Assegno Mensile di Invalidità

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Che cos’è?

L’assegno mensile di invalidità fa parte del comparto delle prestazioni dell’invalidità civile ed è una prestazione socio-assistenziale riconosciuta su domanda dell’interessato che può far valere, previo visita presso una commissione medica competente, una percentuale di invalidità tra il 74% e il 99%.

La prestazione non va confusa con l’assegno ordinario di invalidità, il quale, ha requisiti di accesso, sia amministrativi che sanitari, diversi rispetto all’assegno mensile.

La prestazione è stata istituita dall’art. 13 della Legge 30 marzo 1971 n.18 e modificato dal decreto legislativo 23 novembre 1988 n. 159 art. 9, il quale ha innalzato la percentuale di invalidità riconosciuta portandola dal 67%, della precedente legge, al 74%.

Come già specificato in precedenza, l’assegno mensile di invalidità civile, è una prestazione di natura assistenziale che, quindi, non richiede il possedimento di alcun requisito contributivo ma reddituale e, come specificato, sanitario.

Chi può richiederlo

L’assegno può essere richiesto da:

  • cittadini italiani regolarmente residenti in Italia con un età compresa tra i 18 e i 67 anni
  • cittadini comunitari regolarmente residenti in Italia con un età compresa tra i 18 e i 67 anni
  • cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e legalmente soggiornanti in Italia con un età compresa tra i 18 e i 67 anni

Si ricorda che il requisito anagrafico dei 67 anni verrà aggiornato nel 2025 in base all’andamento della speranza di vita.

Importo e redditi

L’assegno mensile di invalidità civile non è reversibile ai superstiti e viene erogato per 13 mensilità. 

L’importo della prestazione viene aggiornato annualmente a seconda degli indici ISTAT e il suo importo nel 2022 è di €291,98.

Come dicevamo, per avere diritto all’assegno mensile, il richiedente deve poter rispettare determinati requisiti reddituali, anch’essi annualmente cangianti a seconda degli indici ISTAT, che nel 2022 sono pari a €5.015,14.

Il reddito da tenere in considerazione è quello del solo richiedente e non del nucleo familiare.

Non vengono considerati, ai fini del computo reddituale, i seguenti redditi: 

  • l’importo dell’assegno stesso
  • le pensioni di guerra
  • le rendite INAIL
  • l’indennità di accompagnamento

Rientrano, invece, nel computo reddituale tutti i redditi assoggettabili ad Irpef al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

La maggiorazione sociale

L’assegno mensile di invalidità civile può essere incrementato di un ulteriore somma riguardante la maggiorazione sociale.

L’art. n. 70 comma 6 della legge 388/2000 riconosce, a patto che vengano rispettati determinati requisiti reddituali, una maggiorazione sull’assegno pari a €10,33 al mese. Tale importo viene corrisposto se si rispettano i seguenti requisiti:

  • il richiedente non possiede redditi propri per un importo annuale uguale o superiore all’importo dell’assegno sociale che per il 2022 è pari a €6.219,72
  • se coniugato non superi, come reddito proprio, quello indicato nel punto precedente in più non possieda un reddito congiunto con il coniuge pari alla somma annua dell’assegno sociale, comprensivo della maggiorazione, più l’ammontare del trattamento minimo delle pensioni che, per il 2022, è pari a €13.036,27

Compatibilità con altre prestazioni

L’assegno mensile di invalidità non è compatibile con tutte le prestazioni erogate a titolo di invalidità, ovvero:

  • pensioni di guerra
  • prestazioni di invalidità a carattere contributivo di tutte le gestioni previdenziali (come assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità)
  • con la pensione privilegiata
  • con le rendite Inail

L’assegno è invece compatibile con le prestazioni che non hanno carattere di invalidità, come ad esempio:

  • pensione di vecchiaia
  • pensione anticipata
  • pensione ai superstiti

Compatibilità con attività lavorativa

L’art. n. 3 della legge 118/1971 richiedeva all’interessato in possesso di assegno mensile di invalidità civile, di non svolgere alcuna attività lavorativa in quanto incompatibile con la fruizione della prestazione. L’articolo 12-ter del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 trasformato in legge 17 dicembre 2021, n. 215, ha stabilito che l’invalido può svolgere attività lavorativa a patto che, quest’ultima, non superi il limite previsto per il riconoscimento dell’assegno mensile.

Per cui, dal 2021, la prestazione è cumulabile con l’attività da lavoro a patto che questa non superi un reddito annuo, per il 2022, pari a €5.015,14.

Trasformazione al compimento dei 67 anni

L’assegno mensile di invalidità civile, come summenzionato, può essere percepito fino al 67 anno, decorso il quale, la prestazione si trasforma in assegno sociale, qualora il soggetto non possieda i requisiti minimi per le prestazioni di vecchiaia, in pensione di vecchiaia qualora sussistano i requisiti.

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