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Coefficiente di trasformazione pensioni 2023

29 Dicembre 2022
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Tempo di lettura 3 minuti

I coefficienti di trasformazione pensione sono valori che concorrono al calcolo della pensione con metodo contributivo. Questi servono per trasformare montante contributivo che viene versato dal lavoratore durante la sua vita lavorativa in pensione annua.

Andando a guardare il nuovo anno emerge che si modificano i valori per il calcolo delle pensioni tale per cui chi uscirà dal mondo del lavoro nel 2023 o nel 2024 riceverà un trattamento di importo maggiore, grazie alle novità che arrivano dalla revisione biennale dei coefficienti di trasformazione, valide dal 1° gennaio 2023.

È stato, infatti, attuato l’aggiornamento biennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo. Questa modifica è avvenuta dopo 5 anni di stallo e ha visto la crescita delle rendite pensionistiche per il 2023 e il 2024 per via della quota contributiva che salirà tra il 2 e il 3% circa.

All’interno di questo articolo andremo ad approfondire:

  • Che cosa sono i coefficienti di trasformazione pensione
  • Come sono variati i coefficienti di trasformazione pensione per il 2023-2024
  • Quali sono i coefficienti di trasformazione pensione per il 2023-2024

Di cosa si tratta

Il coefficiente di trasformazione del montante contributivo è il valore per cui si moltiplica il montante contributivo, nonché la somma dei contributi versati negli anni di attività del lavoratore, che variano a seconda dell’età anagrafica e della speranza di vita, come da indicazioni annuali ISTAT. Questo significa che per calcolare il valore finale della pensione, si moltiplica il montante contributivo individuale per il coefficiente di trasformazione.

Emerge come i coefficienti di trasformazione non siano uguali per tutti in quanto variano in base all’età anagrafica del lavoratore nel momento in cui consegue la prestazione previdenziale, a partire dall’età di 57 anni fino ai 70 anni. Questo significa che al crescere dell’età del lavoratore, più elevati risulteranno anche i coefficienti di trasformazione. Inoltre, per i trattamenti di pensione liquidati a soggetti di età inferiore a 57 anni (assegno di invalidità, pensione ai superstiti) deve essere applicato il coefficiente di trasformazione previsto per i soggetti che abbiano compiuto i 57 anni.

Coefficienti di trasformazione per il 2023-2024

Per mezzo del Decreto Direttoriale del 1° dicembre 2022 è stata attuata la revisione biennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo. Questo significa che chi uscirà da mondo del lavoro nel 2023 o nel 2024 avrà un aumento della quota contributiva della pensione. Tale aumento è compreso tra il 2 ed il 3% circa, al netto degli altri fattori. Questo significa che l’importo della pensione sarà più alto di quello di coloro che sono usciti dal mondo del lavoro negli anni precedenti.

Chi andrà in pensione nei prossimi due anni, 2023-2024, considerando i nuovi coefficienti di trasformazione, prenderà di più rispetto a chi è uscito dal mondo del lavoro negli anni scorsi.

Le motivazioni che si pongono alla base di questo innalzamento dei coefficienti di trasformazioni sono connesse alle aspettative di vita previsti dall’ISTAT che tengono conto dell’aumento della mortalità, connessa alla crisi epidemiologica e all’attuale situazione geo politica.

I nuovi coefficienti di trasformazione pensione per il 2023-2024

I nuovi valori del coefficiente di trasformazione (revisione della Tabella A dell’allegato 2 della Legge n. 247 del 2007 e della Tabella A della Legge n. 335 del 1995 per mezzo del Decreto Direttoriale del 1° dicembre 2022) per gli anni 2023 2024 sono:

  • 57 anni, il coefficiente di trasformazione è 4,270% (variazione 2,01%);
  • 58 anni, il coefficiente di trasformazione è 4,378% (variazione 2,08%);
  • 59 anni, il coefficiente di trasformazione è 4,493% (variazione 2,14%);
  • 60 anni, il coefficiente di trasformazione è 4,615% (variazione 2,21%);
  • 61 anni, il coefficiente di trasformazione è 4,744% (variazione 2,26%);
  • 62 anni, il coefficiente di trasformazione è 4,882% (variazione 2,35%);
  • 63 anni, il coefficiente di trasformazione è 5,028% (variazione 2,40%);
  • 64 anni, il coefficiente di trasformazione è 5,184% (variazione 2,45%);
  • 65 anni, il coefficiente di trasformazione è 5,352% (variazione 2,53%);
  • 66 anni, il coefficiente di trasformazione è 5,531% (variazione 2,60%);
  • 67 anni, il coefficiente di trasformazione è 5,723% (variazione 2,65%);
  • 68 anni, il coefficiente di trasformazione è 5,931% (variazione 2,75%);
  • 69 anni, il coefficiente di trasformazione è 6,154% (variazione 2,82%);
  • 70 anni, il coefficiente di trasformazione è 6,395% (variazione 2,90%);
  • 71 anni, il coefficiente di trasformazione è 6,655% (variazione 2,92%).

In merito all’applicazione dei nuovi coefficienti di trasformazione risulta importante ricordare che spetteranno solo a coloro che rispettano degli specifici requisiti ovvero:

  • Essere usciti dal mondo del lavoro dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2024;
  • Essere iscritti alle gestioni INPS che hanno almeno parte della rendita pensionistica da calcolare con il sistema contributivo, ossia il meccanismo che determina la pensione in base ai contributi versati e non alle ultime retribuzioni percepite (sistema retributivo). Questo significa che sono esclusi gli iscritti alle casse professionali.

Non ricadono nei soggetti beneficiari coloro che:

  • non sono in possesso di contribuzione o che hanno meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
  • chi ha almeno 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995 ed ha anzianità contributive dopo il 31 dicembre 2011.

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