Pensione di vecchiaia

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A partire dal 1° gennaio 2012 i requisiti minimi di età richiesti per l’accesso alla pensione di vecchiaia sono stati ricalcolati per rendere uniforme l’età di accesso alla pensione tra uomini e donne, lavoratori del settore pubblico e privato, dipendenti, autonomi e parasubordinati. 

La norma ha previsto, a partire dal 1° gennaio 2013, l’adeguamento agli incrementi alla speranza di vita dell’età anagrafica pari a 3 mesi, che sono aumentati di ulteriori 4 mesi nel 2016, e che hanno visto l’ultimo incremento nel 2019 di ulteriori 5 mesi. Dal 1° gennaio 2021 gli incrementi alla speranza di vita hanno subito un congelamento, per tanto il requisito anagrafico di accesso alla pensione di vecchiaia nel 2022 è di 67 anni.

La pensione di vecchiaia, nell’ultimo decennio, ha subito numerose modifiche legislative, modifiche che hanno avuto come unico obiettivo quello di risparmiare sulla spesa previdenziale, la quale incide notevolmente sul bilancio delle casse statali.

Le principali riforme previdenziali che hanno inciso sui requisiti di accesso della pensione di vecchiaia sono:

  • quota 100, ovvero il pensionamento anticipato per gli iscritti alla gestione INPS che consente l’accesso alla quiescenza con 62 anni di età e 38 anni di contribuzione. Tale decreto non è stato rinnovato per il 2022
  • la legge Fornero, la quale ha decretato il passaggio definitivo al sistema di calcolo delle prestazioni previdenziali interamente con il sistema contributivo, modificando il meccanismo che regola la speranza di vita eliminando la pensione di anzianità sostituendola con la pensione anticipata.
  • l’ape volontaria che consente di accedere alla pensione con 63 anni di età mediante un prestito bancario agevolato che viene invece garantito gratuitamente per alcune categorie di lavoratori (APE sociale)

Novità pensione di vecchiaia 2022

Nella legge di bilancio 2022 sono state confermate le seguenti opzioni pensionistiche:

  • fondo di pensionamento per i lavoratori delle PMI in crisi
  • proroga dell’APE sociale
  • proroga opzione donna insieme ad un ampliamento dei contratti di espansione alle aziende dai 50 dipendenti in su

Che cos’è?

La pensione di vecchiaia è una prestazione erogata dall’assicurazione generale obbligatoria, dai fondi ad essa sostitutivi, esclusivi o esonerati e dalla gestione separata, a tutti quei soggetti che possiedono determinati requisiti anagrafici e contributivi.

Rappresenta la prestazione più “tradizionale” per avere diritto alla pensione e, a differenza delle altre prestazioni di pensionamento (pensione di anzianità e pensione anticipata), richiede il perfezionamento congiunto dei requisiti anagrafici e contributivi.

Qual’è il requisito minimo richiesto per la pensione di vecchiaia?

Per richiedere la pensione di vecchiaia, il richiedente, deve possedere congiuntamente i seguenti requisiti:

  • 20 anni di contribuzione
  • 67 anni di età (uomini e donne)

Quindi, appare ovvio, che è impossibile accedere alla pensione di vecchiaia senza contributi, ma è possibile, attraverso il sistema contributivo, accedere alla pensione di vecchiaia contributiva con soli 5 anni, come vi è anche la possibilità di accedere alla prestazione con soli 15 anni di contributi nel sistema retributivo.

A tal proposito, ti riporto di seguito una tabella riassuntiva che identifica i requisiti di accesso per la pensione di vecchiaia nel 2022 per tutte le categorie di lavoratori.

Requisiti Pensione di Vecchiaia ordinaria 2022 con requisito minimo di 20 anni di contribuzione
Dipendenti PubbliciDipendenti PrivatiLavoratori AutonomiLavoratrici Settore PrivatoLavoratrici Autonome
201766 e 7 mesi66 e 7 mesi66 e 7 mesi65 anni e 7 mesi66 anni e 1 mese
201866 e 7 mesi66 e 7 mesi66 e 7 mesi66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

20196767676767
20206767676767
20216767676767
20226767676767

Ti ricordoo che, come summenzionato, vi è la possibilità per alcune categorie di lavoratori di accedere ad alcune deroghe, come ad esempio la deroga Amato, che consentono l’uscita anticipata dal mondo del lavoro mediante la pensione di vecchiaia. 

Tali deroghe ti saranno illustrate nei capitoli successivi.

Come funziona?

Iniziamo il nostro percorso citando la riforma delle riforme, quella che ha in qualche modo rideterminato gli assetti del sistema previdenziale Italiano, ovvero la famigerata riforma “Fornero”, Dl 2012/2011.

E bene sì, la riforma appena citata ha apportato alcune novità rilevanti rispetto ai requisiti per avere diritto alla pensione di vecchiaia, e allo stesso tempo ha abolito l’ormai nota pensione di anzianità, introducendo la pensione anticipata, e un sistema di innalzamento graduale, attraverso periodici scatti dei requisiti anagrafici, con l’obiettivo di parificare l’età pensionabile.

Andandoli a collocare nel tempo e nella loro forma, gli scatti sono avvenuti:

  • Nel 2014, pari ad un anno e sei mesi per le lavoratrici dipendenti e un anno per le autonome;
  • Nel 2016, pari ad un ulteriore anno e sei mesi per le lavoratrici dipendenti, e un ulteriore anno per le autonome;
  • Nel 2018, con il completamento dell’adeguamento che ha visto un ulteriore scatto di un anno per le lavoratrici dipendenti del settore privato, e di sei mesi per le autonome e le para-subordinate.

Tornando a noi, come ben sai, gli scatti sopra citati si sono andati a sommare ad un ulteriore sistema di inasprimento, ovvero gli adeguamenti alla speranza di vita.

Questi hanno prodotto un ulteriore slittamento che ha condizionato ulteriormente i requisiti della pensione di vecchiaia donne e uomini, pari a:

  • 3 mesi nel 2013;
  • 4 mesi a partire dal 1° gennaio 2016
  • e infine 5 mesi nel 2019

Tu adesso ti starai chiedendo: “Ok ma quando posso andare in pensione e a che età si va in pensione?

Se hai urgente bisogno di scoprire i requisiti scorri all’interno dell’articolo, troverai una tabella riassuntiva dei requisiti anagrafici e contributivi.

Se, invece, vuoi conoscere tutto sulla prestazione, continua a leggere e scopriamo insieme quali sono i requisiti pensione e il calcolo dell’età pensionabile.

Requisiti pensione

Bene, adesso andremo ad illustrare quelli che sono i requisiti pensione richiesti dalla normativa vigente per accedere alla prestazione di vecchiaia e, successivamente, andremo a capire come avviene il calcolo dell’età pensionabile.

Per rendere chiaro l’argomento, partiremo dai sistemi di calcolo con i quali viene determinato l’importo della pensione.

E’ opportuno che tu conosca non soltanto i requisiti pensione e il calcolo dell’età pensionabile, ma anche su quali basi l’INPS andrà a determinare l’importo della tua pensione.

A tal proposito devi sapere che l’ordinamento previdenziale Italiano prevede due differenti sistemi di calcolo delle prestazioni:

Andare in pensione di vecchiaia con il metodo retributivo/misto

Quali sono i requisiti pensione per accedere al sistema di calcolo retributivo/misto?

Ad avere diritto al calcolo della pensione di vecchiaia con il sistema retributivo/misto sono:

  • tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti del settore privato e pubblico;
  • nonché i lavoratori autonomi;

I quali possono far valere:

  •  una posizione contributiva antecedente al 31 dicembre 1995
  • se in possesso di 18 anni di contributi prima del 31 dicembre 1995 avranno diritto al calcolo della prestazione interamente con il sistema retributivo;
  • se in possesso di meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 avranno diritto al calcolo della pensione con il sistema misto (retributivo fino al 31 dicembre 1995, contributivo dal 1° gennaio 1996).

Andare in pensione di vecchiaia con il metodo contributivo

Quali sono i requisiti pensione per accedere al sistema di calcolo contributivo?

Ad avere diritto al calcolo della prestazione con il metodo contributivo sono:

  • Tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore privato o pubblico;
  • nonché i lavoratori autonomi

I quali possono far valere:

  • una posizione contributiva successiva al 1° gennaio 1996, che quindi abbiano iniziato a lavorare da tale data.

Chi non ha mai lavorato ha diritto alla pensione di vecchiaia?

Per rispondere in modo esaustivo a questa domanda occorre fare una precisazione.

Se per “chi non ha mai lavorato” si intende colui o colei il quale non hanno mai versato contribuzione, la risposta è no, non si ha diritto alla pensione di vecchiaia.

Allo stesso modo coloro i quali hanno comunque svolto attività lavorativa, sia dipendente che autonoma, ma non raggiungono i requisiti minimi per poter percepire la pensione di vecchiaia, non avranno diritto alla prestazione.

Ne approfitto per ricordarti che i requisiti contributivi minimi per poter richiedere la pensione di vecchiaia sono 20 anni di contribuzione.

Ma, allo stesso tempo, vorrei rincuorarti dicendoti che, chi non possiede i requisiti sopra citati, potrà comunque accedere ad una prestazione pensionistica che non è di natura previdenziale bensì socio assistenziale.

Questa prestazione è l’assegno sociale.

Quanti anni di contributi per avere la pensione minima?

Anche qui direi che è opportuno procedere con ordine, andando ad interpretare prima i diversi significati che la domanda può avere.

Se per “pensione minima” intendiamo il minimo di contributi per andare in pensione di vecchiaia, per risponderti in maniera esaustiva, dobbiamo partire da una premessa: dipende.

Ovvero, dipende diverse variabili:

  • a quale sistema di calcolo è soggetta la tua pensione;
  • se hai diritto o meno a determinate agevolazioni.

Cercherò di fornirti tutti gli scenari possibili affinché tu possa capire al meglio:

  • se sei in possesso di 18 anni di contribuzione prima del 1/1/1996 allora avrai diritto al calcolo della pensione con il metodo retributivo e potrai avere la “pensione minima” con 20 anni di contribuzione;
  • se sei in possesso di meno di 18 anni di contributi prima del 1/1/1996 avrai diritto al calcolo della pensione con il metodo misto, e avrai comunque diritto alla “pensione minima” con 20 anni di contribuzione;
  • se invece ha iniziato a versare contributi dopo il 1/1/1996, rientrerai nel calcolo della pensione con il sistema contributivo, qui le cose cambiano. Ovvero potrai comunque avere diritto alla “pensione minima” con  20 anni di contribuzione ma, qualora non dovessi soddisfare questo requisito, potrai accedere alla prestazione con soli 5 anni di contributi, a patto che tu abbia 71 anni di età anagrafica e che la prestazione sia pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (circa 700 € ad oggi).

Allo stesso modo, vi è un ulteriore possibilità di poter accedere alla “pensione minima”.

Se sei in possesso di almeno 15 anni di contributi, entro il 31 dicembre 1992, potrai accedere alla pensione di vecchiaia con i soli 15 anni di contribuzione in possesso, a patto che tu possieda il requisito anagrafico di 67 anni.

Ovviamente tutte le variabili sopra citate sono dipendenti dal perfezionamento del requisito anagrafico di 67 anni.

Chi non ha diritto alla pensione di vecchiaia?

A non avere diritto alla pensione di vecchiaia sono tutte quelle persone che non ne possiedono i requisiti. anagrafici e contributivi.

Infatti la pensione di vecchiaia è regolamentata da due soli criteri:

  • anagrafico (67 anni nel 2020);
  • contributivo (20 anni e varie eccezioni sopra citate).

Per quanto riguarda la cassa previdenziale di appartenenza non vi è alcuna discriminazione rispetto al diritto della pensione di vecchiaia.

Tabella pensione di vecchiaia

I requisiti pensione da perfezionare per accedere alla vecchiaia, come precedentemente specificato,  sono anagrafici e contributivi.

La pensione di Vecchiaia nel Sistema Misto
AnnoLavoratori e lavoratrici settore pubblicoLavoratrici DipendentiLavoratrici AutonomeAddetti a Mansioni Gravose o Usuranti
201266 anni62 anni63 anni e 6 mesi
201366 anni e 3 mesi62 anni e 3 mesi63 anni e 9 mesi
2014/201566 anni e 3 mesi63 anni e 9 mesi64 anni e 9 mesi
2016/201766 anni e 7 mesi65 anni e 7 mesi66 anni e 1 mese
201866 anni e 7 mesi66 anni e 7 mesi
2019/202267 anni66 anni e 7 mesi
2021/202267 anni66 anni e 7 mesi
2023/202467 anni66 anni e 7 mesi
2025/202667 anni66 anni e 7 mesi
2027/202867 anni e 2 mesi66 anni e 9 mesi
2029/203067 anni e 5 mesi67 anni
2031/203267 anni e 8 mesi67 anni e 3 mesi
2033/203467 anni e 11 mesi67 anni e 6 mesi
2035/203668 anni e 2 mesi67 anni e 9 mesi
2037/203868 anni e 4 mesi67 anni e 11 mesi
2039/204068 anni e 6 mesi68 anni e 1 mese
2041/204268 anni e 8 mesi68 anni e 3 mesi
2043/204468 anni e 10 mesi68 anni e 5 mesi
2045/204669 anni68 anni e 7 mesi
2047/204869 anni e 2 mesi68 anni e 9 mesi
2049/205069 anni e 4 mesi68 anni e 11 mesi

La pensione di Vecchiaia nel Sistema Contributivo
AnnoLavoratori e lavoratrici settore pubblicoLavoratrici DipendentiLavoratrici AutonomeAddetti a Mansioni Gravose o UsurantiLavoratori e Lavoratrici
201266 anni62 anni63 anni e 6 mesi70 anni
201366 anni e 3 mesi62 anni e 3 mesi63 anni e 9 mesi70 e 3 mesi
2014/201566 anni e 3 mesi63 anni e 9 mesi64 anni e 9 mesi70 e 3 mesi
2016/201766 anni e 7 mesi65 anni e 7 mesi66 anni e 1 mese70 e 7 mesi
201866 anni e 7 mesi66 anni e 7 mesi70 e 7 mesi
2019/202267 anni66 anni e 7 mesi71 anni
2021/202267 anni66 anni e 7 mesi71 anni
2023/202467 anni66 anni e 7 mesi71 anni
2025/202667 anni66 anni e 7 mesi71 anni
2027/202867 anni e 2 mesi66 anni e 9 mesi71 anni e 2 mesi
2029/203067 anni e 5 mesi67 anni71 anni e 5 mesi
2031/203267 anni e 8 mesi67 anni e 3 mesi71 anni e 8 mesi
2033/203467 anni e 11 mesi67 anni e 6 mesi71 anni e 11 mesi
2035/203668 anni e 2 mesi67 anni e 9 mesi72 anni e 2 mesi
2037/203868 anni e 4 mesi67 anni e 11 mesi72 anni e 4 mesi
2039/204068 anni e 6 mesi68 anni e 1 mese72 anni e 6 mesi
2041/204268 anni e 8 mesi68 anni e 3 mesi72 anni e 8 mesi
2043/204468 anni e 10 mesi68 anni e 5 mesi72 anni e 10 mesi
2045/204669 anni68 anni e 7 mesi73 anni
2047/204869 anni e 2 mesi68 anni e 9 mesi73 anni e 2 mesi
2049/205069 anni e 4 mesi68 anni e 11 mesi73 anni e 4 mesi

Nelle tabelle sopra riportate sono indicati i requisiti anagrafici e contributivi per accedere alla tradizionale prestazione di vecchiaia, ma è opportuno precisare che vi sono particolari agevolazioni e differenti normative che consentono il pensionamento di vecchiaia con diversi requisiti (contributivi e anagrafici) rispetto a quelli tradizionali.

Per offrire una panoramica dettagliata dei diversi requisiti che determinano il diritto alla pensione di vecchiaia, oltre a quelli tradizionali, abbiamo elaborato una tabella riassuntiva.

Pensione di vecchiaia senza contributi

Tutti coloro i quali non possiedono i requisiti pensione prestabiliti dalla legge, per poter accedere alle forme di pensionamento contributive vi è la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia senza contributi.

pensione di vecchiaia senza contributi
  • facebook

Quando dico “pensione di vecchiaia senza contributi” intendo colmare un ulteriore errore di “forma”, rispetto alle terminologie delle prestazioni previdenziali, che viene effettuato non per colpa dei cittadini ma sempre in funzione della complessità che caratterizza il sistema previdenziale.

Infatti, la “pensione di vecchiaia senza contributi” non è altro che l’assegno sociale.

L’assegno sociale è quella prestazione che lo stato garantisce a tutti quei soggetti che non possiedono una contribuzione sufficiente per poter accedere alle forme di pensionamento tradizionale.

Per poter richiedere la prestazione si dovrà essere in possesso di determinati requisiti:

  • 67 anni di età;
  • non superamento di determinate soglie reddituali.

Se vuoi scoprire nel dettaglio la prestazione clicca nel pulsante sottostante!

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Come richiedere la pensione di vecchiaia INPS?

Per richiedere la pensione di vecchiaia INPS, al conseguimento dei requisiti pensione, avrai la possibilità di accedere a due diversi servizi:

  • invio pensione di vecchiaia online: se sei in possesso di pin cittadino, rilasciato da un ufficio INPS, o di SPID, servizio di identità digitale rilasciato da poste Italiane, potrai accedere al portale telematico dell’INPS ed inviare la tua prestazione in maniera del tutto autonoma;
  • se invece hai bisogno di ricevere assistenza all’inoltro potrai affidarti ad un CAF/patronato il quale curerà l’intero iter della domanda amministrativa
  • utilizzando il nuovo servizio di intermediazione di servizi CAF/Patronato online Nonsolopatronato.it

Per avere informazioni più dettagliate ti consigliamo di leggere la nostra guida sulla domanda di pensione di vecchiaia.

Nel caso fossi autonomo all’invio della tua domanda, abbiamo elaborato un tutorial video all’interno del quale sono presenti tutti i passaggi da effettuare attraverso il portale telematico dell’INPS per inviare la tua prestazione.

Qual è la differenza tra pensione di vecchiaia e pensione di anzianità?

La differenza sostanziale tra pensione di vecchiaia e pensione di anzianità è che la pensione di anzianità non richiede alcun requisito anagrafico di accesso, a differenza della pensione di vecchiaia che, oltre al requisito minimo dei 20 anni di contribuzione, richiede il conseguimento dei 67 anni di età.

Ciò che fa la differenza, quindi, è il conseguimento di una certa anzianità anagrafica.

Tuttavia, la pensione di anzianità, è stata abolita per la maggior parte dei lavoratori (eccetto quelli rientranti nelle ormai passate salvaguardie legislative) dalla riforma Fornero. 

A sostituzione della vecchia pensione di anzianità è stata costituita la nuova pensione anticipata la quale, come il suo predecessore, non richiede alcun requisito anagrafico di accesso ma solo requisiti di anzianità contributiva.

Principali forme di pensionamento

TIPOLOGIA DI PENSIONEETA’ ANAGRAFICAANZIANITA’ CONTRIBUTIVACATEGORIE AGEVOLATECONDIZIONIFINESTRA PER LA DECORRENZA DELLA PENSIONE
Pensione di vecchiaia67 anni20 anniColoro i quali hanno diritto al calcolo con il metodo contributivo l’importo della pensione deve essere superiore a 1,5 volte l’assegno sociale/
Pensione di vecchiaia contributiva71 anni5 anni (escludendo i figurativi)66 anni e 7 mesi con almeno 30 anni di contribuzione per chi svolge lavori gravosi Anche in questo caso, per i soli aventi diritto al metodo contributivo, l’importo minimo della pensione deve essere superiore a 1,5 volte l’assegno sociale /
Pensione anticipata/42 anni e 10 mesi per gli uomini
41 anni e 10 mesi per le donne
41 anni di contributi per i lavoratori precoci 3 mesi dalla maturazione dei requisiti
Pensione anticipata contributiva64 anni20 anni di contributi (escludendo i figurativi)/La pensione deve risultare almeno 2,8 volte superiore all’assegno sociale
Quota 100 settore privato62 anni38 anni//3 mesi dalla maturazione dei requisiti
Quota 100 settore pubblico62 anni38 anni//6 mesi dalla maturazione dei requisiti
Quota 100 lavoratori comparto scuola e AFAM62 anni38 anni//01/09/2020 e 1/11/2020
Opzione donna58 anni dipendenti
59 anni autonome
35 anni/Maturazione dei requisiti entro il 31/12/201912 mesi per le dipendenti
18 mesi per le autonome
Ape sociale63 anni30 anni
36 anni per i lavori gravosi
Per le lavoratrici madri agevolazione di 1 anno a figlio fino ad un massimo di 2I lavoratori devono possedere determinati requisiti, es: disoccupati senza sussidio da almeno 3 mesi, invalidità civile pari o superiore al 74%
Isopensione/35 anni e 10 mesi per gli uomini
34 anni e 10 mesi per le donne
oppure 60 anni di età e 20 di contributi
Deve esserci un accordo stipulato con l’azienda
Le prestazioni “vecchiaia contributiva” e “pensione anticipata contributiva” spettano ai soli lavoratori che hanno diritto al calcolo della prestazione con il solo metodo “contributivo”, ovvero tutti coloro che possiedono anzianità contributive a partire dal 1/1/1996

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Che cos’è la pensione di vecchiaia?

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Sei arrivato all’età in cui inizi a pensare al tuo futuro pensionamento e vorresti sapere che cos’è la pensione di vecchiaia?

O addirittura ti separano solo pochi mesi dalla tua tanto attesa pensione e vorresti conoscere l’importo della pensione di vecchiaia?

Ti capita spesso di confondere la pensione di vecchiaia con la pensione sociale?

Sei nel posto giusto!

In questo articolo ti spiegheremo dettagliatamente come funziona e quali sono i requisiti per accede alla pensione di vecchiaia nel 2020.

Che cos’è?

La pensione di vecchiaia è una prestazione erogata dall’Inps a tutti gli appartenenti all’assicurazione generale obbligatoria, ai fondi ad essa sostitutivi, esclusivi o esonerativi nonché alla gestione separata dell’inps, al conseguimento di determinati requisiti anagrafici e contributivi. Questa nel corso degli anni ha subito continui mutamenti e ripercussioni a causa delle innumerevoli riforme, infatti dal 1° gennaio 2012 la legge Fornero ne ha inasprito i requisiti d’accesso introducendo l’innalzamento graduale dei requisiti anagrafici fino a parificarli, tra uomini e donne, a 67 anni di età.

L’innalzamento è avvenuto con due scatti nel 2014 e nel 2016 pari ciascuno ad un anno e sei mesi per le lavoratrici dipendenti, di un anno ciascuno per le autonome e le parasubordinate, fino a bloccarsi, temporaneamente, nel 2018 con un ulteriore scatto di un anno per le dipendenti del settore privato e di sei mesi per le autonome e le parasubordinate.

quali sono i Requisiti nel 2020?

Dal 1° gennaio 2020 l’età anagrafica per poter accedere alla pensione di vecchiaia è di 67 anni mentre il requisito contributivo rimane invariato a 20 anni di contribuzione.

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Come si calcola?

Per tutti i lavoratori e le lavoratrici appartenenti al settore pubblico e privato, congiuntamente ai lavoratori autonomi che possiedono una posizione contributiva prima del 31 dicembre 1995 possono accedere alla prestazione di vecchiaia dal 1° gennaio 2019 al conseguimento di 67 anni congiuntamente al requisito minimo di 20 anni di contribuzione.

Gli stessi avranno diritto al calcolo della prestazione secondo il sistema retributivo o misto, a seconda degli anni e del periodo temporale nel quale si colloca la contribuzione in possesso.

Vecchiaia contributiva

Tutti i lavoratori e le lavoratrici appartenenti al settore privato e pubblico, nonché i lavoratori autonomi che possiedono una posizione assicurativa successiva al 1° gennaio 1996, rientrano nel sistema contributivo, il quale consente di accedere alla vecchiaia anche con soli 5 anni di contributi versati.

A differenza dei requisiti d’accesso richiesti dal metodo retributivo/misto, il sistema contributivo non prevede i 20 anni minimi di contribuzione per richiedere la pensione di vecchiaia, agevolando così quei soggetti che non sono in possesso di una corposa posizione contributiva, ma allo stesso tempo pone dei limiti riguardanti l’età anagrafica e l’importo della prestazione.

Pensione di vecchiaia nel sistema contributivo
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Infatti il requisito anagrafico per avere accesso alla prestazione è di 70 anni e l’importo minimo che deve raggiungere l’assegno affinché possa essere liquidato non deve essere inferiore a 1,5 volte quello dell’assegno sociale.

Quindi  se dovessimo calcolarlo ad oggi dove il valore dell’assegno sociale è pari a 457,99 €, l’importo della pensione dovrebbe essere superiore a 686,98 €.

15 anni di contributi

La deroga Amato ha stabilito che tutti i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato e lavoratori autonomi, in possesso di almeno 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992, possono accedere alla pensione di vecchiaia perfezionando un requisito contributivo minimo di 15 anni.

L’inps ha chiarito che la riforma Fornero non ha avuto alcun effetto negativo nei confronti della suddetta riforma, resta quindi valido l’accesso per tutti coloro i quali possiedono i requisiti summenzionati.

Decorrenza e Domanda

Per richiedere la pensione di vecchiaia è espressamente stabilito dalla legge la cessazione dell’attività lavorativa da lavoratore dipendente, mentre può continuare a sussistere quella da lavoratore autonomo.

Domanda pensione di vecchiaia
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Per quanto riguarda la sua decorrenza questa avviene dal mese successivo nel quale si presenta la domanda, dando per scontato il conseguimento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla legge.

Per presentare la domanda occorrerà essere in possesso di spid per richiederla autonomamente presso il portale telematico dell’inps, in alternativa recarsi presso un istituto di patronato il quale provvederà all’invio.

Documenti per l’invio

I documenti necessari per l’inoltro della pensione di vecchiaia sono i seguenti:

  • Documenti di identità del richiedente e del coniuge (se coniugato);
  • Dati sulla posizione assicurativa che potrebbero essere influenti al diritto della pensione e che non sono presenti nell’estratto contributivo;
  • Dichiarazione di cessazione di qualsiasi tipo di attività da lavoro dipendente;
  • Sr163 timbrato debitamente compilato e timbrato dall’ufficio pagatore presso il quale si desidera l’accreditamento della pensione.

 

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