Pensioni dipendenti pubblici, come funziona?

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Le pensioni dipendenti pubblici non sono molto differenti dalle prestazioni erogate per il settore privato e autonomo.

Vi è qualche sottile differenza nelle prestazioni di invalidità e nel calcolo delle pensioni dipendenti pubblici.

Tutti i lavoratori del settore statale che possiedono i requisiti stabiliti dalla legge, potranno andare in pensione nel 2022 accedendo alle seguenti prestazioni:

  • pensione di vecchiaia
  • pensione anticipata
  • quota 102
  • opzione donna
  • lavori usuranti
  • lavoratori precoci
  • pensione di vecchiaia contributiva
  • pensione anticipata contributiva

Nel caso in cui, invece, il lavoratore dovesse essere affetto da qualche patologia invalidante, può richiedere le seguenti prestazioni:

  • pensione di inabilità dipendenti pubblici
  • pensione di inabilità accertata dipendenti pubblici

Ma quali sono le novità per le pensioni dipendenti pubblici nel 2022?

Le novità più importanti che hanno colpito il settore pubblico in materia previdenziale, sono state attuate dal decreto legge del 28 gennaio 2019 il quale, oltre ad aver introdotto la quota 100, ha stabilito le seguenti agevolazioni:

  • riscatto agevolato della laurea;
  • riscatto agevolato dei periodi non coperti da contribuzione;
  • anticipo TFR ai dipendenti pubblici;
  • contributi eccedenti e previdenza complementare;

Dopo aver fatto un breve riassunto di quelle che sono le novità e le pensioni dipendenti pubblici, andiamo ora a vederle nel dettaglio le prestazioni, cercando di individuare chiaramente quelli che sono i requisiti richiesti ai lavoratori.

I contributi nel settore pubblico

La contribuzione dei dipendenti pubblici, precedentemente gestita dall’INPDAP ente che nel 2012 è confluito all’interno dell’INPS, viene gestita attraverso un prelievo automatico effettuato sulla contribuzione del dipendente rapportata alla retribuzione soggettivamente percepita. 

Il 33% delle aliquote contributive è destinato al fondo pensioni dei dipendenti pubblici, di cui l’8% ai dipendenti delle amministrazioni statali, e il 32,65% destinato ai dipendenti degli enti locali e Asl.

Sulle retribuzioni che superano il minimo pensionabile (€48.279 nel 2022) viene applicato un punto percentuale a carico del dipendente. 

Diversa è la situazione per i dipendenti pubblici che hanno iniziato a versare il primo contributo previdenziale a partire dal 1° gennaio 1996.

In questo caso è stato fissato un massimale annuo della base contributiva e pensionabile che viene rivalutato annualmente sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. 

Per il 2022 il limite fissato è di €105.014.

Pensione di vecchiaia dipendenti pubblici

La prima prestazione di cui andremo a parlare è la pensione di vecchiaia dipendenti pubblici.

Questa prestazione rappresenta la forma di pensionamento più comune soprattutto per quei soggetti che non possiedono un’anzianità contributiva rilevante in termini di anni di contribuzione versata.

I lavoratori dipendenti del settore pubblico possono accedere alla pensione di vecchiaia se possiedono congiuntamente determinati requisiti contributivi e anagrafici, oltre alla cessazione perentoria del rapporto lavorativo. 

I requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia dipendenti pubblici nel 2022 sono:

  • 20 anni di contribuzione
  • 67 anni di età a prescindere dal sesso

Oltre ai requisiti ordinari sopra citati, vi è anche la possibilità di usufruire di particolari agevolazioni per accedere al pensionamento di vecchiaia dipendenti pubblici con requisiti contributivi ridotti.

Queste particolari agevolazioni fanno tutte capo alla cd. deroga “Amato”, la quale dispone che si può accedere alla pensione di vecchiaia se in possesso dei seguenti requisiti:

  • lavoratori che abbiano maturato 15 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1992;
  • lavoratori che al 31 dicembre 1992 risultino ammessi alla prosecuzione volontaria. Non è richiesto che l’assicurato ammesso alla prosecuzione volontaria abbia anche effettuato versamenti anteriormente alla predetta data;
  • lavoratori che possano far valere una anzianità assicurativa di almeno 25 anni e che siano stati occupati per almeno 10 per periodi di durata inferiore a 52 settimane nell’anno solare;

Tabella Pensione di vecchiaia dipendenti pubblici 2022    
Requisito contributivoRequisito anagrafico
Lavoratori con posizione contributiva antecedente al 1° gennaio 199620 anni67 anni
Lavoratori con posizione contributiva antecedente al 1° gennaio 1996 deroga Amato15 anni67 anni
Lavoratori con posizione contributiva successiva al 1° gennaio 199620 anni67 anni
Pensione di vecchiaia contributiva 5 anni71 anni (oltre al requisito dell’importo minimo pensione pari o superiore a 1,5 volte il trattamento minimo)

Pensione di vecchiaia contributiva dipendenti pubblici

Così come per la gestione dei dipendenti del settore privato, anche per i dipendenti pubblici che non possiedono alcuna contribuzione prima del 1° gennaio 1996, è possibile richiedere la pensione di vecchiaia contributiva. 

Tale prestazione ha gli stessi requisiti per la normale pensione di vecchiaia, ovvero 67 anni di età e 20 anni di contribuzione, con l’unica differenza che, nel caso in cui il dipendente non fosse in possesso dei requisiti summenzionati, può comunque accedere al pensionamento al raggiungimento dei 71 anni di età congiuntamente al requisito minimo contributivo di 5 anni. 

Affinché venga riconosciuta la pensione di vecchiaia contributiva con i requisiti anagrafici e contributivi ridotti, la pensione al calcolo non deve risultare inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo che nel 2022 è pari a €468,10.

Quindi, per 1,5 voltte il trattamento minimo, si intende che la pensione al calcolo non deve essere inferiore a €702,15 mensili. 

Per cui se la pensione del lavoratore sarà inferiore a tale soglia, lo stesso non potrà accedere alla pensione di vecchiaia contributiva con i requisiti ridotti.

Tabella Pensione di vecchiaia dipendenti pubblici 2022    
Requisito contributivoRequisito anagrafico
Lavoratori con posizione contributiva antecedente al 1° gennaio 199620 anni67 anni
Lavoratori con posizione contributiva antecedente al 1° gennaio 1996 deroga Amato15 anni67 anni
Lavoratori con posizione contributiva successiva al 1° gennaio 199620 anni67 anni
Pensione di vecchiaia contributiva 5 anni71 anni (oltre al requisito dell’importo minimo pensione pari o superiore a 1,5 volte il trattamento minimo)

Pensione anticipata (ex anzianità)

La pensione anticipata che, successivamente alla riforma Fornero è andata a sostituire la pensione di anzianità, è una prestazione che consente il pensionamento con requisiti anagrafici “anticipati” rispetto alla pensione di vecchiaia, se in possesso di un’anzianità contributiva “corposa” così come disposto dalla legge.

La pensione anticipata per i dipendenti pubblici nel 2022 può essere richiesta al conseguimento di:

  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne
  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini

Come anticipato tale prestazione non è soggetta al possedimento di un requisito anagrafico stabilito dalla legge, sarà quindi sufficiente perfezionare il requisito contributivo a prescindere dall’età anagrafica.

Tale prestazione, così come la pensione di vecchiaia, ha subito negli anni gli adeguamenti alla speranza di vita previsti dalla riforma Fornero a partire dal 2012. 

Tali adeguamenti sono stati bloccati, in via sperimentale, nel 2019 grazie al decreto legge del 28 gennaio 2019, n.4. che ne prevede l’attivazione dal 1° gennaio dello stesso anno fino alla sua scadenza prevista al 31 dicembre 2026.

Tale blocco ha comportato la reintegrazione della finestra mobile che differisce la decorrenza della prestazione di 3 mesi. 

Quindi, se il dipendente pubblico matura i requisiti il 5 febbraio 2022, potrà fare richiesta della pensione anticipata nello stesso mese ma, in funzione della finestra mobile, si vedrà accreditato il primo importo il 1° maggio 2022.

Per i lavoratori che hanno versato il primo contributo utile a partire dal 1° gennaio 1996, e che quindi rientrano nel sistema di calcolo interamente contributivo, potranno accedere al pensionamento anticipato con un’età inferiore rispetto a quella di vecchiaia, ovvero:

  • 64 anni 
  • se in possesso di almeno 20 anni di contribuzione

Ai fini del calcolo del requisito minimo dei 20 anni di contribuzione non verranno tenuti in considerazione i contributi figurativi e la pensione non dovrà essere inferiore a €1.310,68.

 Tabella Pensione Anticipata Dipendenti Pubblici   
AnnoRequisito AnagraficoRequisito contributivo UominiRequisito contributivo Donne
2012Nessuno42 anni e 1 mese41 anni e 1 mese
2013Nessuno42 anni e 5 mesi41 anni e 5 mesi
2014/2015Nessuno42 anni e 6 mesi41 anni e 6 mesi
2016/2018Nessuno42 anni e 10 mesi41 anni e 10 mesi
2019/2026Nessuno42 anni e 10 mesi
(senza blocco sarebbe stato 43 anni e 10 mesi)
41 anni e 10 mesi
(senza blocco sarebbe stato 42 anni e 10 mesi)

Opzione donna

Anche le lavoratrici del settore pubblico potranno accedere al pensionamento anticipato mediante l’opzione donna.

Questa particolare prestazione, per quanto possa sembrare vantaggiosa, ha i suoi risvolti negativi.

Infatti, le lavoratrici del settore pubblico che decideranno di accedere al pensionamento mediante l’opzione donna, se in possesso di un’anzianità contributiva antecedente al 1° gennaio 1996, subiranno un taglio sull’importo della pensione a causa del calcolo della stessa interamente con il metodo contributivo.

Noi di Nonsolopensioni.it consigliamo, prima di effettuare domanda di opzione donna, di rivolgersi a dei consulenti specializzati che, effettuando le dovute analisi e gli opportuni scenari di calcolo, potranno indirizzare la lavoratrice verso la prestazione più conveniente in termini di importo ed esigenze personali di pensionamento. 

Per accedere alla prestazione, le lavoratrici del settore pubblico dovranno essere in possesso di:

  • 58 anni di età;
  • 35 anni di contribuzione.

Quota 102

La quota 102 va a sostituire, in via del tutto sperimentale, la vecchia quota 100.

Tale prestazione è stata introdotta dalla legge  n. 243/2021 modificando il decreto legge 1/2019.

Quota 102 consente ai dipendenti pubblici, così come a quelli del settore privato (dipendenti e autonomi nonché gli iscritti alla gestione separata) di andare in pensione al possedimento dei seguenti requisiti:

  • 64 anni di età
  • 38 anni di contributi

Per ottenere il pensionamento anticipato mediante quota 102, il lavoratore dipendente del settore pubblico, dovrà possedere congiuntamente i requisiti summenzionati. 

Anche in questo caso, così come per la pensione anticipata, vige il c.d della finestra mobile, pertanto il lavoratore potrà effettuare domanda di pensionamento al conseguimento dei requisiti anagrafici e contributivi ma si vedrà accreditata la prima rata dopo sei mesi dall’inoltro della domanda. 

Ai fini dei requisiti contributivi vengono tenute in considerazione tutte le forme di contribuzione (figurativi, da riscatto etc.) a patto che il lavoratore possa far valere almeno 35 anni di contribuzione effettiva da lavoro dipendente. 

Lavoratori Precoci

Grazie alla legge di bilancio del 2017, è stata riconosciuta una particolare tutela a tutti quei lavoratori che si trovano in particolare disagio economico e che possiedono almeno un anno (12 mesi anche non continuativi) riferiti a periodi di lavoro effettivi precedenti al compimento del diciannovesimo anno di età.

Questa particolare categoria può accedere al pensionamento anticipato al conseguimento di almeno 41 anni di contribuzione, 35 dei quali devono derivare da contribuzione effettiva anche in regime di cumulo, e che si trovano nelle seguenti condizioni di disagio:

Caregiver

Il lavoratore si ritrova ad assistere da almeno 6 mesi:

  • il coniuge affetto da handicap in situazione di gravità (L n. 104/1992)
  • un parente di primo grado affetto da handicap in situazione di gravità (L n. 104/1992)
  • parente o affine di 2° grado convivente se i genitori o il coniuge della persona con handicap hanno compiuto 70 anni o sono anch’essi affetti da patologie invalidanti o sono deceduti o mancanti

Disoccupati

I lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione a causa di licenziamento o cessazione del rapporto di lavoro da almeno tre mesi

Invalidi

Tutti coloro i quali possiedono una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle commissioni Asl competenti, uguale o superiore al 74%

Lavori Usuranti

Abbiano svolto una o più attività facenti parte dei lavori riconosciuti come usuranti per un periodo di tempo pari a:

  • almeno 6 anni negli ultimi 7 anni di attività lavorativa
  • oppure 7 anni negli ultimi 10 anni
  • oppure la metà della vita complessiva

Tabella Lavori Usuranti 2022
Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
Conciatori di pelli e di pellicce
Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
Conduttori di mezzi pesanti e camion
Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido
Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati
Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca
Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative
Lavoratori del settore siderurgico di 1a e 2a fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature
Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne

Lavori Usuranti

Per tutti coloro i quali rientrano nelle categorie dei lavori usuranti (vedi tabella nel paragrafo precedente) e che svolgono tale attività per almeno 7 anni negli ultimi 10 o per almeno metà dell’intera carriera lavorativa, hanno diritto ad accedere al pensionamento anticipato mediante il sistema delle quote.

Il sistema delle quote agisce andando a sommare l’età anagrafica con il numero di contributi maturati dal lavoratore alla data di richiesta di pensionamento.

Per fornire una panoramica “visiva” dei requisiti di accesso, potrai consultare la tabella seguente.

Lavori UsurantiLavori Notturni
AnnoEtà anagraficaSomma di età anagrafica e anzianità contributivaNumero di Notti in ogni annoEtà Anagrafica MinimaSomma di età anagrafica e anzianità contributiva
20126096da 64 a 71
6298
da 72 a 776197
2013/201561 e 3 mesi97,3da 64 a 71
63 e 3 mesi99,3
da 72 a 7762 e 3 mesi98,3
201661 e 7 mesi97,6da 64 a 71
63 e 7 mesi99,6
da 72 a 7762 e 7 mesi98,6
2017/202661 e 7 mesi97,6da 64 a 71
63 e 7 mesi99,6
da 72 a 7762 e 7 mesi98,6

Pensione di vecchiaia sistema contributivo

Come accennato, la prestazione di vecchiaia non muta la sua denominazione ma i requisiti d’accesso.

Infatti per richiedere la pensione di vecchiaia i lavoratori del pubblico impiego che rientrano nel sistema contributivo “puro” dovranno perfezionare:

  • 71 anni di età più 5 anni di contribuzione “effettiva”, per effettiva si intende contribuzione interamente da lavoro dipendente, viene quindi esclusa quella figurativa di qualsiasi natura;
  • e/o 67 anni di età e 20 di contribuzione. Per quanto riguarda questa particolare forma, la pensione per essere erogata deve superare di 1,5 volte l’importo del trattamento minimo.

Pensione anticipata sistema contributivo

Anche per la pensione anticipata vengono rideterminati i requisiti d’accesso per i lavoratori del settore pubblico che rientrano nel sistema contributivo “puro”.

Per accedere alla pensione anticipata nel sistema contributivo i lavoratore dovrà perfezionare:

  • 64 anni di età;
  • 20 anni di contribuzione “effettiva”. Per effettiva si intende che verrà computata, al fine del raggiungimento dei 20 anni, solo la contribuzione da lavoro dipendente sarà, pertanto, esclusa quella figurativa di qualunque natura.

Pensioni dipendenti pubblici, pensioni di invalidità

Come accennato all’inizio dell’articolo, le pensioni dipendenti pubblici di invalidità concesse ai lavoratori del pubblico impiego, differiscono leggermente da quelle attualmente riconosciute alle altre categorie di lavoratori (settore privato, autonomo).

Dipendenti pubblici pensione di inabilità

Questa è l’unica prestazione che accomuna le pensioni di invalidità dei dipendenti pubblici con quelle del settore privato e autonomo.

Per accedere alla prestazione il dipendente dovrà possedere:

  • 5 anni di contribuzione di cui almeno 3 nei 5 anni precedenti la domanda;
  • ed essere riconosciuto da una commissione competente stabilita dallINPS: inabile con assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa;

Dipendenti pubblici pensione per inabilità accertata

Questa prestazione, a differenza di quella precedente, viene riconosciuta solo ai dipendenti del pubblico impiego che si trovano nelle seguenti condizioni:

  • Inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro, ovvero inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte.

E che possiedono i seguenti requisiti contributivi:

  • 14 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio utile, in caso di collocamento a riposo per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro;
  • e/o  19 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio utile, in caso di collocamento a riposo per inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte.

A tal proposito ti lasciamo con un’infografica riassuntiva che può scaricare ed avere sempre a portata di mano.

pensioni dipendenti pubblici (1)
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Pensioni dipendenti pubblici, tabelle

Infine, ti lasciamo con delle tabelle riassuntive in modo tale da fornirti una panoramica delle prestazioni finora menzionate.

Pensione dipendenti pubblici tabella prestazioni

All’interno della tabella abbiamo riassunto le prestazioni alle quali possono accedere i dipendenti pubblici mettendole in relazione ai requisiti richiesti
PrestazioneRequisito anagraficoRequisito contributivoNote
Pensione di vecchiaia67 anni uomini e donne20 anni di contribuzione
Pensione anticipatanon vi è alcun requisito anagrafico41 anni e 10 mesi per le donne
42 anni e 10 mesi per gli uomini
Opzione donna58 anni di età solo donne35 anni di contribuzionePrestazione destinata alle sole donne che comporta una penalizzazione del calcolo della prestazione (metodo contributivo)
Quota 10264 anni di età38 anni di contribuzione
Lavori usuranti61 anni e 7 mesi uomini e donne35 anni di contribuzione minimail requisito è quello di raggiungere quota 97,6 sommando l’età anagrafica e la contribuzione in possesso
Lavoratori precocinon vi è alcun requisito anagrafico41 anni di contribuzione di cui 35 di lavoro effettivoper lavoro effettivo si intende tutta quella contribuzione da lavoro dipendente viene quindi esclusa la figurativa (malattia, infortunio, maternità ecc.)
Sistema contributivo
Pensione di vecchiaia67 anni 20 anninon inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo
Pensione di vecchiaia contributiva71 anni5 anni effettivinel computo dei 5 anni viene esclusa la contribuzione figurativa
Pensione anticipata64 anni20 anni effettivinel computo dei 20 anni viene esclusa la contribuzione figurativa

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