La pensione di invalidità civile, pensione di inabilità, è una prestazione economica erogata dall’inps in favore di quei soggetti che sono stati riconosciuti, da una commissione medica incaricata, invalidi con una percentuale del 100%

Come tutte le prestazioni facenti parte del comparto degli invalidi civili, il diritto non è legato alla presenza di un rapporto assicurativo da parte del richiedente, avendo la prestazione carattere puramente assistenziale.

Tuttavia per poter inoltrare la domanda occorre essere in possesso di alcuni requisiti previsti dalla legge.

Possono richiedere la pensione di invalidità civile tutti i cittadini italiani regolarmente residenti in Italia, i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, che possiedono un’età compresa tra i 18 e i 67 anni, che non superino determinate soglie di reddito fissate annualmente.

Pensione di invalidità civile

Occorre precisare che il solo riconoscimento di un invalidità civile del 100% non dà diritto alla percezione dell’indennità di accompagnamento, ma bensì ad un assegno mensile di uguale importo dell’assegno di invalidità civile, OVVERO 295,00 €.

Affinché venga riconosciuta l’indennità di accompagnamento, la percentuale di invalidità del 100% deve essere legata ad un ulteriore dicitura che attesta l’incapacità del soggetto richiedente a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore.

Oltre ai requisiti anagrafici e di residenza, l’erogazione della pensione di invalidità civile è strettamente legata ad un limite reddituale, per la considerazione del superamento di tale limite non viene preso in considerazione il reddito coniugale ma solo quello in possesso del richiedente la prestazione.

I limite reddituale per il 2019 è pari a 16.814,34 €, ai fini del computo vengono considerati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

A differenza dell’assegno di invalidità civile, la pensione di invalidità civile è compatibile con altre prestazioni a carattere previdenziale, come l’assegno ordinario di invalidità.

Non è invece compatibile con le altre prestazioni a carattere socio assistenziale, quindi tutte le altre prestazioni rientranti nel comparto dell’invalidità civile, eccetto l’indennità di accompagnamento.

Il soggetto che percepisce la pensione di invalidità civile può continuare a svolgere regolare attività lavorativa di qualsiasi natura, a patto che iil reddito derivante dalla stessa non superi i limiti reddituali prefissati e già citati.

La pensione di invalidità civile non è reversibile, viene erogata per tredici mensilità e la sua decorrenza parte dal mese successivo di inoltro della domanda.

Come tutte le prestazioni del comparto invalidi civili, una volta raggiunta lo soglia limite di età di 67 anni la prestazione può subire due differenti variazioni:

  • la prima, qualora il soggetto non possieda alcuna contribuzione per avanzare richiesta di pensione di vecchiaia o anticipata, la pensione di inabilità civile si trasforma in assegno sociale, anche questa prestazione affinché possa essere erogata non devono essere superare determinate soglie reddituali, ma nel caso di un percettore di pensione di invalidità civile che si trasforma in assegno sociale i limiti reddituali da rispettare non saranno quelli meno vantaggiosi dell’assegno sociali ma bensi quelli della pensione uscente ovvero 16.814,34.
  • Nel secondo caso, qualora il soggetto possieda una contribuzione sufficiente per accedere alle ordinarie prestazioni di pensionamento previdenziali, la pensione di invalidità civile verrà eliminata, in quanto raggiunto il limite di età previsto dalla legge, ma permarrà comunque lo status di invalido civile a meno che il soggetto non venga convocato a revisione dalla commissione medica incaricata la quale ha facoltà di rideterminare la percentuale di invalidità.