

Riguardo ai permessi di due ore al giorno previsti dalla legge 104, fruibili in alternativa al prolungamento dell’astensione facoltativa, l’Inps precisa che essi vanno equiparati a quelli per allattamento e per i medesimi spetta un’indennità economica pari alla retribuzione perduta, che è a carico dell’inps ma viene anticipata dal datore di lavoro.

Tre giorni alternativi: ai sensi dell’art. 24, L. n. 183/2010 i genitori di un minore di tre anni in situazione di disabilità grave possono fruire di tre giorni di permesso mensili in alternativa al prolungamento del congedo parentale o delle due ore di permesso al giorno. I giorni non fruiti in un mese non possono essere cumulati nei mesi successivi. Non si perdono ferie e tredicesima: Durante la fruizione dei permessi della legge 104 si maturano sia le ferie che la tredicesima mensilità, unica esclusione per i genitori di minori con un handicap che optano per il prolungamento del congedo parentale, in tal caso le ferie e la tredicesima sono soggette a decurtazione.

Permessi per esami o terapie

Con la nota n. 13/2009 il ministero del lavoro ha affermato che i permessi possono essere concessi a chi assiste un disabile in situazione di gravità già ricoverato, nell’ipotesi in cui la struttura sanitaria ospitante non garantisca l’assistenza per visite specialistiche o terapie eseguite al di fuori della struttura e affidi il disabile alla responsabilità dei parenti per il periodo di tempo in cui lo stesso si trova all’esterno della casa di cura.

Vi è anche compatibilità con i permessi orari della legge 104 per un figlio handicappato di età inferiore a 3 anni e permessi orari, ad esempio per allattamento, per altro figlio. E’ quindi possibile la fruizione di entrambi i benefici da parte di un genitore, dal momento che si tratta di due soggetti diversi, entrambi bisognosi di cure, per i quali è legislativamente prevista la possibilità di fruire di due diversi tipi di permessi.

In caso di più figli con Handicap

In tema di permessi della legge 104 retribuiti per i lavoratori, la lavoratrice madre o il lavoratore padre di una pluralità di minori portatori di handicap in situazione di gravità hanno diritto, in alternativa al prolungamento fino a 3 anni del congedo parentale, ad usufruire di due ore di permesso giornaliero retribuito per ciascun bambino sino al compimento del terzo anno di età, dovendosi ritenere prevalente rispetto alle esigenze connesse alla prestazione lavorativa l’interesse del bambino e la tutela, prioritaria, del suo sviluppo e della sua salute quali diritti fondamentali dell’individuo costituzionalmente garantiti.

Legge 104 Figli Maggiorenni

L’art. 42, c. 6, D.lgs. n. 151/2001 ha definitivamente sancito che i riposi, i permessi ed i congedi spettano al genitore lavoratore anche quando l’altro genitore non ne abbia diritto e ciò prescinde dalla minore o maggiore età del figlio portatore di handicap grave.

Ai sensi della L. n. 54/2006, per beneficiare dei giorni di permesso mensile non è più richiesta, per i figli anche maggiorenni, la condizione della convivenza o dell’assistenza continuativa ed esclusiva.

Parenti e affini

Ai sensi dell’art. 24, L. n. 183/2010 il diritto ai 3 giorni mensili di permesso previsti dalla legge 104, spettano anche al lavoratore dipendente (pubblico o privato) che assiste persone con handicap in situazione di gravità, che sia coniuge, parente, o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancati (per celibato, stato di figlio naturale non riconosciuto, divorzio, separazione legale o abbandono).

In base all’art. 6, D.lgs n. 119/2011, la possibilità per il dipendente che assiste il coniuge ovvero un parente o affine di primo grado di cumulare i benefici previsti dalla legge 104 per prestare assistenza anche nei confronti di un parente o affine entro il secondo grado, è riconosciuta esclusivamente qualora i genitori o il coniuge del familiare disabile di secondo grado abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancati.

Referente Unico

La nota min. n. 32/2011 ha ribadito che il diritto alla fruizione dei permessi della legge 104 non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità.

Per tale ragione, anche quando il disabile assuma il domicilio solo per un prefissato periodo di tempo presso la residenza di diversi parenti entro il secondo grado, sarà sempre necessario che ciascun avente diritto presenti, di volta in volta, l’istanza per ottenere il riconoscimento dei permessi della legge 104 al fine di prestare legittimamente la dovuta assistenza, senza che sia possibile fissare preventivamente che, rispetto a un certo arco temporale, siano più d’uno i soggetti che usufruiranno dei permessi.

Legge 104 lavoratori pubblici

Le pubbliche amministrazioni devono comunicare al dipartimento della funzione pubblica entro il 31 marzo di ogni anno:

  • I nominativi dei lavoratori beneficiari dei permessi per handicap e dei familiari destinatari dell’assistenza;
  • Il tipo di rapporto familiare tra lavoratore richiedente e soggetti con handicap;
  • Il numero di giorni o di ore complessivamente fruiti nel corso dell’anno precedente.

Tali informazioni confluiranno in apposita banca dati la cui tenuta è autorizzata per legge ai sensi della disciplina di tutela della privacy.

Avvicinamento residenza

Oltre ai permessi stabiliti dalla legge 104 è possibile far valere ulteriori tutele, ovvero:

  • legge 104 residenza diversa: il diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere, secondo quanto riportato dall’art. 24, L. n. 183/2010, 
  • Divieto di trasferimento in altra sede, senza consenso.

Se sei interessato alla richiesta, alla fine dell’articolo potrai trovare un link che ti rimanderà al download per scaricare il modello domanda di trasferimento per l. 104.

A queste richieste, il datore di lavoro (come da circ. min. Lavoro n. 28/1993) può frapporre un rifiuto solo per motivate esigenze di organizzazione aziendale.

Nel caso invece di diritto al non trasferimento, la circolare fissa criteri rigidi e incondizionati di inamovibilità del soggetto assistente, anche in presenza di esigenze organizzative e produttive pressanti.

Il riconoscimento in favore del genitore o familiare lavoratore del soggetto portatore di handicap del diritto a scegliere la sede lavorativa più vicina, come previsto dalla legge 104, e di non essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso – ha precisato la cassazione nella sentenza n. 22323/2010 -, oltre agli altri requisiti esplicitamente previsti dalla legge 104, sia l’attualità dell’assistenza sia la compatibilità con l’interesse comune.

L’assistenza prestata in modo esclusivo e continuativo ad un congiunto con handicap grave è per il lavoratore presupposto idoneo per ottenere il trasferimento della sede di lavoro, anche a prescindere dal requisito della convivenza. Il consiglio di stato, con la sentenza n. 2683/2003, ha confermato che la L. n. 53/2000 ha eliminato il requisito della convivenza.

Avvicinamento e non trasferibilità

Il diritto di scelta della sede di lavoro del disabile in situazione di gravità può essere esercitato, al ricorrere delle condizioni di legge, oltre che in sede di assunzione, anche successivamente e, in quest’ultimo caso, sia quando la situazione di handicap grave intervenga in corso di rapporto, sia quando esso preesista, ma l’interessato, per ragioni apprezzabili (come il matrimonio con persona di diversa residenza), intenda mutare la propria residenza, Cass. nn. 3896/2009 e 16298/2015.

Gradi di Parentela

E’ noto che i gradi di parentela si computano conteggiando, per quelli in linea retta, le generazioni, dal capostipite (escluso) al parente considerato; così ad esempio la parentela nonno/nipote è di 2° grado, quella madre/figlio è di 1° grado, e così via.

In linea collaterale, invece, si deve risalire dalla persona, generazione per generazione, al capostipite comune e poi così ridiscendere alla persona interessata, sempre escludendo dal conteggio il capostipite; ad esempio il grado di parentela tra fratelli è di 2° grado, quello zio/nipote è di 3° grado, quello tra cugini è di 4° grado (questi ultimi sono perciò esclusi dai benefici della legge 104).

Figli Legittimi

In base alla L. n. 219/2012, il figlio nato fuori dal matrimonio può essere riconosciuto dalla madre e dal padre, anche se già uniti in matrimonio con un’altra persona all’epoca del concepimento. Il riconoscimento può avvenire sia congiuntamente che separatamente. Il riconoscimento non si limita, inoltre, a produrre effetti per il genitore che l’ha effettuato, ma estende la propria efficacia anche sui parenti del genitore.

Affinità

L’affinità è un rapporto che unisce un coniuge con i parenti dell’altro coniuge. Il grado di affinità è il medesimo che ha il coniuge con il proprio parente: così ad esempio il grado di affinità suocero/nuora, oppure figlio/matrigna è di 1° grado; quello tra cognati è di 2° grado, e così via. Si sottolinea che gli affini di un coniuge non sono affini tra loro: così ad esempio la moglie del cognato di una persona non è affine con quest’ultima.

Parcheggio Disabili

In base al Dpr n. 151/2012 è in vigore anche in Italia il contrassegno Europeo per il parcheggio disabili. Per un periodo transitorio di tre anni i permessi già rilasciati resteranno validi ma in sede di rinnovo dovrà essere rilasciato il nuovo modello.

Sul modello di colore azzurro chiaro (con il simbolo bianco della sedia a rotelle su fondo azzurro scuro), saranno trascritti e apposti la data di scadenza, il numero di serie e il nome e il timbro dell’autorità nazionale che rilascia il contrassegno e nella parte retrostante, non visibile, il nominativo e la fotografia del soggetto autorizzato.

Il nuovo contrassegno di parcheggio disabili viene rilasciato a chi abbia capacità di deambulazione sensibilmente ridotta o impedita. Dovrà essere esposto in originale nella parte anteriore del veicolo in modo che sia chiaramente visibile per i controlli.

Per quanto concerne l’assegnazione a titolo gratuito di uno spazio di sosta nei casi di particolare invalidità, nelle zone ad alta densità di traffico, non occorre più che il titolare del contrassegno sia abilitato alla guida e disponga di un autoveicolo, ma è necessario che l’interessato dimostri di non avere la disponibilità di uno spazio di sosta privato accessibile e fruibile.

Dove può essere utilizzato?

Il contrassegno per il parcheggio disabili permette, oltre alla libera circolazione nelle corsie dei mezzi pubblici, l’accesso alle zone di traffico limitato, mentre – come ha precisato la cassazione nella sentenza n. 19149/2006 – anche agli invalidi è vietato transitare nelle aree pedonali.

Il contrassegno per il parcheggio disabili, ha validità su tutto il territorio nazionale ed è valido per 5 anni. Per ottenere il rinnovo è sufficiente la presentazione di un certificato del medico curante, attestante il persistere delle condizioni che hanno dato luogo all’autorizzazione.

Come richiedere il parcheggio disabili gratuitamente?

In caso di possesso dei requisiti ricevere il contrassegno per il parcheggio disabili è molto semplice.

Il primo passo per ricevere il contrassegno è quello di essere muniti della certificazione attestante il grado di invalidità, rilasciata dall’Asl di competenza territoriale, quindi possedere un invalidità con una capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta, o cecità totale.

Una volta in possesso di tale documentazione va redatta apposita domanda da presentare al sindaco del comune di residenza, alla quale verrà allegata la certificazione medica.

Il rilascio del contrassegno è totalmente gratuito, solo in caso di infortuni o altre cause invalidanti che richiedono il temporaneo utilizzo del contrassegno per il parcheggio disabili, sono previsti determinati versamenti.

Una volta scaduto, il contrassegno per il parcheggio disabili può essere rinnovato nelle seguenti modalità:

  • Per la scadenza quinquennale occorre presentare, entro tre mesi successivi la scadenza, al comune di residenza apposita documentazione medica, rilasciata dal medico curante, che attesti il permanente stato di invalidità;
  • Per quanto concerne il contrassegno per gli invalidi temporanei, occorre presentare nuova documentazione medica rilasciata dall’Asl di competenza territoriale, che attesta nuovamente la presenza dei requisiti previsti per il rilascio del contrassegno per il parcheggio disabili.

Invalido non in grado di guidare

Nel caso in cui un invalido non sia in grado di condurre in modo autonomo l’autovettura ha comunque il diritto al posto auto riservato, e ciò anche nel caso in cui il proprietario del veicolo sia diverso dall’invalido stesso. Lo spazio di sosta viene individuato da apposita segnaletica, indicante la targa del veicolo autorizzato ad usufruirne.

Il disabile che parcheggia in spazi delimitati da strisce blu perché non ha trovato posto negli spazi ricettivi deve pagare il ticket come gli altri, Cass. Sent. n. 21271/2009.

I veicoli delle persone invalide che creano intralcio e pericolo alla circolazione generale possono essere spostati e posizionati in condizione di sicurezza, ma non rimossi dalla polizia stradale. Lo ha chiarito il Ministero dei trasporti con il parere n. 2656/2011.

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