Bonus Maroni 2023

Numerose sono le novità e le proposte che troviamo oggi sul tavolo nel momento in cui si parla di pensioni.
Numerose sono i temi in agenda del Governo legati alla previdenza e alle novità in fatto di pensioni, che emergono in attesa di una riforma pensioni veramente strutturale e in grado di dare un nuovo volto al sistema previdenziale del nostro paese.
Se da una parte troviamo misure e istituti di anticipo pensionistico, che vogliono agevolare l’uscita dal lavoro da parte dei lavoratori, dall’altra si evidenzia la questione legata all’equilibrio dei conti pubblici e dunque alla situazione delle casse dell’Inps.
A tal fine emerge il Bonus Maroni che si connota come un incentivo per restare a lavoro. Tale bonus si connota, infatti, come un mezzo atto a spingere i lavoratori a restare a lavoro, nonostante il perfezionamento dei requisiti per il pensionamento
All’interno di questo articolo andremo ad approfondire:
- che cos’è il Bonus Maroni,
- chi sono i soggetti beneficiari,
- quali sono i requisiti che devono essere rispettati
- quali sono i costi del Bonus Maroni.
Di cosa si tratta
Il bonus Maroni 2023 si connota come una sorta di premio che viene erogato a favore di chi sceglie di rimandare il pensionamento anticipato, nonostante si trovi nella condizione in cui abbia conseguito i requisiti di accesso a Quota 103 (regime che a partire dal 2023 andrà a sostituire la Quota 102 come meccanismo di pensionamento agevolato).
Ad oggi sembra che la Quota 103 si connoti, per il Governo, come un ulteriore meccanismo provvisorio, in attesa che si giunga ad un testo condiviso in merito alla riforma pensioni strutturale, organica del sistema pensionistico.
Il Bonus Maroni è contenuto del testo della bozza della legge di Bilancio 2023 che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre di quest’anno.
Questo Bonus si caratterizza per il fatto che ripropone uno strumento già previsto nel 2004 e restato in vigore fino al 2007 che era stato voluto dall’allora Ministro del welfare Roberto Maroni ed era mirato a contenere le spese previdenziali.
Soggetti beneficiari
Il bonus Maroni 2023 è una misura pensata per i lavoratori dipendenti che, pur avendo maturato entro il 31 dicembre 2023 i requisiti per la pensione anticipata Quota 103, scelgono di ritardare la loro uscita dal mondo del lavoro e di aspettare di poter andare in pensione con il trattamento di vecchiaia ordinario (67 anni e almeno 20 anni di contributi).

Come funziona
Per capire come funziona il Bonus Maroni è necessario partire dalle basi.
Come abbiamo visto questo bonus si connota come un vero e proprio incentivo, per i lavoratori, a rimanere nel mondo del lavoro nonostante abbiano raggiunto i requisiti pensionistici.
Per far questo viene erogato un beneficio a favore di coloro che scelgono di rimanere nel mondo del lavoro. Tale beneficio si connota come un incentivo che comporta un aumento di stipendio netto, a favore di coloro che spostano in avanti l’uscita dal mondo del lavoro e quindi l’effettivo pensionamento.
Questo significa che il bonus Maroni non è nient’altro che un esonero o sgravio contributivo che, per il prossimo anno, dovrebbe ammontare alla percentuale del 33% (e non più al 10% come previsto in precedenza). Dal punto di vista pratico, chi decide di ritardare l’accesso alla pensione ha la possibilità di percepire uno stipendio più sostanzioso in quanto vengono ridotti i contributi del 33%
Le principali caratteristiche del bonus Maroni 2023 sono le seguenti:
- consiste in uno sgravio contributivo assegnato ai lavoratori dipendenti che pur avendo conseguito i requisiti previdenziali per Quota 103 scelgono di restare al lavoro;
- prevede un esonero pari al 33% del totale dei contributi previdenziali da versare;
- comporta che il corrispondente importo dovuto come contribuzione gravante sul dipendente non sarà assegnato all’Inps, ma piuttosto entrerà nello stipendio netto del lavoratore.
Dati questi presupposti risulta evidente il meccanismo del bonus Maroni nel 2023 ovvero il fatto che il trattenere il dipendente al lavoro, implica una retribuzione più alta. Un aspetto che non può essere trascurato di questo bonus è il fatto che alla data nella quale il dipendente andrà effettivamente in pensione, l’assegno previdenziale versato avrà un importo uguale a quello che varrebbe alla data della prima scadenza utile per il pensionamento. Ciò significa che si baserà sull’anzianità contributiva conseguita fino a quel momento.
I costi del bonus Maroni
Come abbiamo visto sopra il Bonus Maroni è pensato per i lavoratori subordinati i quali, pur avendo conseguito entro il 31 dicembre del prossimo anno i requisiti d’accesso alla pensione anticipata scelgono di restare al lavoro. Dal punto di vista pratico significa che questi soggetti scelgono volontariamente di ritirarsi al momento del raggiungimento della pensione con i requisiti della pensione di vecchiaia ordinaria (67 anni di età anagrafica e agli almeno 20 anni di contributi regolarmente versati).
Questo nuovo strumento di flessibilità in uscita nel mondo delle pensioni potrà essere utilizzato nel prossimo anno da circa 6500 persone.
Il bonus Maroni prevede che le minori entrate contributive per la previdenza, equivalenti in buona sostanza al costo dell’incentivo, saranno pari a circa 10,4 milioni di euro per il prossimo anno e a 21,8 milioni di euro per il 2024.
Vantaggi e Svantaggi
Andando a guardare questa misura diventa interessante approfondirne vantaggi e svantaggi.
Come abbiamo detto il lavoratore che sceglie di avvalersi del bonus Maroni riceverà subito uno stipendio più alto, ma è altrettanto vero che lo stesso lavoratore si vedrà riconosciuta una pensione meno “ricca”, seppur di poco. Dal punto di vista pratico il lavoratore in possesso dei requisiti per la pensione anticipata che intende continuare l’attività potrà beneficiare della decontribuzione del bonus in busta paga, ma accettare l’importo della pensione maturato fino a quel momento.
Per quanto concerne il datore di lavoro non si ravvisano dei cambiamenti in quanto questo continuerà a corrispondere la stessa retribuzione all’INPS, contributi previdenziali compresi.
La vera differenza per l’azienda (datore di lavoro) è rappresentata dal fatto che col bonus Maroni 2023, tali versamenti non finiranno nelle casse previdenziali, ma andranno ad aumentare la busta paga del lavoratore.
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