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Rinnovo esonero agricoltori under 40

esonero contributi agricoli
16 Gennaio 2023
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Tempo di lettura 3 minuti

L’art.1, co. 234 della legge n. 197/2022 (Finanziaria 2023) ha confermato anche per il 2023 l’esonero contributivo totale per i giovani lavoratori agricoli autonomi. La norma proroga il termine che era stato fissato al 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023 della Legge di Bilancio del 2020 andando a mantenere, in questo modo, la misura a favore dei giovani lavoratori agricoli under 40 che intendono avviare una nuova attività imprenditoriale di tipo agricolo nel 2023.

L’obiettivo di questa norma è quello di promuovere forme di imprenditoria nel settore agricolo.

All’interno di questo articolo andremo ad approfondire:

  • Chi è l’imprenditore agricolo
  • Cosa s’intende per previdenza agricola
  • Il rinnovo dell’esonero per gli imprenditori agricoli under 40

Chi è l’imprenditore agricolo

Si definisce imprenditore agricolo il soggetto che esercita un’attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali ed attività a queste connesse.

Questo tipo di figura imprenditoriale è direttamente disciplinata dal codice civile nella nuova formulazione dell’art 2135, modificato dal D.lgs. 18 maggio 2001 n. 228. Con la modifica è stata introdotta una nuova figura imprenditoriale operante in agricoltura lo “IAP”, che sostituisce integralmente la figura dello “IATP”. Sulla base di questa revisione sono considerate agricole anche le prestazioni di servizi fornite mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda che di solito sono impiegate nell’attività agricola esercitata, comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale.

Dati questi presupposti, secondo il nuovo articolo 2135 c.c. l’imprenditore agricolo è colui che esercita una delle seguenti attività:

  • coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse
  • coltivazione del fondo, selvicoltura ed allevamento di animali ovvero attività che riguardano la cura e lo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.

Inoltre, sono connesse le attività poste in essere dallo stesso imprenditore agricolo e che sono dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti che sono stati ricavati prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, oltre alle attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.

Lo IAP rappresenta quindi, una figura moderna di imprenditore del settore agricolo, un soggetto che riveste un ruolo organizzativo e dirigenziale e non meramente esecutivo e manuale.

Cosa s’intende per previdenza agricola

La previdenza agricola è la forma di previdenza pensata per coltivatori diretti e gli Imprenditori agricoli professionali. Il soggetto che avvia un’attività agricola (sia essa prevalente e/o unica attività lavorativa), ha l’obbligo di iscriversi e versare all’INPS i contributi previdenziali nella apposita gestione dei “lavoratori autonomi agricoli”.

Il rinnovo dell’esonero per gli imprenditori agricoli under 40

La legge di bilancio per il 2023 ha previsto che gli under 40 (coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali) che si iscrivono tra il 1° gennaio 2023 ed il 31 dicembre 2023 per la prima volta alla previdenza agricola sono esonerati dal versamento dei contributi previdenziali per due anni. Questa misura era stata introdotta dall’articolo 1, co. 344 e 345 della legge n. 232/2016 con riferimento ai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, di età inferiore a 40 anni, che avessero effettuato una nuova iscrizione nella previdenza agricola nel 2017 o nel 2016 ed è stata prorogata nel  2018 per poi essere riproposta nel 2020, nel 2021 e nel 2022 con le ultime tre leggi di bilancio (legge n. 160/2019, legge n. 178/2020, legge n. 234/2021).

L’agevolazione ha come obiettivo quello di incentivare nuove forme di imprenditoria nel settore agricolo, prevedendo un periodo di esonero dal versamento del 100% dell’accredito contributivo presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, per la vecchiaia ed i superstiti.

Con la nuova finanziaria si riconosce che sono beneficiari di questo esonero contributivo i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali under 40 (alla data di avvio della nuova attività imprenditoriale) che avviano per la prima volta una nuova attività imprenditoriale agricola nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2023.

Di controverso non possono beneficiare dell’esonero le iscrizioni alla previdenza agricola relative a coltivatori diretti e a imprenditori agricoli professionali che negli anni precedenti siano risultati già iscritti nella previdenza agricola o che abbiano un’età superiore a 40 anni.

La caratteristica principale di questo esonero è il fatto che viene riconosciuto un importo pari al 100% della contribuzione IVS solo per i primi due anni di iscrizione alla gestione previdenziale dei coltivatori diretti.

Sono esclusi dall’agevolazione i seguenti contributi:

  • il contributo di maternità, dovuto ai sensi degli articoli 66 e seguenti del D. Lgs. 26 marzo 2001n. 151, per ciascuna unità attiva iscritta nella Gestione speciale dei coltivatori diretti CD e per gli imprenditori agricoli professionali IAP;
  • il contributo INAIL, dovuto dai soli coltivatori diretti CD.

Una delle caratteristiche fondamentale dell’agevolazione è il fatto che non comporta la riduzione dell’aliquota di computo della prestazione pensionistica questo significa che non si ha nessun danneggiamento della misura della pensione.

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