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Quali sono i lavori usuranti?

Elenco lavori usuranti
3 Ottobre 2022
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Tempo di lettura 4 minuti

Svolgi un lavoro pesante che viene considerato gravoso?

I lavori usuranti sono quei lavori, direttamente riconosciuti dalla normativa italiana, che si contraddistinguono per essere considerati come pesanti o gravosi.

L’elenco dei lavori usuranti è in continuo aggiornamento così come la normativa a questi collegati in quanto risente, in modo diretto, dell’evoluzione e dei cambiamenti che contraddistinguono il mondo del lavoro.

All’interno di questo articolo andremo ad approfondire:

  • Che cosa e quali sono i lavori usuranti
  • Cosa implica lo svolgimento di un lavoro usurante
  • Quali sono le novità in relazioni ai lavori usuranti

Tabella Lavori Usuranti

I lavori usuranti sono direttamente disciplinati dal D.Lgs 374/1993 che li definisce come quei lavori per i quali ”è stato richiesto un impegno psicofisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee”.

A tal fine è stata delineata una tabella che riporta, al suo interno, un elenco dei lavori usuranti riconosciuti.

La definizione della tabella lavori usuranti è di estrema importanza in quanto permette di comprendere le motivazioni per cui chi svolge un lavoro usurante abbia un trattamento pensionistico differente a chi, invece, ricopre tali ruoli.

Secondo quanto riportato nella tabella di cui sopra sono lavori usuranti riconosciuti: 

  • Lavoro notturno continuativo
  • Lavori alle linee di montaggio con ritmi vincolati
  • Lavori in galleria, cava o miniera
  • Lavori espletati direttamente dal lavoratore in spazi ristretti all’interno di condotti, cunicoli di servizio, pozzi, fognature, serbatoi e caldaie
  • Lavori in altezza: su scale aeree, con funi a tecchia o parete, su ponti a sbalzo, su ponti a castello installati su natanti o su ponti mobili a sospensione (a questi lavori sono assimilati quelli svolti dal gruista, dall’addetto alla costruzione di camini e dal copritetto)
  • Lavori in cassoni ad aria compressa
  • Lavori svolti dai palombari
  • Lavori in celle frigorifere o all’interno di ambienti con temperatura uguale o inferiore a 5 gradi centigradi
  • Lavori ad alte temperature: addetti ai forni e fonditori nell’industria metallurgica e soffiatori nella lavorazione del vetro cavo
  • Autisti di mezzi rotabili di superficie
  • Marittimi imbarcati a bordo
  • Personale addetto ai reparti di pronto soccorso, rianimazione e chirurgia d’urgenza
  • Trattoristi
  • Addetti a serre e fungaie
  • Lavori di asportazione dell’amianto da impianti industriali, carrozze ferroviarie ed edifici industriali e civili

Andando ad approfondire l’elenco di cui sopra è possibile intuire che i lavori usuranti afferiscono a diverse categorie e settori, anche molto distanti tra di loro.

I lavori usuranti sono, quindi, quel tipo di lavori che si caratterizzano per un profilo più rischioso e impegnativo a livello mentale e psicofisico.

Che cosa implica svolgere un lavoro usurante

Lo svolgimento di un lavoro usurante comporta un incarico molto importante dal punto di vista psicologico o fisico. Questi connotati determinano una condizione di invecchiamento anticipato.

Sulla base di queste caratteristiche è possibile affermare che un lavoro usurante si connoti come una professione che determina il peggioramento della qualità della vita della persona in quanto la pone sotto pressione fisica o psicologica. Questo determina una condizione in cui chi svolge un lavoro usurante è portato a percepire l’orario di lavoro e gli anni di carriera in modo diverso a coloro che, di controverso, sono impegnati nello svolgimento di un normale lavoro d’ufficio o a un lavoro considerato più semplice fisicamente ed emotivamente.

A livello legislativo è chiarito che coloro che svolgono lavori usuranti si trovano in una situazione di lavoro sfavorevole in quanto comporta loro pressione psicologica o in condizioni di alto stress fisico.

La normativa

I lavori usuranti sono disciplinati dal Decreto Legislativo 374/1993 che si pone come primo decreto atto a normare il lavoro usurante. Nel corso del tempo il Decreto Legislativo 374/1993 ha subito degli aggiornamenti connessi anche all’evoluzione della società, e ai nuovi rischi nati negli anni e dal contenimento dei costi della finanza pubblica.

Dati questi presupposti anche l’elenco dei lavori usuranti ha conosciuto una concreta estensione.

Con la legge 232/2016, e successivamente la legge 205/2017, sono state inserite 4 nuove categorie di lavoratori. Inoltre, col decreto 5 febbraio 2018, il Ministero del lavoro ha dato ancora nuove specifiche e sono state aggiunte le categorie.

A tal fine i lavori considerati usuranti con l’ultimo decreto ministeriale del 2018 vengono classificati come segue:

  • Infermieri e ostetriche
  • Maestre e maestri di asili nido e scuole dell’infanzia
  • Macchinisti ferroviari
  • Muratori
  • Camionisti
  • Conduttori di gru, autogru su autocarro, cestelli con piattaforma aerea, carrelli industriali, altri macchinari per la perforazione di costruzioni o, in generale, per movimentazioni delicate di materiali pesanti o per la costruzione di edifici e simili
  • Facchini
  • Addetti alle pulizie
  • Badanti
  • Addetti alla raccolta di rifiuti
  • Conciatori di pelli
  • Operai agricoli, lavoratori che svolgono particolari attività nel settore dell’agricoltura e dell’allevamento (dal lavoro manuale all’utilizzo di macchine complesse in condizioni usuranti) e braccianti agricoli
  • Marittimi
  • Addetti alla pesca
  • Addetti a lavori siderurgici e lavoratori del vetro, sottoposti a condizioni lavorative di particolare delicatezza, complessità e difficoltà

Lavori usuranti e pensione

Nei confronti delle persone che sono impegnate nello svolgimento dei lavori usuranti, l’INPS riconosce una serie di benefici previdenziali e assicura a questi soggetti la possibilità di presentare domanda per una pensione anticipata. Nello specifico possono fare domanda per questa agevolazione:

  • i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente faticose e usuranti con contratto pubblico o privato,
  • i lavoratori che svolgano un lavoro notturno a turni per un numero di giorni lavorativi pari o superiore a 78 all’anno o per lavoratori notturni che svolgono l’attività per l’intero anno lavorativo.

Si ricorda che la legge 160 del 2019 all’art. 1 comma 474 ha istituito una Commissione Tecnica che giudica ”la gravosità delle occupazioni, anche in relazione all’età anagrafica e  alle condizioni soggettive dei lavoratori e delle lavoratrici, anche derivanti  dall’esposizione ambientale o diretta ad agenti patogeni”.

Inoltre la legge di Bilancio del 2017 e s.m.i. (legge 232/2016, legge 205/2017 e DM 5 febbraio 2018) ha introdotto l’APE Sociale nonché l’’indennità mensile temporanea che corrisposta al lavoratore che ha compiuto 63 anni. Questa si connota come una forma di accompagnamento verso il pensionamento con una somma che può essere fino a un massimo di 1500 euro lordi.

I requisiti per ricevere l’APE Sociale sono:

  • Avere un contratto di lavoratore dipendente
  • Avere 63 anni di età
  • Aver maturato 36 anni di contributi
  • Aver svolto una mansione gravosa, compresa tra quelle del DM 5 febbraio 2018, per almeno 6 anni negli ultimi 7, oppure per 7 anni negli ultimi 10

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